In una dichiarazione rilasciata il 19 marzo 2025, sedici ricercatori hanno risposto ufficialmente alle preoccupazioni espresse dalla Coldiretti riguardo alla carne coltivata. Secondo gli esperti, è fondamentale chiarire che la carne coltivata non deve essere considerata un farmaco, e quindi non è soggetta alle stesse normative che regolano l'approvazione dei farmaci.
L'affermazione principale dei ricercatori è che la carne coltivata non presenta criticità dal punto di vista della sicurezza alimentare. Contrariamente a quanto sostenuto dalla Coldiretti, i ricercatori hanno dichiarato che la richiesta di condurre studi clinici sulla carne coltivata non trova fondamento scientifico, sottolineando che alimenti e farmaci seguono processi di approvazione distinti e che la regolamentazione alimentare è in realtà più rigorosa rispetto a quella per i farmaci.
I ricercatori hanno anche espresso l’intenzione di partecipare attivamente al dibattito, con la speranza di discutere direttamente con i Ministri dell'Agricoltura e della Salute, Lollobrigida e Schillaci. Questo incontro sarebbe un'importante opportunità per chiarire eventuali malintesi e promuovere una comprensione più approfondita delle caratteristiche e delle norme che regolano la carne coltivata.
La questione della carne coltivata è di crescente importanza nel panorama alimentare globale. Mentre molti accolgono con favore questa innovazione come una soluzione sostenibile per la produzione di carne, altri, come la Coldiretti, rimangono scettici, evidenziando la necessità di ulteriori studi e verifiche. La risposta dei ricercatori, pertanto, rappresenta un tentativo di instaurare un dialogo costruttivo basato su evidenze scientifiche, cercando di garantire al pubblico che la carne coltivata costituisce un alimento sicuro e monitorato.