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Scienza americana sotto Trump: tagli, regola OMB e fuga di cervelli
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Scienza americana sotto Trump: tagli, regola OMB e fuga di cervelli

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Tagli proposti, regola OMB e reazione del Congresso: cosa è successo alla ricerca scientifica Usa sotto Trump nel 2026.

Indice: In breve | Cosa prevede la regola OMB del 29 maggio 2026 | Le tappe del confronto 2025-2026 | I numeri dei tagli: proposta e realtà | Le reazioni della comunità scientifica | Dove vanno gli scienziati Usa | Errori comuni nella lettura della vicenda | Domande frequenti

In breve

  • La proposta OMB del 29 maggio 2026 cambia le regole per la ricerca scientifica Usa: i grant passano al vaglio dei funzionari politici.
  • Il taglio originale chiedeva il 56% in meno per la NSF e il 47% per il direttorato scientifico NASA.
  • Il Congresso ha approvato 3,4% in meno per la NSF e 84 milioni in meno per le scienze NASA.
  • La consultazione pubblica sul nuovo regolamento si chiude il 13 luglio 2026.
  • Candidature di scienziati americani: +41% verso il Canada, +32% verso l’Europa in un anno.

Cosa prevede la regola OMB del 29 maggio 2026

Il documento di 412 pagine pubblicato dall’Office of Management and Budget sul Federal Register modifica il Codice 2 CFR Part 200, che disciplina grants, accordi di cooperazione, prestiti e garanzie federali, e tocca tutta la ricerca scientifica Usa. Le due novità centrali sono una revisione preliminare obbligatoria da parte di un funzionario di nomina politica per ogni sovvenzione di ricerca e la possibilità di interrompere finanziamenti pluriennali già in corso, in base a criteri di coerenza con l’interesse nazionale e con le priorità del Presidente. Il riferimento normativo a monte è un ordine esecutivo del 2025 che ha affidato la supervisione delle sovvenzioni alle nomine politiche delle agenzie. Il testo integrale è consultabile sul Federal Register - regolamento OMB 29 maggio 2026.

La proposta modifica anche le regole sulla durata: i finanziamenti pluriennali, finora considerati blindati dopo l’assegnazione, potrebbero essere revocati con il cambio di amministrazione o di priorità politica. Il testo definisce vaghe le categorie di scienza di riferimento su cui basare l’eventuale revoca, lasciando ampia discrezionalità ai funzionari.

Le tappe del confronto 2025-2026

  1. Gennaio 2025: ordine esecutivo Trump affida a funzionari di nomina politica la supervisione delle sovvenzioni federali.
  2. Inizio 2026: l’amministrazione presenta un budget che taglia circa 50 miliardi alla ricerca federale, il 22% del totale (35% escludendo la difesa).
  3. 29 maggio 2026: l’OMB pubblica nel Federal Register il regolamento da 412 pagine sulla revisione politica dei grant.
  4. Giugno 2026: il Congresso respinge la maggior parte dei tagli ai budget di NSF, NASA e NIST.
  5. 13 luglio 2026: chiusura del periodo di consultazione pubblica sulla proposta OMB.

I numeri dei tagli: proposta e realtà

La richiesta di budget dell’amministrazione per il 2026 porta la spesa federale per la ricerca da circa 200 a 150 miliardi di dollari, una riduzione del 22%. Senza il capitolo difesa il calo arriva al 35%, da circa 90 a 60 miliardi.

Sulla National Science Foundation, agenzia di riferimento per la ricerca di base, il taglio proposto è del 56% rispetto a un budget di 9,06 miliardi. Per il direttorato scientifico della NASA si scende da 25,4 a 18,8 miliardi, con una riduzione complessiva del 24% e voci specifiche tagliate fino al 47%, in particolare sulle missioni planetarie e sullo studio dei cambiamenti climatici.

Il Congresso ha approvato una traiettoria diversa. La NSF perde 300 milioni, il 3,4% in meno, restando sui 7,18 miliardi. Le missioni scientifiche NASA si fermano a 7,25 miliardi, con un calo di 84 milioni rispetto al 2025. La differenza tra richiesta e voto conferma che il bilanciamento dei poteri ha funzionato anche su misure così contestate.

Le reazioni della comunità scientifica

Holden Thorp, direttore della rivista Science, ha firmato l’editoriale «Another red alert for American science», definendo la proposta una minaccia alla revisione tra pari e chiedendo una mobilitazione su tre fronti: invio massiccio di commenti durante la consultazione OMB, pressione sul Congresso e ricorsi legali una volta che il regolamento sarà adottato.

La rivista Nature ha registrato oltre 3.500 commenti critici nelle prime settimane. La Società americana di Biologia cellulare parla di un’enorme minaccia per la ricerca statunitense. Dichiarazioni analoghe sono arrivate da associazioni di università e da diversi parlamentari democratici.

Da gennaio 2026 sono state revocate sovvenzioni federali per almeno 2,5 miliardi di dollari, con conseguenze immediate su laboratori, dottorati e progetti pluriennali. Il dato è confermato dalle rilevazioni delle principali testate scientifiche e dalle segnalazioni delle agenzie coinvolte.

Dove vanno gli scienziati Usa

I dati raccolti nei primi mesi del 2026 mostrano un aumento del 41% delle candidature di ricercatori americani verso il Canada e del 32% verso l’Europa, in confronto con l’anno precedente. Il fenomeno coinvolge anche dottorandi e ricercatori in fase iniziale: molti laboratori statunitensi segnalano un calo delle candidature internazionali in arrivo.

La Commissione europea ha lanciato il programma «Choose Europe for Science» per attrarre talenti dagli Stati Uniti, con pacchetti di finanziamento dedicati e accordi con singoli atenei per accelerare le procedure di assunzione. La Vrije Universiteit Brussel ha aperto 12 posizioni post-dottorato riservate prioritariamente a candidati statunitensi.

Un sondaggio Nature pubblicato nell’aprile 2025 indica che il 32% degli scienziati attivi negli Stati Uniti sta valutando di lasciare il paese. Le destinazioni più citate sono Canada, Germania, Francia, Paesi Bassi e Regno Unito.

Errori comuni nella lettura della vicenda

Confondere il budget proposto con quello approvato: i tagli definitivi al bilancio 2026 sono molto inferiori a quelli annunciati. Il Congresso ha mantenuto in larga parte la spesa scientifica, anche dove la richiesta originaria toccava il 50% in meno.

Sovrapporre la regola OMB ai tagli di bilancio: si tratta di due percorsi separati. Il bilancio federale passa per il Congresso, il regolamento OMB segue la procedura amministrativa con consultazione pubblica e può essere impugnato in tribunale dopo l’adozione.

Considerare l’effetto solo nazionale: la fuga di ricercatori sta riconfigurando i flussi internazionali, con un saldo positivo per Canada ed Europa che ricevono candidature in crescita a doppia cifra.

Domande frequenti

Cos’è la regola OMB del 29 maggio 2026?

È una proposta di 412 pagine pubblicata dall’Office of Management and Budget sul Federal Register con numero 2026-10817. Modifica il regolamento sulle sovvenzioni federali introducendo una revisione preliminare politica obbligatoria, anche quando i revisori esperti hanno dato parere favorevole.

I tagli proposti da Trump sono diventati legge?

No nella misura proposta. Il Congresso ha respinto la maggior parte: la National Science Foundation perde 300 milioni, il 3,4% in meno invece del 56% chiesto dall’amministrazione, e le missioni scientifiche NASA si fermano a 7,25 miliardi di dollari.

Quando si chiude la consultazione pubblica?

Il 13 luglio 2026. I 45 giorni della procedura prevista dall’Administrative Procedure Act decorrono dalla pubblicazione del 29 maggio sul Federal Register.

Quali agenzie federali sono coinvolte?

La regola si applica a tutte le agenzie che erogano grants federali. Tra le più interessate dalla ricerca scientifica figurano la National Science Foundation, la NASA, i National Institutes of Health, il National Institute of Standards and Technology, il Dipartimento dell’Energia e l’Environmental Protection Agency.

Dove vanno gli scienziati che lasciano gli Stati Uniti?

I dati del 2026 mostrano un aumento del 41% delle candidature verso il Canada e del 32% verso l’Europa. La Commissione europea ha attivato il programma Choose Europe for Science e singole università europee aprono posizioni post-dottorato riservate. I prossimi mesi saranno scanditi da due appuntamenti distinti: l’esito della consultazione OMB del 13 luglio 2026 e il confronto in Congresso sul bilancio definitivo per l’anno fiscale che si apre il primo ottobre. Per le università italiane ed europee la finestra di reclutamento dei ricercatori americani resta aperta e le candidature continuano a crescere.

Pubblicato il: 14 giugno 2026 alle ore 07:08

Ilaria Brozzi

Articolo creato da

Ilaria Brozzi

Giornalista Pubblicista Ilaria Brozzi è naturalista e biologa con una forte passione per la divulgazione scientifica. Laureata in Scienze Naturali e in Genetica e Biologia Molecolare, nel corso del suo percorso accademico e professionale ha approfondito lo studio dei processi biologici e degli equilibri che regolano i sistemi naturali, sia a livello macroscopico sia molecolare. Ha svolto attività di ricerca presso il CNR–IBPM (Istituto di Biologia e Patologia Molecolari) della Sapienza Università di Roma, occupandosi in particolare di biologia vegetale. Nel corso della sua esperienza professionale ha inoltre avuto modo di confrontarsi con diverse realtà lavorative che, pur non sempre direttamente collegate al suo ambito di studi, hanno contribuito ad ampliare il suo sguardo interdisciplinare e la sua capacità di analizzare fenomeni complessi da prospettive differenti. Parallelamente all’interesse per la ricerca, coltiva da sempre una forte vocazione per la divulgazione scientifica, con particolare attenzione alla trasmissione del sapere alle nuove generazioni e alla promozione di una cultura scientifica consapevole e accessibile. Su edunews24.it si occupa di scuola e università, con un focus sui temi della tecnologia, della ricerca e dell’innovazione scientifica, promuovendo una divulgazione chiara, accessibile e basata su fonti scientifiche affidabili. Tra le sue principali passioni figurano lo sport e la musica, che rappresentano per lei importanti strumenti di equilibrio, disciplina ed energia.

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