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Una volpe attacca un cucciolo di lupo: il video senza precedenti dalla tenuta di Castelporziano
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Una volpe attacca un cucciolo di lupo: il video senza precedenti dalla tenuta di Castelporziano

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Le fototrappole dei ricercatori dell'Università di Sassari hanno immortalato un comportamento predatorio mai documentato prima in natura. Le immagini riaccendono il dibattito sulle dinamiche ecologiche tra carnivori nella fauna italiana.

Un evento mai documentato prima

Una volpe che preda un cucciolo di lupo. Sembra un capovolgimento delle gerarchie naturali, eppure è esattamente ciò che mostrano le immagini provenienti dalla tenuta presidenziale di Castelporziano, alle porte di Roma. Il video, registrato dalle fototrappole installate dai ricercatori dell'Università di Sassari, rappresenta la prima documentazione in assoluto di un comportamento simile in natura.

Nella letteratura scientifica, il lupo è da sempre considerato un predatore apicale, capace di tenere sotto controllo le popolazioni di mesocarnivori come la volpe. Che i ruoli si invertano — anche solo per un istante, anche solo ai danni di un cucciolo — è un dato che costringe a ripensare alcune certezze consolidate sulle relazioni tra specie.

Le immagini dalle fototrappole di Castelporziano

Le sequenze sono tanto brevi quanto eloquenti. Si vede una volpe avvicinarsi con cautela a un cucciolo di lupo isolato. Il primo tentativo di aggressione fallisce: il piccolo riesce a divincolarsi, guadagnando qualche secondo. Ma la volpe non desiste. Al secondo attacco, il cucciolo viene catturato.

Le immagini sono state catturate grazie a un sistema di fototrappole disposto strategicamente dai ricercatori dell'ateneo sardo, impegnati da tempo nel monitoraggio della fauna selvatica presente nell'area protetta. L'uso di questi dispositivi si sta rivelando sempre più decisivo per documentare comportamenti animali rari o del tutto inediti — un po' come accaduto di recente con la scoperta straordinaria di un cucciolo di calamaro colossale negli abissi dell'Oceano Atlantico, resa possibile solo grazie a tecnologie di osservazione avanzate.

Un attacco opportunistico, non dettato dalla fame

Stando a quanto emerge dall'analisi dei ricercatori, l'episodio non sarebbe riconducibile a una situazione di scarsità di prede nell'area. La tenuta di Castelporziano ospita un ecosistema ricco e diversificato, con abbondanza di risorse alimentari per i carnivori presenti.

L'attacco viene piuttosto classificato come opportunistico: la volpe ha individuato un cucciolo vulnerabile, momentaneamente lontano dalla protezione del branco, e ha colto l'occasione. Un calcolo rischio-beneficio rapidissimo, tipico di un predatore versatile e adattabile come la volpe rossa (Vulpes vulpes).

Questo dettaglio è tutt'altro che secondario. Dimostra che le interazioni tra carnivori selvatici sono più fluide e imprevedibili di quanto i modelli ecologici tradizionali tendano a rappresentare. Non si tratta di una volpe "affamata e disperata", ma di un animale che sfrutta una finestra di opportunità.

Il ruolo della ricerca sul campo in Italia

Il contributo dell'Università di Sassari in questo ambito merita una sottolineatura. L'ateneo è da anni in prima linea nella ricerca sui lupi in Italia, con progetti che combinano il monitoraggio genetico, l'analisi comportamentale e l'impiego di tecnologie non invasive come le fototrappole.

Proprio le fototrappole stanno riscrivendo le nostre conoscenze sulla fauna selvatica italiana. Questi dispositivi, ormai relativamente economici e affidabili, permettono di raccogliere dati su larga scala e su periodi prolungati, senza disturbare gli animali. Ogni anno, migliaia di ore di filmati vengono analizzati alla ricerca di pattern comportamentali, spostamenti territoriali, interazioni tra specie.

Il video di Castelporziano è destinato a diventare un caso di studio. Come sottolineato dagli stessi ricercatori, si tratta della prima prova visiva di predazione intra-guild (tra predatori appartenenti alla stessa comunità ecologica) con la volpe nel ruolo attivo ai danni del lupo. Un ribaltamento che, per quanto episodico, aggiunge un tassello importante alla comprensione delle dinamiche tra carnivori nel contesto mediterraneo.

Castelporziano, un laboratorio naturale alle porte di Roma

La tenuta presidenziale di Castelporziano si conferma un sito di straordinario valore per la ricerca naturalistica. Estesa su circa 6.000 ettari tra Roma e il litorale tirrenico, la riserva ospita una delle aree boschive più integre del litorale laziale, con una biodiversità che pochi altri luoghi nella penisola possono vantare a così breve distanza da una grande metropoli.

Lupi, cinghiali, daini, volpi, tassi: la comunità faunistica è densa e articolata. Ed è proprio questa densità a creare le condizioni per interazioni ecologiche complesse, come quella immortalata dal video. Il fatto che un episodio così raro sia stato documentato qui non è casuale: la combinazione tra un habitat protetto e un monitoraggio scientifico continuativo moltiplica le probabilità di osservare l'inatteso.

La questione, ora, resta aperta: si è trattato di un caso isolato o di un comportamento più diffuso di quanto si pensasse, semplicemente mai catturato prima dalle telecamere? Solo il proseguimento delle ricerche potrà fornire una risposta. Quel che è certo è che la natura, ancora una volta, si è dimostrata più complessa — e più sorprendente — di qualsiasi manuale.

Pubblicato il: 18 marzo 2026 alle ore 11:11

Domande frequenti

Perché l'attacco della volpe al cucciolo di lupo è considerato un evento eccezionale?

Si tratta della prima documentazione in natura di una volpe che preda un cucciolo di lupo, comportamento che ribalta le consuete gerarchie tra predatori e non era mai stato osservato prima.

Qual è stato il ruolo delle fototrappole nella scoperta di questo comportamento?

Le fototrappole installate dai ricercatori hanno permesso di catturare immagini dettagliate e non invasive dell'attacco, rivelando comportamenti animali rari che altrimenti sarebbero passati inosservati.

L'attacco della volpe è stato motivato dalla scarsità di cibo?

No, i ricercatori hanno escluso la carenza di prede: l'attacco è stato opportunistico, dovuto alla vulnerabilità del cucciolo di lupo isolato e non alla fame della volpe.

Qual è l'importanza della tenuta di Castelporziano per la ricerca naturalistica?

Castelporziano offre un habitat protetto e ricco di biodiversità vicino a Roma, rappresentando un laboratorio naturale ideale per studiare le interazioni tra specie selvatiche e fenomeni ecologici complessi.

Cosa suggerisce questo episodio sulle relazioni tra carnivori in Italia?

L'episodio indica che le interazioni tra carnivori sono più complesse e imprevedibili di quanto si pensasse, mettendo in discussione modelli ecologici tradizionali e sottolineando l'importanza di continuare la ricerca sul campo.

È possibile che simili attacchi si verifichino più spesso di quanto si creda?

Sì, i ricercatori ipotizzano che episodi simili possano essere più comuni ma non documentati; solo il monitoraggio continuo potrà chiarire se si tratta di un caso isolato o di un comportamento più diffuso.

Antonello Torchia

Articolo creato da

Antonello Torchia

Direttore Responsabile di EduNews24.it Antonello Torchia è giornalista professionista, politologo e geografo, con un percorso formativo e professionale di ampio respiro che integra competenze in ambito economico, geopolitico, comunicativo e territoriale. Vanta una solida formazione accademica multidisciplinare: ha conseguito la Laurea in Economia e Commercio (quadriennale, Vecchio Ordinamento), la Laurea Magistrale in Relazioni Internazionali (LM-52) con la votazione di 110/110 e lode, e la Laurea Magistrale in Scienze Geografiche (LM-80). Un trittico di competenze che gli consente di leggere i fenomeni contemporanei con una prospettiva che abbraccia le dinamiche economiche, le relazioni tra Stati e le dimensioni spaziali e territoriali della società. Nel corso della sua carriera ha maturato una significativa esperienza nella comunicazione istituzionale e politica, collaborando con emittenti televisive e testate della carta stampata. Questa esperienza sul campo gli ha conferito una padronanza trasversale dei linguaggi mediatici, dalla televisione al digitale. Attualmente ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di EduNews24.it, testata giornalistica online dedicata al mondo dell'istruzione, della formazione e delle politiche educative italiane ed europee, dove cura la linea editoriale e supervisiona la produzione di contenuti rivolti a docenti, studenti, istituzioni e operatori del settore educativo. È inoltre docente di Comunicazione presso la SSML Città di Lamezia Terme, istituto universitario specializzato nella mediazione linguistica, dove mette a disposizione delle nuove generazioni di professionisti della comunicazione il proprio bagaglio di competenze giornalistiche, analitiche e accademiche.

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