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Scuola e IA, i due numeri che smentiscono il racconto di Valditara
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Scuola e IA, i due numeri che smentiscono il racconto di Valditara

Valditara dice che la scuola italiana è più avanti. Indire parla di 69% docenti con IA, l'OCSE li ferma al 25%. I numeri a confronto.

Il ministro Giuseppe Valditara chiude il summit Next Gen AI 2026 di Cernobbio con un messaggio diretto ai media: la scuola italiana è più avanti di come viene rappresentata. A sostegno della tesi, due numeri appena presentati: il 69% dei docenti dichiara di usare l'intelligenza artificiale in classe secondo l'indagine Indire-Tecnica della Scuola, e 156mila aule sono state digitalizzate con il PNRR. Un terzo dato, pubblicato dall'OCSE nelle stesse settimane, racconta però una scuola diversa.

Il 69% di docenti con l'IA: cosa dice davvero l'indagine Indire

L'indagine PATHS di Indire e Tecnica della Scuola, presentata il 22 ottobre a Didacta Abruzzo, misura un balzo di 11,6 punti in dodici mesi: dal 57,4% del 2025 al 69% del 2026 di docenti che dichiarano di aver usato l'IA nella didattica, soprattutto per progettare lezioni e personalizzare materiali. L'uso come strumento compensativo per studenti con bisogni educativi speciali passa dal 10% al 18,8%, quasi raddoppiando. Il campione, però, non è statisticamente rappresentativo della popolazione docente: sono 2.105 insegnanti autoselezionati che hanno scelto di rispondere al questionario online, come precisano gli stessi ricercatori nel comunicato Indire sull'indagine 2026. Una platea verosimilmente già interessata al tema, non uno spaccato neutro del corpo docente. Lo stesso gruppo, interrogato sulla fiducia nei risultati dell'IA in classe, scende dal 56% al 48%, mentre il 39,7% chiede programmi strutturati di sviluppo professionale.

Il contro-dato OCSE: in Italia un docente su quattro

La fotografia cambia quando il campione è rappresentativo. L'OCSE, nel Digital Education Outlook 2026, cita i dati TALIS 2024 sull'Italia: il 25% dei docenti ha usato strumenti di IA negli ultimi dodici mesi, contro una media OCSE del 36%. Lo stacco è di 11 punti e vale soprattutto per la scuola secondaria di primo grado, dove la rilevazione è stata svolta. Lo stesso quadro era già emerso nei mesi scorsi, quando Valditara aveva presentato i numeri OCSE sulla scuola italiana. A spiegare il divario, un secondo numero del rapporto: il 66% dei docenti italiani non ha ricevuto alcuna formazione specifica sull'intelligenza artificiale, con percentuali ancora più alte nelle scuole pubbliche del Mezzogiorno. Nel frattempo il 47% degli studenti italiani usa l'IA almeno una volta a settimana per ricerche, riassunti e bozze di compiti: la domanda arriva dai banchi prima che dalla cattedra.

Infrastruttura avanti, competenze indietro

Il PNRR ha mantenuto le promesse sul mattone digitale: 156mila aule trasformate in ambienti innovativi, come conferma il comunicato MIM sui target PNRR scuola, numero che il ministero legge come un +56% rispetto al target iniziale di 100mila aule. Ma hardware e connettività non bastano se la formazione resta ferma. La stessa indagine mostra crescere anche le preoccupazioni dei docenti: il 44% teme che gli assistenti virtuali distraggano gli studenti e li portino ad accettare informazioni inesatte, contro il 36% del 2025. E il 61% indica la mancanza di competenze professionali come principale ostacolo all'uso consapevole della tecnologia in classe. Più aule connesse, quindi, ma anche più docenti che chiedono di essere messi nelle condizioni di usarle.

La narrazione del ministro e i dati OCSE non si contraddicono: raccontano due pezzi diversi dello stesso sistema. L'aula connessa esiste, grazie ai 22,7 miliardi di euro investiti dal PNRR sulla scuola, e il MIM rivendica oltre 980mila fra docenti e personale scolastico passati da corsi di formazione digitale finanziati dal Piano. La rilevazione OCSE, però, segnala che la formazione specifica sull'intelligenza artificiale è un capitolo diverso dalla transizione digitale generica, e lì il gap resta aperto. Il prossimo passo è il tavolo tecnico annunciato a Cernobbio: la sua credibilità si misurerà sulla quota di insegnanti che arriveranno al 2027 con una formazione IA strutturata, non soltanto con un'aula più connessa.

Domande frequenti

Cosa indicano i due numeri presentati da Valditara sull'uso dell'IA a scuola?

Secondo l'indagine Indire, il 69% dei docenti dichiara di usare l'IA in classe, mentre 156mila aule sono state digitalizzate grazie al PNRR. Questi numeri vengono presentati come prova dei progressi tecnologici nella scuola italiana.

Quali sono i limiti dell'indagine Indire sull'utilizzo dell'IA tra i docenti?

L'indagine si basa su 2.105 docenti autoselezionati, quindi non rappresenta in modo statistico l'intera popolazione docente. I risultati riflettono tendenze tra insegnanti già interessati al tema, ma non sono uno spaccato neutro del corpo docente italiano.

Cosa emerge dai dati OCSE rispetto all'uso dell'IA nella scuola italiana?

L'OCSE rileva che solo il 25% dei docenti italiani ha utilizzato strumenti di IA negli ultimi dodici mesi, rispetto a una media OCSE del 36%. Inoltre, il 66% degli insegnanti non ha ricevuto alcuna formazione specifica sull'intelligenza artificiale.

Qual è il principale ostacolo all'uso efficace dell'IA in classe secondo i docenti?

Il 61% dei docenti indica la mancanza di competenze professionali come la principale barriera all'uso consapevole dell'IA in classe. Molti insegnanti richiedono programmi strutturati di sviluppo professionale sull'intelligenza artificiale.

La digitalizzazione delle aule garantisce un uso efficace dell'IA nella didattica?

No, la digitalizzazione ha migliorato l'infrastruttura, ma hardware e connettività non bastano senza un'adeguata formazione. Il gap nelle competenze sull'IA tra i docenti rimane un problema rilevante.

Cosa si prevede per il futuro della formazione IA nella scuola italiana?

È stato annunciato un tavolo tecnico per valutare la formazione IA nelle scuole; la sua efficacia sarà valutata sulla percentuale di insegnanti che otterranno una formazione strutturata sull'IA entro il 2027.

Pubblicato il: 23 ottobre 2026 alle ore 17:13

Sara Giorgione

Articolo creato da

Sara Giorgione

Sara Giorgione è laureanda in Lettere Moderne presso l'Università degli Studi di Foggia. Ha maturato esperienza nel settore editoriale, occupandosi di attività legate alla redazione e alla valorizzazione dei contenuti, e svolge attività di moderatrice in eventi letterari, curando il dialogo con autori e pubblico e la conduzione di incontri culturali. Grazie al proprio percorso formativo e professionale ha sviluppato solide competenze nella comunicazione, nella scrittura e nell'organizzazione di iniziative culturali. Su Edunews24 si occupa della cura di contenuti e approfondimenti dedicati al mondo della cultura, dell'attualità e della formazione. È ideatrice e curatrice della rassegna letteraria “Storie da Tè”, progetto nato con l'obiettivo di promuovere la lettura e favorire il confronto tra autori, opere e pubblico attraverso incontri e dialoghi dedicati alla letteratura contemporanea.

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