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Save the Children: negli istituti professionali l'abbandono degli studenti è 4 volte superiore che nei licei
Scuola

Save the Children: negli istituti professionali l'abbandono degli studenti è 4 volte superiore che nei licei

Dossier Save the Children: nei professionali abbandona il 5,3% degli studenti, nei licei l'1,3%. E in 10 anni i professionali hanno perso 103mila iscritti.

Negli istituti professionali il tasso di abbandono scolastico raggiunge il 5,3%, quattro volte quello dei licei fermo all'1,3% e superiore al 3,7% dei tecnici. È il dato principale del dossier «Attraversamenti» diffuso il 4 settembre 2026 da Save the Children in vista della riapertura delle scuole, alla vigilia dell'avvio ordinario della riforma della filiera tecnico-professionale.

A livello complessivo la dispersione scolastica in Italia, cioè la quota di giovani tra i 18 e i 24 anni con al massimo la licenza media e fuori da percorsi di istruzione o formazione, si attesta all'8,2%, poco sotto la media UE del 9,1%. I dati Istat su istruzione e formazione mostrano divari territoriali marcati: 13,7% nelle Isole contro il 6,8% nel Nord Est. Il divario di genere resta netto (10,1% ragazzi, 6,2% ragazze) e pesano background familiare e cittadinanza: tra i giovani con genitori che hanno la sola licenza media la quota di Elet sale al 20,7% e scende all'1,1% tra chi ha genitori laureati, mentre tra i giovani con cittadinanza straniera è al 26,2%.

Dieci anni di travaso verso i licei

Negli ultimi dieci anni, a fronte di un numero complessivo di studenti delle superiori statali rimasto pressoché invariato, i licei hanno guadagnato oltre 100mila iscritti, gli istituti professionali ne hanno persi 103mila e i tecnici sono rimasti stabili. Per l'anno scolastico 2026/27 sceglie il liceo il 55,9% degli studenti, un istituto tecnico il 30,8% e un professionale il 13,3%. In Lazio, Sicilia, Abruzzo, Campania, Molise e Umbria oltre il 60% degli studenti si iscrive al liceo; in Veneto ed Emilia-Romagna prevalgono tecnici e professionali, mentre in Lombardia la distribuzione è quasi paritaria.

Riforma 4+2: 442 percorsi avviati, iscritti all'1,9%

Il modello 4+2, cioè quattro anni di scuola superiore più due negli Its Academy, entra quest'anno nell'offerta ordinaria del secondo ciclo dopo la fase sperimentale. Nei primi due anni il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha autorizzato 628 percorsi quadriennali, ma ne sono stati avviati 442 in 307 scuole, con maggiore concentrazione al Sud e nelle Isole. Per il 2026/27 sono stati autorizzati altri 532 percorsi con oltre 700 istituti coinvolti, circa 400 dei quali al debutto. Le iscrizioni online al 4+2 sono 10.532, circa cinquemila in più rispetto all'anno precedente, ma restano l'1,9% dei nuovi iscritti alle superiori. Sul versante Iefp, tra il 2017/18 e il 2023/24 gli iscritti al primo anno sono calati del 37,7% e solo il 10% arriva al quarto anno necessario per il diploma.

Save the Children rivolge a Governo e Regioni una richiesta esplicita: investire su orientamento e tenuta delle discipline di base nei nuovi percorsi, per evitare che la filiera tecnico-professionale continui a intercettare in prevalenza studenti in contesti socioeconomici fragili senza offrire pari opportunità. Il quadro delle iscrizioni 2026/27 sarà la prima verifica su scala nazionale del nuovo modello.

Domande frequenti

Qual è il tasso di abbandono scolastico negli istituti professionali rispetto ai licei e agli istituti tecnici?

Negli istituti professionali il tasso di abbandono è del 5,3%, quattro volte superiore a quello dei licei (1,3%) e più alto rispetto ai tecnici (3,7%).

Quali sono i principali fattori che influenzano la dispersione scolastica in Italia?

La dispersione scolastica è influenzata da divari territoriali, di genere, dal background familiare e dalla cittadinanza: è più alta nelle Isole, tra i ragazzi, tra giovani con genitori meno istruiti e tra cittadini stranieri.

Come sono cambiate le iscrizioni agli indirizzi scolastici negli ultimi dieci anni?

Negli ultimi dieci anni i licei hanno guadagnato oltre 100mila iscritti, mentre gli istituti professionali ne hanno persi 103mila e i tecnici sono rimasti stabili.

Cosa prevede la riforma 4+2 e qual è l'adesione degli studenti a questo nuovo modello?

La riforma 4+2 prevede quattro anni di scuola superiore seguiti da due negli Its Academy; nell'anno scolastico 2026/27 le iscrizioni rappresentano l'1,9% dei nuovi iscritti alle superiori, con 10.532 domande online.

Quali richieste fa Save the Children a Governo e Regioni riguardo la filiera tecnico-professionale?

Save the Children chiede di investire su orientamento e rafforzamento delle discipline di base per garantire pari opportunità agli studenti, soprattutto a quelli provenienti da contesti socioeconomici fragili.

Com'è distribuita la scelta degli indirizzi scolastici nelle diverse regioni italiane?

In regioni come Lazio, Sicilia, Abruzzo, Campania, Molise e Umbria oltre il 60% degli studenti sceglie il liceo, mentre in Veneto ed Emilia-Romagna prevalgono tecnici e professionali; in Lombardia la distribuzione è quasi paritaria.

Pubblicato il: 4 settembre 2026 alle ore 19:47

Natale Labia

Articolo creato da

Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

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