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Sangue da staminali, premio Aspen 2026 a Ditadi e Sturgeon
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Sangue da staminali, premio Aspen 2026 a Ditadi e Sturgeon

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Undicesima edizione del premio Aspen alla ricerca italo-americana sul sangue da staminali: l'Italia eccelle ma investe la metà degli USA.

Quarantamila euro all'undicesima edizione del premio Aspen 2026 per la collaborazione scientifica fra Italia e Stati Uniti. Il riconoscimento, assegnato il 12 giugno, va al gruppo di Andrea Ditadi del San Raffaele Telethon Institute (Tiget) e a quello di Christopher Sturgeon del Mount Sinai di New York. Hanno scoperto come trasformare cellule staminali pluripotenti in cellule del sangue funzionanti, aprendo la strada a quelle che la letteratura chiama 'fabbriche del sangue'.

Il ruolo dell'acido retinoico

La scoperta, pubblicata su Nature Cell Biology nel 2022, identifica l'acido retinoico, la vitamina A, come segnale chiave per trasformare cellule indifferenziate in staminali ematopoietiche. Il punto critico non era la molecola, già nota agli scienziati, ma il momento esatto in cui somministrarla: troppo presto o troppo tardi e la trasformazione fallisce.

I primi trasferimenti nei topi non funzionavano. Solo dopo un anno e mezzo un gruppo indipendente della Monash University di Melbourne ha confermato che il protocollo era corretto: serviva solo attendere la giusta maturazione cellulare prima del trapianto. La conferma da un terzo laboratorio ha sbloccato la pubblicazione e ora arriva il riconoscimento Aspen.

Sei italiani su tredici autori, ma con quali risorse

Il paper premiato porta la firma di sei ricercatori italiani su tredici autori complessivi, fra Tiget e CNR di Segrate. Una presenza numericamente prevalente nel gruppo di lavoro, ottenuta in un sistema della ricerca strutturalmente sotto investito. L'ISTAT certifica che nel 2023 l'Italia ha destinato l'1,37% del PIL alla ricerca e sviluppo, ovvero 29,4 miliardi di euro, intensità invariata rispetto al 2022.

Sull'altro lato dell'Atlantico l'investimento è più che doppio: i dati OCSE indicano per gli Stati Uniti un'intensità R&S del 3,45% del PIL nel 2024. Più di due punti percentuali di scarto, che si traducono in stipendi, attrezzature, borse di dottorato e tempo dedicato alla ricerca. Per i biotecnologi italiani significa lavorare con un vincolo di risorse che i colleghi del Mount Sinai non incontrano. Il confronto con la media europea conferma il quadro: l'intensità R&S nell'area UE si attesta intorno al 2,2% del PIL, quasi un punto sopra il dato italiano. La componente privata pesa per lo 0,80% del PIL secondo ISTAT, mentre il settore pubblico ha registrato un aumento del 6,6% nel 2024: una crescita reale ma non sufficiente a colmare il gap strutturale.

Il governo prova a coprire una parte del divario: il decreto sul contratto di ricerca 2025 da 37,5 milioni di euro ha rivisto i contratti dei giovani ricercatori universitari. Risorse importanti, ma a confronto con il volume dei finanziamenti statunitensi restano un intervento di nicchia. I 40mila euro del premio Aspen, divisi fra due laboratori, sono in sé una somma simbolica: copre meno di un anno di borsa di dottorato e nulla rispetto ai costi reali di un protocollo di terapia avanzata.

Dalle 'fabbriche del sangue' alle terapie reali

Saper produrre cellule del sangue in laboratorio significa, in prospettiva, curare leucemie senza ricorrere al trapianto di midollo osseo e fornire le cellule del sistema immunitario su cui si fonda la terapia Car T. Per ora, il protocollo Ditadi Sturgeon funziona in scala accademica. Il prossimo passo è industrializzarlo, coinvolgendo le aziende biotech disposte a investire in produzione su larga scala. Senza partner industriali il rischio è che la scoperta resti chiusa nelle pubblicazioni.

Il premio Aspen entra così nel solco dei riconoscimenti che valorizzano la cooperazione internazionale, come accade per gli altri progetti italiani all'estero. Esempi simili sono il riconoscimento internazionale a Meghna Ramaswamy per la ricerca innovativa o la missione Solaris per l'osservazione del Sole dall'Antartide, che mostra come i team italiani siano protagonisti in consorzi scientifici globali.

La distanza fra il paper del 2022 e una terapia disponibile in ospedale resterà di anni, non di mesi. Per accorciarla servono fondi continuativi e un sistema in grado di trattenere i ricercatori che firmano risultati come questo.

Domande frequenti

Qual è l'importanza della scoperta fatta dai gruppi di Ditadi e Sturgeon?

La scoperta consente di trasformare cellule staminali pluripotenti in cellule del sangue funzionanti, aprendo la strada a future 'fabbriche del sangue' in laboratorio. Questo risultato potrebbe rivoluzionare il trattamento di malattie come la leucemia e potenziare le terapie avanzate come la Car T.

Qual è stato il ruolo dell'acido retinoico nella ricerca premiata?

L'acido retinoico, una forma di vitamina A, è stato identificato come il segnale chiave per guidare la trasformazione delle cellule indifferenziate in staminali ematopoietiche. La scoperta principale è stata determinare il momento esatto in cui somministrarlo per ottenere la trasformazione desiderata.

Perché la ricerca italiana è considerata penalizzata rispetto a quella statunitense?

In Italia l'investimento in ricerca e sviluppo è significativamente inferiore rispetto agli Stati Uniti, con un'intensità di R&S pari all'1,37% del PIL contro il 3,45% degli USA. Questo si traduce in minori risorse economiche, strumenti, stipendi e opportunità per i ricercatori italiani.

Quali sono le prospettive di applicazione della scoperta nelle terapie reali?

Attualmente il protocollo funziona solo in ambito accademico e bisogna ancora industrializzarlo per produrre cellule su larga scala. Solo con investimenti e partnership industriali sarà possibile portare la scoperta verso terapie disponibili in ospedale.

Cosa rappresenta il premio Aspen per la collaborazione scientifica?

Il premio Aspen valorizza la cooperazione internazionale tra Italia e Stati Uniti e riconosce i risultati di team misti che collaborano su progetti d'avanguardia. È anche un incentivo simbolico, poiché la somma assegnata è limitata rispetto ai reali costi della ricerca avanzata.

Quali ostacoli devono ancora essere superati per rendere la terapia disponibile ai pazienti?

Oltre all'industrializzazione del protocollo, sono necessari finanziamenti stabili e un sistema di ricerca capace di trattenere i talenti. La distanza tra la pubblicazione scientifica e l'applicazione clinica rimane di anni, a meno di un incremento significativo delle risorse.

Pubblicato il: 12 giugno 2026 alle ore 13:36

Redazione EduNews24

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