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La Francia chiama 25.000 ricercatori stranieri, l'Italia ne perde 14.000
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La Francia chiama 25.000 ricercatori stranieri, l'Italia ne perde 14.000

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Choose France for Science investe 100 milioni e attira il 41% di dottorandi stranieri. L'Italia ha perso 14mila dottori in 11 anni.

La Francia ospita 25.000 dottorandi internazionali, il 41% del totale, ed è il quarto Paese al mondo per studenti di dottorato stranieri. Nell'ultima call di Choose France for Science, 41 dei 46 ricercatori vincitori arrivano dagli Stati Uniti, ma il bacino italiano resta uno dei più consistenti per CNRS e laboratori francesi.

Choose France for Science, il programma da 100 milioni

Donatienne Hissard, direttrice generale di Campus France, ha confermato a The PIE News che la Francia punta a restare una destinazione dove la libertà accademica e la ricerca scientifica possano prosperare. Il programma Choose France for Science, lanciato il 5 maggio 2025 con un budget di 100 milioni di euro nell'ambito di France 2030, ha selezionato 46 laureati su 119 candidature. Tra i 33 ricercatori internazionali assegnatari, 41 provengono dagli Stati Uniti, con presenze anche da Italia, Germania, Svezia, India, Polonia, Cina e Russia.

I primi assegnatari prenderanno servizio tra 2026 e 2027 in CNRS (15 ricercatori), Aix-Marseille University (12) e Institut Pasteur (3), su ambiti come intelligenza artificiale, salute, agricoltura, transizione ecologica e ricerca spaziale, con un cofinanziamento fino a 2,5 milioni di euro per laureato. Quasi due terzi delle pubblicazioni scientifiche francesi nascono già da collaborazioni internazionali, dietro avanzamenti come il diamante sintetico cinese più duro del naturale o il recupero dello strato di ozono dopo 38 anni di restrizioni ai CFC.

L'angolo italiano: 14.000 dottorati persi e il gap di spesa R&S

Tra i cinque maggiori bacini di reclutamento del sistema francese figura l'Italia, accanto a Cina, Libano, Marocco e Algeria. Al CNRS i ricercatori italiani sono storicamente uno dei gruppi stranieri più rappresentati, eredità di una migrazione scientifica iniziata negli anni Duemila. Sul fronte opposto, ISTAT stima che tra il 2008 e il 2019 oltre 14.000 persone con dottorato conseguito in Italia abbiano lasciato definitivamente il Paese, e quasi un quinto motiva la scelta con la mancanza di fondi e posizioni.

Il divario economico è documentato. Nel 2023 la Francia ha destinato il 2,18% del PIL alla ricerca e sviluppo, l'Italia l'1,37% secondo il rapporto ISTAT sulla ricerca e sviluppo 2023-2025. La distanza di 0,81 punti percentuali significa che la Francia investe in proporzione il 59% in più dell'Italia in R&S, un gap stabile da oltre dieci anni. Sul piano individuale, una borsa di dottorato italiana base nel 2026 vale 16.243 euro lordi annui, pari a circa 1.200 euro netti mensili. In Francia un contratto di dottorato di diritto pubblico parte da circa 2.300 euro lordi mensili, e i contratti di diritto privato in aziende o enti pubblici arrivano a 1.800 euro netti.

Cosa cambia per chi fa ricerca in Italia

Per chi vuole tornare, il MUR ha pubblicato il decreto direttoriale n. 47 del 20 febbraio 2025, che finanzia 850 contratti post-dottorato nell'ambito del PNRR (Missione 4) per ricercatori con esperienza all'estero, con target di completamento entro il secondo trimestre 2025. Per chi guarda alla Francia, il permesso di soggiorno Talent consente ai ricercatori altamente qualificati di lavorare fino a quattro anni con procedure semplificate e diritto al lavoro per i familiari.

I settori di punta di Choose France for Science includono biotecnologie, salute e transizione ecologica, ambiti dove la ricerca europea produce sia avanzamenti sia chiarimenti necessari come i limiti della carne coltivata rispetto ai farmaci. Hissard ha riconosciuto che i tempi delle pratiche amministrative restano l'ostacolo principale per Campus France: la digitalizzazione di visti e residenze accelera, ma il coordinamento con prefetture e missioni diplomatiche non basta ancora. L'agenzia francese punta ora a India e mercati emergenti, dove i dottorandi sono cresciuti del 17% in cinque anni.

La prossima finestra di Choose France for Science aprirà entro fine 2026 con criteri rivisti per allargare la platea oltre gli ex ricercatori americani. Per chi cerca un contratto a tempo indeterminato in CNRS, Inserm o Aix-Marseille University, il portale Campus France resta il canale ufficiale di candidatura.

Domande frequenti

Perché la Francia attira così tanti ricercatori stranieri rispetto all'Italia?

La Francia offre maggiori investimenti in ricerca e sviluppo (2,18% del PIL contro l'1,37% dell'Italia), contratti di dottorato più remunerativi e programmi come Choose France for Science che promuovono la libertà accademica e la collaborazione internazionale.

Quali sono i principali settori di ricerca promossi dal programma Choose France for Science?

I settori di punta includono intelligenza artificiale, salute, agricoltura, transizione ecologica, ricerca spaziale e biotecnologie, ambiti in cui la Francia mira a rafforzare la sua leadership scientifica internazionale.

Quali sono le principali difficoltà che incontrano i ricercatori italiani e perché molti scelgono di trasferirsi all'estero?

Tra il 2008 e il 2019 oltre 14.000 dottorati italiani sono emigrati, principalmente a causa della carenza di fondi e posizioni disponibili in Italia, oltre a borse di studio meno competitive rispetto ad altri Paesi europei.

Come funziona il permesso di soggiorno Talent per i ricercatori che vogliono trasferirsi in Francia?

Il permesso di soggiorno Talent consente ai ricercatori altamente qualificati di lavorare in Francia fino a quattro anni, con procedure semplificate e diritto al lavoro anche per i familiari.

Quali sono le prospettive per chi vuole tornare a fare ricerca in Italia dopo un'esperienza all'estero?

Il MUR ha finanziato 850 contratti post-dottorato nell'ambito del PNRR per ricercatori con esperienza internazionale, offrendo nuove opportunità di rientro entro il secondo trimestre 2025.

Quando aprirà la prossima call di Choose France for Science e quali novità sono previste?

La prossima finestra di candidatura sarà disponibile entro la fine del 2026 e prevederà criteri rivisti per includere una platea più ampia oltre gli ex ricercatori americani.

Pubblicato il: 29 giugno 2026 alle ore 14:19

Michele Monaco

Articolo creato da

Michele Monaco

Redattore Michele Monaco è imprenditore, ricercatore e docente universitario con oltre vent'anni di esperienza nell'innovazione digitale, nella formazione e nella consulenza strategica. Laureato in Scienze Politiche e Internazionali, è CEO di Adventus Consulting Jdoo (Umag, Croazia dove risiede stabilmente) e Presidente Nazionale di ENBAS, ente bilaterale attivo nella formazione professionale e nelle politiche attive per il lavoro. In qualità di Coordinatore Nazionale dei Progetti di Ricerca presso ERSAF, guida iniziative che coniugano intelligenza artificiale e formazione, tra cui FindYourGoal.it, piattaforma di orientamento scuola-lavoro basata sul modello LifeComp, Avatar4University.Org, sistema AI per la creazione di corsi universitari con avatar docente, KeepYouCare.it, piattaforma di telemedicina, telesoccorso e telerefertazione. È inoltre Delegato della Regione Calabria presso il Ministero degli Esteri per la Cooperazione Internazionale ed è membro del tavolo delle regioni, dove coordina un progetto per la creazione di un Hub Formativo in Tunisia. Docente a contratto di Diritto dell'Economia e Diritto Internazionale presso la SSML di Lamezia Terme e presso l'Università Telematica eCampus, è autore di pubblicazioni in ambito pedagogico sulle competenze caratteriali e il framework LifeComp. Ha tenuto interventi al Senato della Repubblica, alla Camera dei Deputati, in Regione Lombardia e a Buenos Aires su temi che spaziano dalla pedagogia speciale, alla telemedicina ed alla cooperazione internazionale. Innovation Manager certificato MISE, unisce visione strategica e competenza tecnologica con una vocazione per il dialogo istituzionale e la ricerca applicata.

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