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Aumento da 500 euro e mille reggenze: il paradosso dei presidi
Scuola

Aumento da 500 euro e mille reggenze: il paradosso dei presidi

Il CCNL 2022-24 porta 500 euro medi lordi ai dirigenti scolastici, ma sono 185 fissi. Intanto un preside su sette parte con due scuole da gestire.

A settembre 2025 saranno circa mille le scuole italiane a cominciare l'anno senza un preside titolare, gestite in reggenza da dirigenti di altre sedi. Nello stesso mese il nuovo contratto porta in busta paga un aumento fisso di 185 euro lordi, molto meno dei 500 medi annunciati dall'ARAN.

Il contratto firmato ad agosto 2026

Il CCNL Area Istruzione e Ricerca 2022-2024 è stato sottoscritto all'ARAN il 6 agosto 2026, dopo il via libera del Consiglio dei ministri del 23 luglio. Il perimetro comprende 7.550 dirigenti scolastici e 360 dirigenti di università ed enti di ricerca, per una crescita retributiva complessiva pari all'8,48% sul triennio. Lo stipendio tabellare annuo sale da 47.015,73 a 50.005,73 euro lordi, mentre gli arretrati maturati dal 1° gennaio 2024 valgono in media 5.800 euro lordi per dirigente.

La platea complessiva approvata dal CdM tocca 7.916 professionisti dell'Area Istruzione e Ricerca e chiude 19 mesi dopo la scadenza del triennio contrattuale di riferimento. Il testo interviene anche sugli istituti normativi rimasti fermi da diverse tornate: ferie, permessi per lutto, disciplina e periodo di prova entrano nella nuova disciplina prevista dal contratto.

Un preside su sette con due scuole da gestire

L'aumento arriva mentre il carico di lavoro cresce in modo strutturale. Dal 1° settembre 2025 sono circa mille le sedi che avviano l'anno in reggenza, cioè affidate a un dirigente già titolare di un'altra scuola autonoma. Su una platea di 7.550 titolari, significa che un preside su sette gestisce due istituti in contemporanea: doppio bilancio, doppi organi collegiali, doppie relazioni sindacali. Il fenomeno è alimentato dall'entrata a regime, senza più deroghe, del decreto n. 127 del 30 giugno 2023 che ha elevato il numero minimo di alunni per mantenere l'autonomia scolastica.

Il Ministero ha autorizzato per il 2025/2026 soltanto 347 posti per nuove immissioni in ruolo, di cui 318 assegnati ai vincitori del concorso, a fronte di oltre 700 sedi effettivamente vacanti secondo i dati degli Uffici scolastici regionali. Il divario si scarica interamente sulle reggenze, che non sono più un istituto residuale per coprire assenze temporanee ma un tampone strutturale del deficit di organico. Sul territorio la distribuzione è disomogenea: i decreti degli Uffici scolastici regionali di Emilia-Romagna, Piemonte, Toscana e Veneto pubblicati ad agosto 2025 assegnano decine di incarichi ciascuno, con concentrazioni maggiori nelle aree interne dove il calo demografico ha ridotto sotto soglia gli organici. La rilevazione Indire sulla formazione 2025 ha coinvolto circa 240mila fra docenti, dirigenti e Ata in 5.940 istituzioni scolastiche, un impegno formativo che si somma alla routine di chi già copre due sedi.

Cosa cambia davvero in busta paga

I 500 euro lordi medi annunciati restano una media aritmetica: la crescita fissa e certa sul tabellare è di 185,27 euro lordi al mese, il resto è composto da voci accessorie legate a retribuzione di posizione variabile, risultato e contrattazione integrativa che dipendono dalla complessità dell'istituto. Una quota degli arretrati risulta inoltre già assorbita dall'indennità di vacanza contrattuale e dall'anticipazione erogate negli anni precedenti.

Al dirigente in reggenza spetta un'indennità aggiuntiva stabilita in sede di contrattazione integrativa regionale, calibrata sulla complessità dell'istituto affidato in aggiunta, come richiamato nel comunicato del Consiglio dei ministri n. 182 del 23 luglio 2026. Una voce accessoria che non pareggia il doppio carico normativo né la moltiplicazione delle responsabilità civili e penali che ricadono su chi guida due sedi contemporaneamente.

Il prossimo passaggio è il tavolo per il triennio 2025-2027, che ARAN e sindacati apriranno nei prossimi mesi con l'obiettivo dichiarato di intervenire sulla parte accessoria della retribuzione dirigenziale. Nel frattempo il concorso ordinario per presidi in corso deve portare a regime i posti autorizzati per il 2026/2027, unica leva strutturale per ridurre le reggenze.

Domande frequenti

Quanti saranno i presidi che dovranno gestire più scuole a partire da settembre 2025?

A settembre 2025 circa mille scuole saranno in reggenza, il che significa che un preside su sette gestirà due istituti scolastici contemporaneamente.

Qual è l'effettivo aumento in busta paga previsto dal nuovo contratto?

L'aumento fisso e certo sullo stipendio tabellare è di 185,27 euro lordi al mese, mentre i 500 euro medi annunciati includono altre voci accessorie legate alla posizione, ai risultati e alla contrattazione integrativa.

Cosa prevede il nuovo contratto per i dirigenti scolastici firmato nel 2026?

Il CCNL Area Istruzione e Ricerca 2022-2024, firmato ad agosto 2026, prevede un aumento complessivo dell'8,48% sul triennio e aggiorna anche aspetti normativi come ferie, permessi per lutto, disciplina e periodo di prova.

Come viene compensato il preside che gestisce una scuola in reggenza?

Al dirigente in reggenza spetta un'indennità aggiuntiva, stabilita dalla contrattazione integrativa regionale e calibrata sulla complessità dell'istituto aggiuntivo, anche se questa non compensa pienamente il doppio carico di lavoro e responsabilità.

Quali sono le cause dell'aumento delle reggenze nelle scuole italiane?

L'aumento delle reggenze è causato dal numero limitato di nuove immissioni in ruolo rispetto ai posti vacanti e dall'applicazione del decreto che ha elevato il numero minimo di alunni per mantenere l'autonomia scolastica, riducendo così il numero di presidi titolari.

Cosa aspettarsi per il futuro delle reggenze e delle retribuzioni dei dirigenti scolastici?

Nel prossimo triennio 2025-2027 sono previsti nuovi tavoli di contrattazione per intervenire sulle voci accessorie della retribuzione, mentre il concorso ordinario in corso dovrebbe aiutare a ridurre il numero di reggenze assegnando più presidi titolari.

Pubblicato il: 30 agosto 2026 alle ore 17:27

Savino Grimaldi

Articolo creato da

Savino Grimaldi

Giornalista Pubblicista Savino Grimaldi è un giornalista laureando in Economia e Commercio, con una solida esperienza maturata nel settore della formazione. Da anni lavora con competenza nell’ambito della formazione professionale, distinguendosi per una conoscenza approfondita delle politiche attive del lavoro e delle dinamiche che legano istruzione, occupazione e sviluppo delle competenze. Alla preparazione economica e professionale affianca una grande passione per la lettura e per il giornalismo, che ne arricchiscono il profilo umano e culturale. Spazia con disinvoltura tra diverse tematiche, offrendo sempre il proprio punto di vista con equilibrio, sensibilità e spirito critico.

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