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Assenze per motivi di salute: TAR Liguria annulla la bocciatura
Scuola

Assenze per motivi di salute: TAR Liguria annulla la bocciatura

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Il TAR Liguria ha annullato la non ammissione di uno studente con assenze per gravi motivi di salute. Il CNDDU chiede linee guida al Ministero.

Il TAR Liguria ha annullato il provvedimento con cui una scuola secondaria di primo grado aveva escluso dall'ammissione alla classe successiva uno studente che aveva superato il tetto massimo di assenze. Nella sentenza il giudice amministrativo osserva che le mancate presenze erano integralmente riconducibili a gravi motivi di salute adeguatamente documentati dalla famiglia. La decisione riafferma che le deroghe previste dall'articolo 14, comma 7, del DPR 122/2009, ossia la norma che fissa nei tre quarti dell'orario annuale personalizzato il monte-ore minimo per la validità dell'anno scolastico, non possono essere ridotte a un parametro esclusivamente quantitativo quando la documentazione sanitaria e il rendimento consentono di accertare gli apprendimenti effettivamente conseguiti dall'alunno.

Cosa dice la sentenza

Il TAR ha rilevato che la documentazione medica prodotta dalla famiglia e il rendimento positivo dello studente avrebbero dovuto orientare il consiglio di classe verso un esercizio della discrezionalità valutativa ispirato ai principi di ragionevolezza, proporzionalità e adeguatezza dell'azione amministrativa. Il collegio richiama anche il bilanciamento fra diritto all'istruzione (articolo 34), tutela della salute (articolo 32) e uguaglianza sostanziale (articolo 3, secondo comma) della Costituzione, sottolineando che le condizioni patologiche indipendenti dalla volontà dell'alunno non possono trasformarsi in un ostacolo al pieno sviluppo della persona. Nel dispositivo si osserva che un'applicazione meramente formale della disciplina sulla validità dell'anno scolastico contrasta con la finalità della norma, che è quella di garantire una valutazione fondata sull'effettivo accertamento del percorso formativo.

La richiesta di linee guida nazionali

Sul piano organizzativo il Coordinamento Nazionale Docenti dei Diritti Umani (CNDDU) ha chiesto al Ministero dell'Istruzione e del Merito l'adozione di linee guida nazionali per uniformare i criteri applicativi delle deroghe al limite minimo di frequenza. L'obiettivo indicato è definire protocolli condivisi fra istituzioni scolastiche, famiglie e servizi sanitari territoriali, così da ridurre il contenzioso amministrativo e rendere più trasparenti le decisioni dei consigli di classe. Il coordinamento segnala anche il peso crescente di disturbi d'ansia e fragilità psicologiche fra gli studenti, condizioni che secondo la nota richiedono un'integrazione più stretta fra competenze pedagogiche, sanitarie e psicologiche all'interno delle scuole. Per il CNDDU una disciplina interpretativa più omogenea aiuterebbe anche le famiglie a orientarsi nel momento in cui devono documentare situazioni sanitarie complesse.

La pronuncia ligure si aggiunge a una serie di decisioni con cui i giudici amministrativi ricordano che l'accertamento degli apprendimenti prevale sul mero conteggio delle presenze quando la scuola dispone di elementi valutativi sufficienti. Con l'aumento delle certificazioni sanitarie e delle situazioni di fragilità psicologica documentate, il perimetro della validità dell'anno scolastico appare destinato a restare al centro del confronto fra scuole e famiglie, anche in assenza di una disciplina interpretativa uniforme sul territorio nazionale. Nel breve periodo la responsabilità torna sui consigli di classe, chiamati a motivare in modo puntuale ogni provvedimento di non ammissione riconducibile al superamento della soglia di frequenza.

Domande frequenti

Cosa ha stabilito il TAR Liguria riguardo alle assenze per motivi di salute?

Il TAR Liguria ha annullato la bocciatura di uno studente che aveva superato il limite massimo di assenze, riconoscendo che erano giustificate da gravi motivi di salute documentati. La sentenza sottolinea che il giudizio deve basarsi anche sul rendimento e sugli apprendimenti effettivi, non solo sul conteggio delle presenze.

Quali criteri devono seguire i consigli di classe nella valutazione delle assenze per motivi sanitari?

I consigli di classe devono esercitare la loro discrezionalità valutativa secondo i principi di ragionevolezza, proporzionalità e adeguatezza, prendendo in considerazione sia la documentazione medica sia il rendimento scolastico dell’alunno.

Cosa prevede l’articolo 14, comma 7, del DPR 122/2009 sulle assenze scolastiche?

L’articolo 14, comma 7, stabilisce che la validità dell’anno scolastico richiede la frequenza di almeno tre quarti dell’orario annuale personalizzato, ma consente deroghe quando le assenze sono giustificate da documentati motivi di salute.

Perché viene richiesta l’adozione di linee guida nazionali sulle deroghe al limite minimo di frequenza?

Le linee guida nazionali sono richieste per uniformare i criteri applicativi delle deroghe tra le scuole, ridurre il contenzioso amministrativo e fornire maggiore trasparenza e supporto alle famiglie che devono documentare situazioni sanitarie complesse.

Qual è il ruolo del rendimento scolastico nella valutazione degli studenti con assenze documentate per motivi di salute?

Il rendimento scolastico e l’effettivo accertamento degli apprendimenti diventano centrali nella valutazione, prevalendo sul mero conteggio delle presenze, quando la scuola dispone di sufficienti elementi valutativi.

Pubblicato il: 2 luglio 2026 alle ore 19:23

Natale Labia

Articolo creato da

Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

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