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Scuole evacuate a Palermo: 65% in Sicilia senza verifica sismica
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Scuole evacuate a Palermo: 65% in Sicilia senza verifica sismica

Scossa M 5.0 e scuole evacuate a Palermo. In Sicilia il 65% degli edifici scolastici non ha mai avuto la verifica di vulnerabilità sismica.

Una scossa di magnitudo 5.0 ha fatto evacuare scuole a Palermo alle 12.19 del 23 ottobre, con epicentro al largo della costa tirrenica. Nel capoluogo, in zona sismica 2, due terzi degli edifici scolastici siciliani non ha mai avuto la verifica di vulnerabilità sismica.

Cosa è successo venerdì mattina

La scossa è stata avvertita in tutta l'isola, da Palermo a Messina fino a Catania. A Palermo diversi istituti hanno attivato il piano di emergenza, facendo uscire studenti e personale in strada. Nessun danno a persone o cose, secondo la prima ricognizione. L'evento è arrivato circa un'ora dopo una scossa meno forte, sempre al largo del Tirreno, vicino ad Alicudi.

L'evacuazione è il minimo sindacale: la domanda vera è se gli edifici che sono stati svuotati sarebbero rimasti in piedi con una scossa di maggiore intensità o con epicentro a terra. La risposta, per gran parte del patrimonio scolastico siciliano, resta sconosciuta.

Zona sismica 2: Palermo e 303 comuni siciliani

Con il decreto del Dirigente generale 11 marzo 2022 n. 64, la Regione ha riclassificato tutti i Comuni dell'isola. Oggi 53 comuni ricadono in zona 1 (pericolosità alta) e 304 in zona 2 (media): insieme sono 357 su 391 comuni totali. Palermo è in zona 2, Messina e Catania in zona 2, mentre buona parte del Belice, della fascia etnea e dei Nebrodi è in zona 1. Solo Pantelleria, Lampedusa e pochi altri centri costieri rientrano nelle fasce a sismicità minima. La classificazione sismica dei comuni siciliani sul portale della Protezione Civile Regione Sicilia è il riferimento operativo per edilizia pubblica e privata.

Il 65% delle scuole senza verifica di vulnerabilità sismica

Il dato nazionale già fotografa un ritardo strutturale: 17.408 edifici scolastici, pari al 44% del patrimonio censito, si trovano in zona sismica 1 o 2, e solo il 4% è stato oggetto di adeguamento o miglioramento sismico. Nel Mezzogiorno la fotografia peggiora. Secondo l'ultima edizione del rapporto Ecosistema Scuola di Legambiente, in Sicilia e Calabria il 65% degli edifici scolastici non ha mai eseguito la verifica di vulnerabilità sismica prevista dall'ordinanza PCM 3274/2003. Senza quella verifica non si sa quale sia il margine di sicurezza reale di un edificio, né si può progettare un intervento di adeguamento.

A questo si sommano i dati del XXII Rapporto Cittadinanzattiva sulla sicurezza delle scuole: in Sicilia il 59% degli edifici non ha il certificato di agibilità, il 58% è privo del certificato di prevenzione incendi, il 42% non ha il collaudo statico. L'età media del patrimonio è di circa sessant'anni e oltre il 60% delle scuole è stato costruito prima del 1976, cioè prima dell'applicazione della normativa antisismica introdotta dalla legge 64/1974. L'anagrafe ufficiale di riferimento è l'Anagrafe dell'Edilizia Scolastica del Ministero dell'Istruzione e del Merito, aggiornata dagli enti locali proprietari degli immobili.

PNRR: 91 milioni per 44 cantieri, scadenze serrate

Sul fronte dei fondi, la Sicilia ha ottenuto 91 milioni di euro dal piano PNRR di messa in sicurezza e riqualificazione dell'edilizia scolastica, per 44 interventi. La distribuzione provinciale è concentrata su Messina (15 progetti), Catania (9) e Palermo (7), con quote minori a Ragusa, Trapani, Agrigento, Enna e Siracusa. Il calendario del PNRR imponeva fine lavori entro il 31 dicembre 2025 e collaudo entro il 31 marzo 2026, ma gran parte dei cantieri siciliani ha accumulato ritardi che hanno già portato a revisioni e rimodulazioni della missione M4C1.

La stessa questione delle infrastrutture insufficienti al Sud è emersa in queste settimane con la protesta dei TIR in Sicilia e Calabria: la geografia del rischio e quella del sottoinvestimento continuano a coincidere. Una scossa di magnitudo 5.0 con epicentro in mare si risolve con un'evacuazione; una di pari intensità con epicentro a terra, su edifici mai verificati, è un problema di responsabilità politica non più rinviabile.

Domande frequenti

Perché sono state evacuate le scuole a Palermo il 23 ottobre?

Le scuole sono state evacuate a causa di una scossa di terremoto di magnitudo 5.0 avvertita in tutta la Sicilia, con epicentro al largo della costa tirrenica, per garantire la sicurezza di studenti e personale.

Qual è la situazione delle verifiche di vulnerabilità sismica nelle scuole siciliane?

In Sicilia, il 65% degli edifici scolastici non ha mai effettuato la verifica di vulnerabilità sismica, rendendo incerto il reale livello di sicurezza in caso di terremoto.

Cosa significa che Palermo è in zona sismica 2?

Zona sismica 2 indica un'area a pericolosità sismica media, secondo la riclassificazione regionale; in Sicilia, 304 comuni ricadono in questa categoria, che implica la necessità di maggiori standard di sicurezza nelle costruzioni.

Quali sono le principali carenze strutturali delle scuole siciliane emerse dai rapporti recenti?

Oltre alla mancanza di verifica sismica, il 59% delle scuole non ha il certificato di agibilità, il 58% è privo del certificato di prevenzione incendi e il 42% non ha il collaudo statico; inoltre, molte scuole sono state costruite prima dell'entrata in vigore delle normative antisismiche.

Quali fondi e interventi sono previsti per la messa in sicurezza delle scuole siciliane?

La Sicilia ha ottenuto 91 milioni di euro dal PNRR per 44 interventi di messa in sicurezza e riqualificazione delle scuole, con scadenze che prevedono la fine dei lavori entro dicembre 2025 e il collaudo entro marzo 2026, anche se sono già stati segnalati ritardi.

Perché la mancanza di verifiche sismiche nelle scuole rappresenta un problema urgente?

Senza la verifica di vulnerabilità sismica non è possibile sapere quanto siano sicuri gli edifici in caso di terremoti più forti, né pianificare adeguati interventi di adeguamento, esponendo studenti e personale a rischi evitabili.

Pubblicato il: 23 ottobre 2026 alle ore 16:34

Sara Giorgione

Articolo creato da

Sara Giorgione

Sara Giorgione è laureanda in Lettere Moderne presso l'Università degli Studi di Foggia. Ha maturato esperienza nel settore editoriale, occupandosi di attività legate alla redazione e alla valorizzazione dei contenuti, e svolge attività di moderatrice in eventi letterari, curando il dialogo con autori e pubblico e la conduzione di incontri culturali. Grazie al proprio percorso formativo e professionale ha sviluppato solide competenze nella comunicazione, nella scrittura e nell'organizzazione di iniziative culturali. Su Edunews24 si occupa della cura di contenuti e approfondimenti dedicati al mondo della cultura, dell'attualità e della formazione. È ideatrice e curatrice della rassegna letteraria “Storie da Tè”, progetto nato con l'obiettivo di promuovere la lettura e favorire il confronto tra autori, opere e pubblico attraverso incontri e dialoghi dedicati alla letteratura contemporanea.

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