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Riforma istituti tecnici: prime al via tra iscritti in calo
Scuola

Riforma istituti tecnici: prime al via tra iscritti in calo

Dal 2026/2027 parte il nuovo ordinamento dei tecnici. Ma le classi prime iniziano al 30,84%: cala l'economico, tiene Meccanica, boom filiera 4+2.

Le classi prime del 2026/2027 fanno da apripista alla riforma degli istituti tecnici: la nota MIM 2306 del 3 settembre ha appena consegnato ai dirigenti i primi orientamenti operativi per riprogettare il curricolo, mentre i dati ufficiali fissano al 30,84% la quota di studenti che ha scelto un tecnico per quest'anno, contro il 31,32% dell'anno precedente.

Cosa dice la Nota MIM del 3 settembre

Il documento firmato dal capo dipartimento Carmela Palumbo trasmette agli Uffici Scolastici Regionali un allegato in tre parti dedicato alla progettazione curricolare. La cornice legislativa è il decreto-legge 144/2022, modificato dal decreto-legge 45/2025, attuato dal Decreto ministeriale 29 del 19 febbraio 2026 sul sito MIM.0000029.19-02-2026.pdf/451a640c-60f9-3960-42a4-2d8992ea4b46) che ridefinisce indirizzi, articolazioni, quadri orari e risultati di apprendimento. Le Linee Guida definitive sono ancora in fase di redazione: la nota di settembre serve a coprire il vuoto operativo per l'anno appena iniziato. Al centro del documento ci sono le unità di apprendimento costruite su compiti di realtà, la verticalità del curricolo, prove di verifica che valorizzano il processo e uno spazio dedicato a scienze sperimentali, elementi di base e tecnologie di base per il primo biennio.

I tecnici partono con mezzo punto in meno

Il dato aggregato racconta un rallentamento silenzioso, ma le voci disaggregate mostrano due tendenze opposte che vale la pena leggere separatamente. Il settore economico scende all'11,78% (era 12,24%), trascinato dal calo di Amministrazione, Finanza e Marketing, passata da 9,12% a 8,66%. Il settore tecnologico regge invece al 19,06%: Meccanica, Meccatronica ed Energia sale al 3,06% (da 2,89%), Chimica Materiali e Biotecnologie cresce al 2,34%, mentre Informatica e Telecomunicazioni arretra da 5,35% a 4,98%. In parallelo la filiera 4+2, il percorso quadriennale tecnologico-professionale, raddoppia gli iscritti passando da 5.449 a 10.532, con boom di iscrizioni nel Mezzogiorno. Sono i numeri che il ministero cita per rivendicare il successo della riforma della filiera, ma disegnano uno scenario ambiguo per l'ordinamento quinquennale che parte oggi: la domanda delle famiglie si sta spostando verso i profili manifatturieri, energetici e ambientali, e verso i percorsi più corti collegati al lavoro.

Cosa dovranno fare le classi prime

Le scuole hanno cinque anni per riscrivere l'intero curricolo, ma le prime del 2026/2027 iniziano subito con il nuovo impianto. Il modello di riferimento è il TVET europeo, cioè Technical Vocational Education and Training: il PECuP ridefinisce il diplomato come tecnico dell'innovazione, con doppia transizione digitale ed ecologica trasversale a tutti gli indirizzi. Nel primo biennio la quota di flessibilità oraria affidata al collegio docenti scende a 66 ore annue in prima, dopo la marcia indietro rispetto all'ipotesi iniziale di azzeramento. Lo spazio recuperato va a rafforzare italiano, matematica, inglese e scienze integrate. La flessibilità cresce nel triennio fino a 231 ore annue in quinta. Il ministero chiede unità di apprendimento che integrino discipline generali e d'indirizzo su compiti concreti, con laboratori collegati a ITS Academy, imprese e realtà del territorio. Per chi entra oggi in prima superiore la scelta dell'istituto peserà più del passato: il nuovo curricolo si applica solo alle classi prime, mentre il resto della scuola resta sul vecchio ordinamento.

Il calendario che i dirigenti devono rispettare

La sequenza operativa era stata anticipata dalla circolare dipartimentale 1397 del 19 marzo 2026 e dalla nota organici del 16 aprile. La nota del 3 settembre fissa il primo passaggio didattico dell'anno: i consigli di classe delle prime lavorano sugli orientamenti provvisori in attesa delle Linee Guida definitive. Sul fronte docenti il DM 71 del 29 aprile ha assegnato le classi di concorso ai nuovi quadri orari, ma restano nodi contrattuali aperti sui compensi accessori a docenti e ATA per il 2026/2027. Anche il nuovo assetto della valutazione del comportamento, entrato in vigore quest'anno, incide sulle prime: il compito di intelligenza artificiale svolto da due studenti a Cesena è un caso concreto di come cambiano le regole.

I momenti di informazione dell'USR arriveranno nelle prossime settimane. I collegi docenti nel frattempo devono già decidere come strutturare il primo biennio senza le Linee Guida definitive, lavorando su una traccia che verrà aggiornata più volte prima della fine dell'anno scolastico.

Domande frequenti

Quali sono le principali novità introdotte dalla riforma degli istituti tecnici a partire dal 2026/2027?

La riforma prevede la riprogettazione del curricolo secondo il modello TVET europeo, con particolare attenzione alle competenze legate alla doppia transizione digitale ed ecologica. Vengono ridefiniti indirizzi, articolazioni, quadri orari e risultati di apprendimento, con maggiore integrazione tra discipline generali e di indirizzo tramite compiti di realtà e laboratori pratici.

Come cambieranno gli orari e la flessibilità didattica per le classi prime degli istituti tecnici?

Nel primo anno la flessibilità oraria a disposizione del collegio docenti sarà di 66 ore annue, mentre lo spazio recuperato servirà a rafforzare materie come italiano, matematica, inglese e scienze integrate. Nel triennio la flessibilità aumenterà progressivamente fino a 231 ore annue in quinta.

Cosa prevede la Nota MIM del 3 settembre per l'anno scolastico in corso?

La Nota MIM fornisce agli istituti tecnici orientamenti operativi provvisori per la progettazione curricolare in attesa delle Linee Guida definitive, coprendo il vuoto normativo per l'anno appena iniziato. I consigli di classe delle prime dovranno lavorare su questi orientamenti per strutturare il primo biennio.

Qual è la situazione attuale delle iscrizioni agli istituti tecnici e quali tendenze si osservano?

Le iscrizioni agli istituti tecnici sono in leggero calo, con una quota del 30,84% rispetto al 31,32% dell'anno precedente. Il settore economico è in diminuzione, mentre quello tecnologico si mantiene stabile o in crescita, soprattutto nelle aree manifatturiere ed energetiche, e cresce il numero di iscritti ai percorsi quadriennali tecnologico-professionali, in particolare al Sud.

Come saranno valutati gli studenti nel nuovo ordinamento e quali cambiamenti sono previsti per docenti e ATA?

La valutazione si concentra maggiormente sul processo di apprendimento e sui compiti di realtà, con nuovi criteri anche per il comportamento. Restano ancora nodi aperti sui compensi accessori per docenti e ATA, mentre le assegnazioni delle classi di concorso sono già state definite dal DM 71 del 29 aprile.

Pubblicato il: 6 settembre 2026 alle ore 11:09

Savino Grimaldi

Articolo creato da

Savino Grimaldi

Giornalista Pubblicista Savino Grimaldi è un giornalista laureando in Economia e Commercio, con una solida esperienza maturata nel settore della formazione. Da anni lavora con competenza nell’ambito della formazione professionale, distinguendosi per una conoscenza approfondita delle politiche attive del lavoro e delle dinamiche che legano istruzione, occupazione e sviluppo delle competenze. Alla preparazione economica e professionale affianca una grande passione per la lettura e per il giornalismo, che ne arricchiscono il profilo umano e culturale. Spazia con disinvoltura tra diverse tematiche, offrendo sempre il proprio punto di vista con equilibrio, sensibilità e spirito critico.

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