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Calendario scolastico 2026/27: 19 giorni di gap tra Bolzano e Marche
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Calendario scolastico 2026/27: 19 giorni di gap tra Bolzano e Marche

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Dal 7 settembre a Bolzano al 17 in Puglia. Le date di inizio e fine lezioni regione per regione, con 19 giorni di differenza calendario tra gli estremi.

Dal 7 settembre 2026 a Bolzano fino al 17 settembre in Puglia: dieci giorni separano la prima campanella italiana dall'ultima. Ma se si guarda all'intero arco dell'anno scolastico, tra la regione che apre prima e chiude più tardi e quella che ha il calendario più corto, la forbice si allarga a 19 giorni di calendario.

Le date di inizio e fine lezioni regione per regione

L'ordinanza ministeriale n. 106 del 10 giugno 2026 ha fissato il quadro nazionale, lasciando alle Regioni la definizione dei singoli calendari. Le scuole di Bolzano partono lunedì 7 settembre 2026; il giorno successivo è il turno di Trento, Valle d'Aosta e Veneto, che aprono il 10 settembre. Il 14 settembre toccherà a Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia (primarie e secondarie), Marche, Molise, Piemonte e Umbria.

Il 15 settembre apriranno Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Sicilia e Toscana. Il 16 settembre Abruzzo, Basilicata e Sardegna. La Puglia chiude la sequenza il 17 settembre. Per la fine delle lezioni la geografia si capovolge: Marche ed Emilia-Romagna concludono già il 5 giugno 2027, mentre Bolzano resta in aula fino al 16 giugno. Il calendario completo è pubblicato nell'ordinanza ministeriale n. 106/2026 sul sito MIM.

Tra Bolzano ed Emilia-Romagna 19 giorni di calendario in più

Confrontando le due regioni agli estremi della distribuzione, il calendario di Bolzano copre 283 giorni naturali (dal 7 settembre 2026 al 16 giugno 2027), quello dell'Emilia-Romagna si ferma a 264 giorni (dal 15 settembre al 5 giugno). La differenza è di 19 giorni di calendario, quasi tre settimane intere.

Il divario si riduce ma resta significativo anche per altre regioni. Le Marche aprono il 14 settembre e chiudono il 5 giugno: 265 giorni di calendario, 18 in meno di Bolzano. La Puglia, che parte ultima il 17 settembre e termina l'8 giugno, copre anch'essa 265 giorni. La Sicilia, partita il 15 settembre e ferma al 10 giugno, ne conta 269. A bilanciare il dato di Bolzano contribuiscono però le pause più lunghe: ponte di Ognissanti dal 31 ottobre all'8 novembre, vacanze di Carnevale dal 6 al 14 febbraio, Pentecoste dal 15 al 17 maggio. Sospensioni che altre regioni non prevedono.

Il vincolo dei 200 giorni e la libertà delle Regioni

L'art. 74 del Decreto legislativo 297/1994 fissa il principio cardine: l'anno scolastico va dal 1° settembre al 31 agosto e allo svolgimento delle lezioni sono assegnati almeno 200 giorni. Le Regioni hanno competenza esclusiva sulla determinazione del calendario, mentre le singole scuole possono adattarlo nei limiti del proprio piano dell'offerta formativa.

Tutte le regioni rispettano la soglia minima di legge, ma la distribuzione delle giornate cambia in modo sensibile. Bolzano dilata l'arco temporale e moltiplica le pause infrasettimanali; Marche ed Emilia-Romagna scelgono un calendario più compatto, con un'estate che inizia prima ma anche un autunno e un inverno senza ponti extra. Il monte ore curricolare resta lo stesso, perché è la scuola a doverlo garantire indipendentemente dal numero di giorni.

Cosa cambia per famiglie, studenti e docenti

Per le famiglie le date di inizio condizionano l'acquisto del materiale scolastico. Le librerie del Nord lavorano già da fine agosto, mentre nelle regioni che aprono il 17 settembre il picco di vendite si concentra nella seconda decade del mese. Sul versante dei costi, l'aggiornamento sui prezzi dei libri di testo per la primaria fissato dal Decreto n. 73 del 15 aprile 2025 incide su tutte le famiglie alla stessa data, indipendentemente dal calendario regionale.

Per i docenti il quadro è più articolato. La data di presa di servizio per i nuovi nominati segue il calendario regionale, mentre gli adempimenti collegiali partono in genere dal 1° settembre. Restano in agenda anche le tensioni emerse nei mesi scorsi, dallo sciopero nazionale del 7 maggio contro le prove INVALSI e le nuove Indicazioni nazionali al dibattito sull'uso dell'intelligenza artificiale in classe rilanciato dalla visione di Antonello Giannelli sull'IA a scuola.

Chi pianifica le ferie estive del 2027 deve tener conto di un dettaglio non secondario: tra una famiglia di Bologna e una di Bolzano possono passare undici giorni dall'ultimo suono della campanella. Una differenza che oggi nessuna riforma del calendario nazionale ha intenzione di colmare.

Domande frequenti

Perché ci sono differenze così ampie tra i calendari scolastici delle varie regioni italiane?

Le differenze derivano dal fatto che l'ordinanza ministeriale fissa solo il quadro nazionale, mentre ogni Regione ha competenza esclusiva sulla definizione del proprio calendario scolastico, nel rispetto del vincolo minimo di 200 giorni di lezione stabilito dalla legge.

Quali sono le regioni che iniziano e terminano prima o dopo l’anno scolastico 2026/27?

Nel 2026/27 Bolzano inizia il 7 settembre e termina il 16 giugno, mentre la Puglia apre per ultima il 17 settembre. Marche ed Emilia-Romagna finiscono le lezioni già il 5 giugno, mentre Bolzano chiude più tardi.

Come incidono le differenze di calendario sulle famiglie per l’acquisto dei libri scolastici?

Le famiglie delle regioni che iniziano prima si preparano già da fine agosto, mentre quelle delle regioni che aprono più tardi concentrano gli acquisti a settembre. Tuttavia, l’aggiornamento dei prezzi dei libri di testo avviene contemporaneamente per tutte le famiglie.

Cosa cambia per i docenti in base al calendario regionale?

La data di presa di servizio per i nuovi insegnanti segue il calendario regionale, mentre gli adempimenti collegiali partono generalmente dal 1° settembre. Le specificità regionali possono influenzare anche la programmazione delle attività didattiche e collegiali.

Le differenze di calendario influenzano il numero di ore di lezione svolte dagli studenti?

No, il monte ore curricolare resta invariato, perché ogni scuola è tenuta a garantire le stesse ore di lezione indipendentemente dalla durata del calendario annuale.

Quali sono le principali pause previste dal calendario scolastico di Bolzano rispetto alle altre regioni?

Bolzano prevede pause più lunghe, come il ponte di Ognissanti, le vacanze di Carnevale e quelle di Pentecoste, sospensioni che non sono presenti nei calendari di molte altre regioni.

Pubblicato il: 26 giugno 2026 alle ore 07:36

Antonello Torchia

Articolo creato da

Antonello Torchia

Direttore Responsabile di EduNews24.it Antonello Torchia è giornalista professionista, politologo e geografo, con un percorso formativo e professionale di ampio respiro che integra competenze in ambito economico, geopolitico, comunicativo e territoriale. Vanta una solida formazione accademica multidisciplinare: ha conseguito la Laurea in Economia e Commercio (quadriennale, Vecchio Ordinamento), la Laurea Magistrale in Relazioni Internazionali (LM-52) con la votazione di 110/110 e lode, e la Laurea Magistrale in Scienze Geografiche (LM-80). Un trittico di competenze che gli consente di leggere i fenomeni contemporanei con una prospettiva che abbraccia le dinamiche economiche, le relazioni tra Stati e le dimensioni spaziali e territoriali della società. Nel corso della sua carriera ha maturato una significativa esperienza nella comunicazione istituzionale e politica, collaborando con emittenti televisive e testate della carta stampata. Questa esperienza sul campo gli ha conferito una padronanza trasversale dei linguaggi mediatici, dalla televisione al digitale. Attualmente ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di EduNews24.it, testata giornalistica online dedicata al mondo dell'istruzione, della formazione e delle politiche educative italiane ed europee, dove cura la linea editoriale e supervisiona la produzione di contenuti rivolti a docenti, studenti, istituzioni e operatori del settore educativo. È inoltre docente di Comunicazione presso la SSML Città di Lamezia Terme, istituto universitario specializzato nella mediazione linguistica, dove mette a disposizione delle nuove generazioni di professionisti della comunicazione il proprio bagaglio di competenze giornalistiche, analitiche e accademiche.

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