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Visti Usa: ridotti a 4 anni per gli studenti e a 240 giorni per i giornalisti stranieri
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Visti Usa: ridotti a 4 anni per gli studenti e a 240 giorni per i giornalisti stranieri

Il Dhs limita a 4 anni la permanenza con i visti F e J e a 240 giorni quella dei giornalisti. In vigore 60 giorni dopo il Federal Register.

Il dipartimento per la Sicurezza interna degli Stati Uniti ha pubblicato il 16 luglio 2026 una nuova norma che introduce un tetto massimo alla permanenza consentita con i visti per studenti stranieri, partecipanti a programmi di scambio culturale e giornalisti. Il testo entrerà in vigore 60 giorni dopo la sua pubblicazione sul Federal Register, il registro ufficiale delle disposizioni del governo federale, salvo interventi del Congresso. Fino a oggi queste categorie potevano rimanere negli Stati Uniti fino al termine degli studi o dell'incarico, senza una scadenza fissata a priori.

La regola stabilisce un periodo di ammissione fisso per i titolari dei visti F (studenti), J (scambio culturale) e I (rappresentanti dei media). Per F e J la durata coinciderà con quella del programma frequentato, con un limite invalicabile di quattro anni. I giornalisti stranieri con visto I potranno rimanere fino a 240 giorni, mentre per quelli cinesi il tetto scende a 90. Chi avrà bisogno di più tempo dovrà chiedere una proroga (Extension of Stay) direttamente allo U.S. Citizenship and Immigration Services, con verifica biometrica, controlli sul passato e screening antifrode. La proroga non è più concessa in automatico dal personale universitario, come avveniva finora, ma richiede una domanda formale ai servizi federali per l'immigrazione.

La fine del sistema 'duration of status'

Il provvedimento chiude il regime della duration of status in vigore dal 1978, che consentiva agli studenti e ai visitatori dei programmi di scambio di rimanere negli Stati Uniti per un periodo indefinito, fino al completamento degli studi o dell'incarico, purché rispettassero le condizioni del visto. Secondo il segretario del dipartimento Markwayne Mullin, il vecchio sistema aveva permesso a migliaia di persone di iscriversi in modo continuativo a nuovi corsi per evitare di lasciare il paese. L'amministrazione descrive la modifica come un ritorno del monitoraggio sotto il controllo diretto delle autorità federali.

Il periodo di preparazione al rientro dopo la conclusione degli studi passa da 60 a 30 giorni per i titolari di visto F-1. La norma introduce inoltre restrizioni sui cambi di programma accademico, limitando la possibilità di spostarsi da un corso all'altro senza una nuova valutazione. I visti già in corso al momento dell'entrata in vigore transiteranno automaticamente al nuovo regime, ma la permanenza autorizzata sarà comunque limitata a un massimo di quattro anni a partire dalla data di applicazione della regola.

La proroga federale diventerà lo strumento obbligatorio per gli studenti iscritti a corsi di durata superiore ai quattro anni, come diversi programmi di medicina, ingegneria o dottorato di ricerca. La gestione, finora affidata in larga parte agli atenei attraverso lo Student and Exchange Visitor Information System (SEVIS), torna così sotto la responsabilità diretta di USCIS. La modifica riguarda anche i corrispondenti esteri accreditati presso le sedi statunitensi, che dovranno rinnovare il visto con una tempistica sensibilmente più corta rispetto a quella prevista dall'incarico giornalistico.

Domande frequenti

Quali sono le principali novità introdotte dalla nuova norma sui visti USA per studenti e giornalisti stranieri?

La nuova norma introduce un limite massimo di permanenza di quattro anni per studenti e partecipanti a programmi di scambio culturale (visti F e J), e di 240 giorni per i giornalisti stranieri (visto I), con una soglia ridotta a 90 giorni per i giornalisti cinesi. Queste regole sostituiscono il precedente sistema che consentiva di restare fino al termine degli studi o dell'incarico senza una scadenza fissa.

Cosa succede se la durata del programma di studi supera i quattro anni?

Gli studenti che necessitano di restare oltre i quattro anni dovranno richiedere una proroga (Extension of Stay) direttamente allo U.S. Citizenship and Immigration Services (USCIS). La richiesta sarà soggetta a verifica biometrica, controlli sul passato e screening antifrode.

Come cambia il periodo di preparazione al rientro per gli studenti con visto F-1?

Il periodo di preparazione al rientro dopo la conclusione degli studi per i titolari di visto F-1 viene ridotto da 60 a 30 giorni, limitando il tempo a disposizione per organizzare il ritorno nel paese di origine.

Quali restrizioni sono state introdotte sui cambi di programma accademico?

La nuova norma limita la possibilità per gli studenti di cambiare programma accademico senza una nuova valutazione, rendendo più difficile lo spostamento da un corso all'altro senza una verifica aggiuntiva da parte delle autorità.

Come si gestiranno i visti in corso al momento dell’entrata in vigore della nuova regola?

I visti già in corso transiteranno automaticamente al nuovo regime e la permanenza autorizzata sarà comunque limitata a un massimo di quattro anni dalla data di applicazione della regola.

Chi gestirà ora le richieste di proroga e il monitoraggio dei visti?

La gestione delle richieste di proroga e il monitoraggio dei visti tornano sotto la responsabilità diretta dello U.S. Citizenship and Immigration Services (USCIS), togliendo questa competenza agli atenei e al sistema SEVIS.

Pubblicato il: 16 luglio 2026 alle ore 19:55

Natale Labia

Articolo creato da

Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

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