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Coartem Baby, il primo antimalarico per neonati approvato dall’OMS
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Coartem Baby, il primo antimalarico per neonati approvato dall’OMS

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L'OMS ha prequalificato il primo farmaco antimalarico per neonati da 2 a 5 kg. Cosa cambia per i 30 milioni di bambini a rischio in Africa.

Indice: Il Coartem Baby: cos'è e come funziona | La lacuna terapeutica: perché i neonati non avevano una cura | I tre nuovi test diagnostici OMS | La roadmap OMS 2030 e i dati globali sulla malaria | Errori comuni da evitare | Domande frequenti

Il Coartem Baby: cos'è e come funziona

Il Coartem Baby è una formulazione dispersibile di artemere-lumefantrina, sviluppata da Novartis in collaborazione con l'organizzazione no-profit Medicines for Malaria Venture (MMV). La prequalificazione OMS, formalizzata il 24 aprile 2026 alla vigilia della Giornata mondiale della malaria, certifica che il farmaco rispetta gli standard internazionali di qualità, sicurezza ed efficacia. Il comunicato ufficiale dell'OMS specifica che la prequalificazione apre la strada agli acquisti pubblici da parte dei sistemi sanitari nazionali e delle agenzie internazionali come UNICEF e Global Fund.

Le compresse hanno un gusto di ciliegia e sono solubili in liquidi, compreso il latte materno, rendendo la somministrazione praticabile anche per i caregiver privi di formazione medica specialistica. Il farmaco è indicato per il trattamento della malaria non complicata da Plasmodium falciparum nei neonati e nei lattanti con peso compreso tra 2 e 5 kg.

Il processo di valutazione ha coinvolto otto autorità regolatorie africane - Burkina Faso, Costa d'Avorio, Kenya, Malawi, Mozambico, Nigeria, Uganda e Tanzania - e si è basato sui risultati del trial clinico CALINA, condotto tra il 2020 e il 2024 in sei Paesi. Swissmedic aveva già autorizzato il farmaco con il nome Riamet Baby nel luglio 2025.

La lacuna terapeutica: perché i neonati non avevano una cura

Prima del Coartem Baby, non esisteva alcun farmaco antimalarico approvato per bambini al di sotto dei 4,5 kg. I medici erano costretti a ricorrere a formulazioni pensate per bambini più grandi, con il rischio concreto di errori di dosaggio, effetti collaterali e tossicità. Il problema riguardava circa 30 milioni di neonati che nascono ogni anno nelle aree africane dove la malaria è endemica.

Il pediatra Emmanuel Aidoo, del Methodist Hospital di Ankaase in Ghana, ha descritto con precisione il vuoto clinico che esisteva: "Come medici, tendevamo a cercare la malaria nei bambini più grandi, ma quando i neonati si ammalavano nessuno sembrava sapere cosa fare". La prequalificazione OMS non risolve solo un problema farmacologico: ridefinisce lo standard di cura per la fascia di pazienti più vulnerabile.

Novartis rende il farmaco disponibile su base sostanzialmente no-profit nelle regioni endemiche. La versione Baby estende la copertura di Coartem, già distribuito su larga scala nelle aree ad alta incidenza di malaria, al segmento fino ad oggi escluso da qualsiasi trattamento specificamente validato.

I tre nuovi test diagnostici OMS

La prequalificazione del 24 aprile 2026 ha riguardato anche tre nuovi test diagnostici rapidi per la malaria. I test più diffusi rilevano la proteina HRP2 prodotta dal parassita Plasmodium falciparum. Il problema è che alcuni ceppi del parassita hanno perso il gene responsabile della produzione di questa proteina: diventano così invisibili ai test tradizionali, con risultati falsamente negativi.

Nei Paesi del Corno d'Africa, fino all'80% dei casi è stato mancato per questa ragione, con conseguenze gravi: mancata diagnosi, trattamento ritardato, progressione verso la malaria grave e, in alcuni casi, morte. I nuovi test rilevano invece la proteina pf-LDH, che il parassita non può facilmente perdere, garantendo una diagnosi più affidabile dove i test HRP2 falliscono. L'OMS raccomanda il passaggio a questi test alternativi nei Paesi dove più del 5% dei casi risulta negativo per delezione del gene pf-hrp2.

Il farmaco e i nuovi test diagnostici formano un sistema integrato: Coartem Baby tratta i neonati che finora non potevano essere curati, mentre i nuovi test identificano correttamente i casi nei contesti dove la diagnostica tradizionale produceva falsi negativi. Le due innovazioni coprono i punti critici della catena diagnostico-terapeutica per la malaria nei bambini più piccoli.

La roadmap OMS 2030 e i dati globali sulla malaria

Il World Malaria Report 2025 registra 282 milioni di casi nel 2024 e 610mila decessi, con un aumento rispetto al 2023. L'Africa concentra il 95% dei casi globali e il 95% dei decessi. Undici Paesi africani rappresentano circa due terzi dei casi e delle morti mondiali, con Nigeria, Repubblica Democratica del Congo e Niger in testa. I bambini sotto i 5 anni rappresentano circa il 75% di tutti i decessi per malaria nella regione.

Dal 2000 sono stati evitati 2,3 miliardi di casi di malaria e 14 milioni di decessi a livello globale. Nel solo 2024, un milione di vite sono state salvate grazie agli strumenti preventivi e terapeutici disponibili. Quarantasette Paesi hanno ottenuto la certificazione di eradicazione della malaria; altri 37 hanno registrato meno di mille casi nel 2024.

L'OMS segnala che i progressi globali si sono rallentati. Le principali minacce sono la resistenza parziale all'artemisina (confermata o sospettata in almeno 8 Paesi africani), la resistenza agli insetticidi, il fallimento diagnostico - parzialmente risolto dai nuovi test - e la riduzione dei finanziamenti internazionali allo sviluppo.Insomma, anche se ci sono tantissimi studi e scoperte a riguardo, la strada è ancora lunga.

Errori comuni da evitare

Confondere prequalificazione e approvazione: la prequalificazione OMS certifica che il farmaco rispetta gli standard internazionali e abilita gli acquisti pubblici da parte di agenzie come UNICEF e Global Fund. Non equivale a un'autorizzazione all'immissione in commercio nei singoli Paesi, che segue un percorso regolatorio separato presso le agenzie nazionali.

Pensare che Coartem Baby sia disponibile ovunque: il farmaco è pensato per i mercati a elevata incidenza di malaria, principalmente l'Africa subsahariana. In Italia, dove la malaria è stata eradicata nel 1970, non esiste un'indicazione clinica ordinaria per questo trattamento. I casi sporadici di malaria importata vengono gestiti con protocolli dedicati a livello ospedaliero.

Sottovalutare il ruolo dei test diagnostici: un farmaco efficace non basta se la diagnosi è sbagliata. Nelle zone dove il parassita non produce la proteina HRP2, il test rapido tradizionale dà un falso negativo e il paziente non riceve il trattamento. I tre nuovi test prequalificati dall'OMS sono uno strumento complementare e indispensabile, non un accessorio opzionale.

Domande frequenti

Cos'è esattamente la prequalificazione OMS?

La prequalificazione è una procedura con cui l'OMS valuta farmaci, test diagnostici e altri prodotti medici per verificare che rispettino gli standard internazionali di qualità, sicurezza ed efficacia. Una volta prequalificato, un prodotto può essere acquistato da agenzie ONU e fondi internazionali per la distribuzione nei Paesi a basso reddito. Non sostituisce l'autorizzazione regolatoria nazionale, ma è la via principale per l'accesso ai mercati dei Paesi endemici.

Perché il Coartem Baby è limitato alla fascia 2-5 kg?

La fascia di peso 2-5 kg corrisponde ai neonati e ai lattanti più piccoli, la categoria per cui non esisteva ancora un trattamento specificamente approvato. I bambini sopra i 5 kg possono accedere a formulazioni pediatriche già disponibili. La soglia dei 2 kg corrisponde al peso minimo tipico di un neonato a termine: al di sotto di questa soglia il trattamento rientra nella neonatologia intensiva con protocolli specifici.

Cosa succede nei Paesi dove il parassita non produce HRP2?

In alcuni Paesi, soprattutto nel Corno d'Africa, i ceppi di Plasmodium falciparum hanno perso il gene che produce la proteina HRP2. I test rapidi tradizionali danno un risultato falsamente negativo: il paziente malato riceve una diagnosi errata e non viene trattato. I nuovi test prequalificati dall'OMS, che rilevano la proteina pf-LDH, eliminano questo rischio e permettono una diagnosi corretta anche nei contesti dove la variante HRP2-negativa è prevalente.

La malaria può ancora tornare in Italia?

In Italia la malaria è stata eradicata ufficialmente nel 1970. Si registrano ancora casi sporadici importati da viaggiatori o migranti provenienti da zone endemiche. Un caso autoctono - contratto senza aver viaggiato in zone a rischio - è stato documentato in Veneto nel 2024, aprendo una discussione scientifica sul ruolo potenziale delle zanzare locali. Il rischio di una riemersione su larga scala rimane molto basso, ma la sorveglianza entomologica ed epidemiologica continua. La prequalificazione del Coartem Baby e dei tre nuovi test diagnostici affronta due dei nodi più critici della lotta alla malaria: il trattamento della fascia d'età più vulnerabile e la diagnosi nei contesti dove il parassita evolve per sfuggire ai test standard. Il percorso verso gli obiettivi del 2030 - riduzione del 90% di casi e decessi - dipenderà dalla capacità dei sistemi sanitari africani di integrare queste innovazioni su scala, con il sostegno finanziario continuativo degli organismi internazionali.

Pubblicato il: 15 maggio 2026 alle ore 07:53

Ilaria Brozzi

Articolo creato da

Ilaria Brozzi

Giornalista Pubblicista Ilaria Brozzi è naturalista e biologa con una forte passione per la divulgazione scientifica. Laureata in Scienze Naturali e in Genetica e Biologia Molecolare, nel corso del suo percorso accademico e professionale ha approfondito lo studio dei processi biologici e degli equilibri che regolano i sistemi naturali, sia a livello macroscopico sia molecolare. Ha svolto attività di ricerca presso il CNR–IBPM (Istituto di Biologia e Patologia Molecolari) della Sapienza Università di Roma, occupandosi in particolare di biologia vegetale. Nel corso della sua esperienza professionale ha inoltre avuto modo di confrontarsi con diverse realtà lavorative che, pur non sempre direttamente collegate al suo ambito di studi, hanno contribuito ad ampliare il suo sguardo interdisciplinare e la sua capacità di analizzare fenomeni complessi da prospettive differenti. Parallelamente all’interesse per la ricerca, coltiva da sempre una forte vocazione per la divulgazione scientifica, con particolare attenzione alla trasmissione del sapere alle nuove generazioni e alla promozione di una cultura scientifica consapevole e accessibile. Su edunews24.it si occupa di scuola e università, con un focus sui temi della tecnologia, della ricerca e dell’innovazione scientifica, promuovendo una divulgazione chiara, accessibile e basata su fonti scientifiche affidabili. Tra le sue principali passioni figurano lo sport e la musica, che rappresentano per lei importanti strumenti di equilibrio, disciplina ed energia.

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