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Mtch2, la proteina che brucia grassi scoperta al Weizmann Institute
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Mtch2, la proteina che brucia grassi scoperta al Weizmann Institute

Scoperta al Weizmann la proteina Mtch2: quando disattivata le cellule bruciano lipidi e non formano tessuto adiposo. Meno effetti della semaglutide.

Un gruppo di ricercatori del Weizmann Institute of Science ha individuato nelle cellule umane il ruolo della proteina Mtch2 come interruttore energetico: quando viene disattivata, le cellule bruciano piu' rapidamente lipidi, carboidrati e amminoacidi e non riescono piu' a trasformarsi in tessuto adiposo. Lo studio, pubblicato il 3 gennaio 2025 su EMBO Journal, articolo integrale sulla proteina Mtch2, apre una strada alternativa ai farmaci Glp-1 per il trattamento dell'obesita'.

Come funziona il meccanismo Mtch2

Mtch2 (Mitochondrial carrier homolog 2) regola la fusione dei mitocondri, le centrali energetiche della cellula. Il team guidato da Sabita Chourasia ha silenziato il gene responsabile della sua produzione in cellule umane e ha misurato l'effetto su oltre cento sostanze coinvolte nel metabolismo.

In assenza della proteina i mitocondri si frammentano, la domanda di ATP aumenta e la cellula entra in uno stato ossidativo continuo. Per far fronte al fabbisogno energetico attinge prima ai lipidi di riserva, poi anche ai grassi che formano le membrane cellulari. I preadipociti privati di Mtch2 non riescono piu' a differenziarsi in cellule adipose mature: la formazione stessa del tessuto grasso viene bloccata a monte.

Perche' e' un'alternativa alla semaglutide

Gli agonisti del recettore Glp-1 come la semaglutide (Ozempic, Wegovy) agiscono a livello centrale riducendo l'appetito e rallentando lo svuotamento gastrico. Il loro tallone d'Achille sono gli effetti collaterali gastrointestinali: nausea, vomito e gastroparesi che costringono una parte dei pazienti a interrompere la terapia gia' nei primi mesi.

L'inibizione di Mtch2 non passa ne' dal sistema nervoso centrale ne' dal tratto digerente: agisce direttamente sul bilancio energetico dei mitocondri. In teoria significa perdita di peso senza i disturbi gastrici tipici dei Glp-1. Il laboratorio di Atan Gross, in collaborazione con la Yeda Research and Development, sta gia' sviluppando piccole molecole inibitrici per validare l'ipotesi in fasi cliniche.

C'e' poi un precedente che rafforza la strada. Nel 2016 un gruppo dello stesso istituto aveva mostrato che spegnere Mtch2 nel tessuto muscolare dei topi bastava a proteggerli dall'obesita' indotta da dieta ricca di grassi, aumentando al tempo stesso la resistenza fisica. Il lavoro del 2025 traduce quel risultato nelle cellule umane e aggiunge un pezzo mancante: il meccanismo funziona anche nei preadipociti, non solo nel muscolo. Un bersaglio comune a due tipi di tessuto rende la strategia farmacologica piu' promettente.

Il quadro italiano: 5,75 milioni di obesi, Wegovy fuori dal SSN

L'urgenza epidemiologica e' concreta. Secondo il report ISTAT sui fattori di rischio per la salute - Anno 2025 il 46,4% degli adulti italiani e' in eccesso di peso: 34,8% sovrappeso e 11,6% obesi, circa 5,75 milioni di persone. In dieci anni la quota di obesita' e' salita dal 9,8% all'11,6%, con picchi del 14,0% in Molise, 13,2% in Puglia e 12,5% in Sicilia contro l'8,7% della Toscana. Il divario Nord-Sud si sovrappone quasi perfettamente al gradiente socio-economico misurato dallo stesso rapporto.

La legge 149/2025 ha riconosciuto l'obesita' come malattia cronica, progressiva e recidivante, prevedendo l'ingresso delle prestazioni nei Livelli Essenziali di Assistenza. Wegovy, unico Glp-1 approvato in Europa per l'indicazione obesita', resta pero' a carico del paziente: il primo anno di terapia costa circa 4.000 euro, che salgono a 4.500 euro a regime alla dose massima. Un farmaco basato su Mtch2, se supera le fasi cliniche, entrerebbe in un mercato con domanda alta, copertura pubblica quasi assente e un bacino di pazienti che ha gia' dimostrato di essere disposto a pagare di tasca propria.

Gli autori dello studio avvertono pero' che spingere le cellule in uno stato metabolico frenetico rischia di generare stress su tessuti e organi. La prossima tappa sara' quantificare la finestra terapeutica: capire cioe' fino a che punto si puo' inibire Mtch2 senza compromettere le funzioni cellulari sane.

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Domande frequenti

Che ruolo svolge la proteina Mtch2 nel metabolismo cellulare?

Mtch2 agisce come un interruttore energetico regolando la fusione dei mitocondri. Quando viene disattivata, le cellule aumentano il consumo di lipidi, carboidrati e amminoacidi e non riescono più a trasformarsi in tessuto adiposo.

In cosa si differenzia l'inibizione di Mtch2 dai farmaci Glp-1 come la semaglutide?

L'inibizione di Mtch2 agisce direttamente sul bilancio energetico cellulare senza passare dal sistema nervoso centrale o dal tratto digerente, al contrario dei Glp-1 che riducono l'appetito e rallentano lo svuotamento gastrico, spesso causando effetti collaterali gastrointestinali.

Quali sono i potenziali vantaggi di un farmaco basato su Mtch2 per il trattamento dell'obesità?

Un farmaco che inibisce Mtch2 potrebbe permettere la perdita di peso senza gli effetti collaterali gastrici tipici dei Glp-1 e agire sia sui preadipociti che sul muscolo, rendendo la strategia farmacologica più efficace e promettente.

Quali rischi sono associati all'inibizione di Mtch2 secondo i ricercatori?

Gli autori dello studio avvertono che un'attivazione eccessiva del metabolismo cellulare potrebbe causare stress su tessuti e organi, per cui è necessario individuare una finestra terapeutica sicura.

Qual è la situazione attuale dell'obesità in Italia e perché c'è interesse verso nuove soluzioni terapeutiche?

In Italia il 46,4% degli adulti è in eccesso di peso e circa 5,75 milioni sono obesi, con forti differenze regionali e costi elevati per i farmaci attuali come Wegovy, non coperti dal SSN. Un nuovo farmaco efficace e accessibile risponderebbe a una domanda molto alta.

Pubblicato il: 8 luglio 2026 alle ore 13:08

Sara Giorgione

Articolo creato da

Sara Giorgione

Sara Giorgione è laureanda in Lettere Moderne presso l'Università degli Studi di Foggia. Ha maturato esperienza nel settore editoriale, occupandosi di attività legate alla redazione e alla valorizzazione dei contenuti, e svolge attività di moderatrice in eventi letterari, curando il dialogo con autori e pubblico e la conduzione di incontri culturali. Grazie al proprio percorso formativo e professionale ha sviluppato solide competenze nella comunicazione, nella scrittura e nell'organizzazione di iniziative culturali. Su Edunews24 si occupa della cura di contenuti e approfondimenti dedicati al mondo della cultura, dell'attualità e della formazione. È ideatrice e curatrice della rassegna letteraria “Storie da Tè”, progetto nato con l'obiettivo di promuovere la lettura e favorire il confronto tra autori, opere e pubblico attraverso incontri e dialoghi dedicati alla letteratura contemporanea.

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