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Universo estremo: 23 milioni di PNRR per i quattro telescopi LST a La Palma
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Universo estremo: 23 milioni di PNRR per i quattro telescopi LST a La Palma

Alle Canarie inaugurati i quattro telescopi LST del progetto CTAO. L'Italia contribuisce con 23 milioni dell'accordo CTA+ e la sede centrale a Bologna.

Il 15 ottobre, all'Osservatorio del Roque de los Muchachos di La Palma, sono stati inaugurati i quattro telescopi LST (Large-Sized Telescope) del Cherenkov Telescope Array Observatory. Erano presenti 250 scienziati e rappresentanti di 25 istituzioni, provenienti dagli 11 paesi del consorzio CTAO ERIC.

La macchina da 23 metri per i raggi gamma più deboli

Ogni telescopio LST ha uno specchio di 23 metri di diametro, è alto 45 metri e pesa 100 tonnellate, ma riesce a riposizionarsi in 20 secondi per inseguire le sorgenti transitorie. Il range energetico scende fino a 20 GeV, la fascia più bassa dei raggi gamma, quella che gli altri strumenti dell'array non riescono a catturare. Proprio questa sensibilità è il cuore del progetto: i raggi gamma a bassa energia non vengono assorbiti durante il viaggio cosmico, così gli LST possono guardare fino a circa 12 miliardi di anni fa, quando l'Universo aveva meno di due miliardi di anni. LST-1 era già operativo dal 2018; con LST-2, LST-3 e LST-4 ora il sottosistema del sito nord è completo, come conferma il comunicato ufficiale CTAO sull'inaugurazione LST. Resta la fase di test tecnici prima del passaggio formale dalla LST Collaboration all'organizzazione centrale. Il salto di sensibilità promesso è dello stesso ordine di quello che ha premiato il neutrino di IceCube con il Nobel per la fisica a Francis Halzen, altro tassello dell'astrofisica delle alte energie.

Dietro i quattro telescopi, 41 milioni di PNRR italiano

Il 5 novembre 2024 INAF ha firmato l'accordo CTA+, il contratto più grande mai siglato dall'ente: 23 milioni di euro di fondi PNRR per costruire in Italia due Large-Sized Telescope aggiuntivi destinati a CTAO-Sud, nel deserto cileno di Atacama. Il partner industriale è Cimolai S.p.A. per le strutture meccaniche, con OHB Digital Connect per i sistemi elettronici. A febbraio 2026 è arrivato il secondo colpo: il MUR ha assegnato a INAF 55,22 milioni di euro post-PNRR, come documenta il decreto MUR post-PNRR da 55 milioni per INAF, di cui 18,77 milioni dedicati al progetto CTA++, che estende l'infrastruttura a nuove applicazioni (sensori al silicio, monitoraggio dei vulcani, sorveglianza atmosferica). Totale PNRR più post-PNRR sulla filiera CTAO: oltre 41 milioni, cinque atenei coinvolti (Bologna, Bari, Siena, Palermo e Politecnico di Bari) più la rete nazionale INFN. La sede centrale dell'osservatorio internazionale è a Bologna, presso INAF: una scelta che dà all'Italia un ruolo di coordinamento, non solo di fornitura industriale. Il contributo non si ferma ai due LST per il Cile: la filiera italiana produce anche le camere e i 37 Small-Sized Telescope destinati al sito sud, con la parte industriale affidata all'azienda Dal Ben. Il primo SST è pronto per la spedizione dal settembre scorso.

Cosa cambia per la ricerca italiana

Quando gli LST entreranno pienamente in funzione, la sensibilità aumenterà di un ordine di grandezza rispetto agli strumenti attuali, come ha spiegato Mosè Mariotti, responsabile nazionale del gruppo INFN in CTAO: significa ottenere gli stessi risultati scientifici in un centesimo del tempo. Per i gruppi italiani di astrofisica delle alte energie è un salto operativo, non solo di prestigio: le pubblicazioni su buchi neri supermassicci, lampi gamma e materia oscura si misurano in tempo di osservazione, e un ordine di grandezza di sensibilità in più sposta in alto la frontiera di quello che si può proporre a un comitato scientifico. È lo stesso modello di missione a leadership nazionale già visto per la prima luce dell'occhio italiano di BepiColombo verso Mercurio: fondi pubblici, filiera industriale italiana, strumenti progettati qui. L'altro effetto riguarda la formazione: nei cinque atenei coinvolti arrivano risorse PNRR dedicate anche a dottorati e assegni di ricerca sul progetto, con ricadute immediate sulle scuole di dottorato in fisica e astrofisica.

Nei prossimi due anni gli LST andranno a regime a La Palma; in parallelo le camere e i 37 Small-Sized Telescope per CTAO-Sud continuano a essere assemblati in Italia, con il primo esemplare pronto per la spedizione in Cile.

Domande frequenti

Cosa sono i telescopi LST e qual è la loro funzione principale?

I telescopi LST (Large-Sized Telescope) fanno parte del Cherenkov Telescope Array Observatory e sono progettati per rilevare i raggi gamma a bassa energia, permettendo di osservare fenomeni cosmici avvenuti fino a 12 miliardi di anni fa.

Qual è il contributo dell'Italia al progetto CTAO e come vengono utilizzati i fondi PNRR?

L'Italia contribuisce con oltre 41 milioni di euro, provenienti da fondi PNRR e post-PNRR, per costruire telescopi e componenti chiave del CTAO, coordinando anche la sede centrale a Bologna e coinvolgendo cinque atenei e la rete INFN.

Quali vantaggi porteranno i nuovi telescopi LST alla ricerca scientifica italiana?

I nuovi LST offriranno una sensibilità aumentata di un ordine di grandezza, consentendo di ottenere risultati scientifici più rapidamente e di ampliare le possibilità di ricerca su buchi neri, lampi gamma e materia oscura.

Che impatto avranno questi progetti sulla formazione universitaria in Italia?

Le risorse PNRR dedicate ai cinque atenei coinvolti supporteranno dottorati e assegni di ricerca in fisica e astrofisica, con effetti positivi immediati sulle scuole di dottorato e sulla formazione di giovani ricercatori.

Quali sono le aziende italiane coinvolte nella realizzazione dei telescopi e quali componenti producono?

Le aziende Cimolai S.p.A. e OHB Digital Connect si occupano rispettivamente delle strutture meccaniche e dei sistemi elettronici dei LST, mentre Dal Ben produce le camere e i 37 Small-Sized Telescope destinati al sito sud di CTAO.

Quando si prevede che i telescopi LST saranno pienamente operativi e quali saranno i prossimi passi?

Nei prossimi due anni i LST entreranno a regime a La Palma, mentre la produzione e spedizione dei Small-Sized Telescope per CTAO-Sud continuerà parallelamente, con il primo esemplare già pronto per il Cile.

Pubblicato il: 16 ottobre 2026 alle ore 15:04

Sara Giorgione

Articolo creato da

Sara Giorgione

Sara Giorgione è laureanda in Lettere Moderne presso l'Università degli Studi di Foggia. Ha maturato esperienza nel settore editoriale, occupandosi di attività legate alla redazione e alla valorizzazione dei contenuti, e svolge attività di moderatrice in eventi letterari, curando il dialogo con autori e pubblico e la conduzione di incontri culturali. Grazie al proprio percorso formativo e professionale ha sviluppato solide competenze nella comunicazione, nella scrittura e nell'organizzazione di iniziative culturali. Su Edunews24 si occupa della cura di contenuti e approfondimenti dedicati al mondo della cultura, dell'attualità e della formazione. È ideatrice e curatrice della rassegna letteraria “Storie da Tè”, progetto nato con l'obiettivo di promuovere la lettura e favorire il confronto tra autori, opere e pubblico attraverso incontri e dialoghi dedicati alla letteratura contemporanea.

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