La Provincia autonoma di Trento riporta in pagella il 6 con l'asterisco: dal 2026/2027 gli studenti di prima e terza superiore con carenze verranno promossi comunque, ma con l'obbligo di seguire corsi di recupero organizzati dalla scuola. La bocciatura resta solo alla fine di ogni biennio, in seconda e in quarta.
Come funziona il 6 con l'asterisco
Il disegno di legge è stato approvato dalla giunta il 21 novembre e coinvolgerà solo le classi prime per una sperimentazione di cinque anni. Il percorso viene diviso in due bienni chiusi: primo e terzo anno diventano classi aperte, le insufficienze si registrano con il 6* ma la promozione è automatica, subordinata al recupero. Secondo e quarto anno sono invece classi di sbarramento, dove il consiglio di classe decide su promozione o bocciatura definitiva.
Le scuole dovranno predisporre corsi di recupero obbligatori e prove di verifica entro fine agosto, sulla base di linee guida deliberate dalla giunta. A firmare la riforma è l'assessora all'istruzione Francesca Gerosa, che dal 2010 gestisce un modello provinciale senza esami di riparazione a settembre. Insieme al 6* arriva anche la valutazione delle capacità relazionali, che entrerà nel giudizio finale accanto alle materie curricolari: insufficienze gravi e reiterate potranno da sole portare alla non ammissione.
I numeri che spiegano la riforma
Il documento provinciale che accompagna il disegno di legge fotografa un sistema in difficoltà. Nel Trentino tra il 2014 e il 2023 il 30% degli studenti delle superiori ha registrato carenze, con una media di 1,7 materie insufficienti a testa. Solo il 50% supera il primo anno senza carenze o bocciature e appena il 30% della coorte 2014-15 ha completato le superiori in tempo e senza debiti. Il dato che pesa di più: nel modello attuale trentino solo il 30% delle prove di recupero viene superato. Fonte: Slide della Provincia autonoma di Trento sul DDL carenze formative.
Il confronto con il resto d'Italia rovescia l'immagine. Secondo i dati MIM sugli esiti degli scrutini 2024/2025, il 17,8% degli studenti delle prime quattro classi ha chiuso l'anno con giudizio sospeso, ma il 92% supera l'esame di riparazione. Al Nord la quota di sospesi tocca il 26,1% in Valle d'Aosta e il 23% in Lombardia, contro percentuali sotto il 13% in Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia. Con questi numeri il 6* trentino sostituisce un esame che, dentro la provincia, oggi respinge sette rimandati su dieci.
Cosa cambia per famiglie e studenti
L'obbligo di frequentare i corsi organizzati dalle scuole sposta il costo del recupero dalle famiglie all'istituzione scolastica. La Provincia motiva così la riforma: evitare che le famiglie continuino a pagare ripetizioni private senza garanzia di risultato. Sul secondo e quarto anno resta la logica dell'esame a settembre e la possibilità concreta di bocciatura, con un rischio più alto nei licei scientifici trentini, dove le carenze nell'asse dei linguaggi superano il 35%.
Il nuovo modello introduce anche una sezione dedicata alle carenze nel registro elettronico, per notificare in tempo reale a studenti e famiglie ogni insufficienza. Chi non recupera entro il termine del biennio non passa al secondo ciclo, ma non trascina più il debito fino alla quinta come accade oggi. Il tema del recupero pesa in modo diverso a seconda dell'indirizzo: secondo Save the Children, negli istituti professionali l'abbandono è quattro volte superiore rispetto ai licei, un divario che la valutazione relazionale mira a intercettare presto.
Il disegno di legge dovrà passare in aula verso febbraio 2027, in tempo per l'avvio della sperimentazione a settembre 2026. Sull'altro versante della Regione, le scuole professionali dell'Alto Adige hanno confermato per il 2026/2027 la chiamata diretta dei docenti, mentre l'anno scolastico si apre anche con episodi di cronaca sul territorio come le quaranta vetrate distrutte da vandali a Volpago prima del 10 settembre. Da settembre 2026 la valutazione trentina si stacca sia dal modello italiano sia da quello provinciale in vigore da quindici anni.
Domande frequenti
Che cos'è il '6 con l'asterisco' introdotto nelle scuole trentine?
Il '6 con l'asterisco' è un voto che indica un'insufficienza da recuperare: gli studenti vengono promossi automaticamente, ma devono obbligatoriamente frequentare corsi di recupero organizzati dalla scuola.
In quali anni delle superiori si applica il nuovo sistema di recupero?
Il nuovo sistema si applica alle classi prime e terze delle scuole superiori trentine, dove la promozione è automatica con l'obbligo di recupero. La bocciatura resta possibile solo alla fine di ogni biennio, cioè in seconda e in quarta superiore.
Come cambiano i costi e la gestione del recupero per le famiglie?
Con la riforma, l'obbligo di frequenza dei corsi di recupero passa alle scuole, spostando i costi dall'ambito familiare all'istituzione scolastica, e riducendo così la necessità di ricorrere a ripetizioni private.
Qual è la differenza tra il modello trentino e quello nazionale riguardo il recupero delle insufficienze?
Nel modello trentino attuale solo il 30% supera le prove di recupero, mentre a livello nazionale il 92% degli studenti con giudizio sospeso supera l'esame di riparazione. Il '6 con l'asterisco' mira a migliorare questi risultati, sostituendo l'esame con corsi obbligatori.
Come viene gestita la comunicazione delle carenze agli studenti e alle famiglie?
Il nuovo modello introduce una sezione dedicata alle carenze nel registro elettronico, notificando in tempo reale ogni insufficienza a studenti e famiglie per un monitoraggio più trasparente e tempestivo.
Quali sono le principali motivazioni della riforma secondo la Provincia autonoma di Trento?
La Provincia motiva la riforma con la volontà di ridurre i costi privati per le famiglie, aumentare l'efficacia del recupero e limitare il fenomeno dell'abbandono scolastico, soprattutto negli istituti professionali.