Scienza americana sotto Trump: tagli, regola OMB e fuga di cervelli
La regola OMB del 29 maggio 2026 introduce una revisione obbligatoria dei grant scientifici statunitensi da parte di funzionari politici nominati, insieme alla possibilità di revocare finanziamenti pluriennali già assegnati, modificando profondamente il sistema di finanziamento della ricerca negli USA. Questa proposta, pubblicata dall'Office of Management and Budget, è collegata a un ordine esecutivo del 2025 e potrebbe favorire criteri politici rispetto alla valutazione scientifica tradizionale, causando grande preoccupazione nella comunità scientifica e movimenti critici nelle istituzioni e riviste internazionali come Science e Nature. Il piano originario di taglio della spesa federale per la ricerca nel 2026 prevedeva una riduzione del 22% (35% escludendo la Difesa), con tagli drastici al budget della National Science Foundation (-56%) e della NASA (-24%, con punte del 47%). Tuttavia, il Congresso ha respinto la maggior parte di questi tagli, approvando riduzioni molto più contenute (NSF -3,4%, NASA -84 milioni). Ciò dimostra l'efficacia del sistema di bilanciamento dei poteri americano, anche se la pressione politica rimane alta sul settore. Le conseguenze più tangibili si manifestano nella fuga di cervelli: dal 2026 si registra un aumento significativo (41% verso il Canada, 32% verso l’Europa) di ricercatori americani in cerca di opportunità all’estero, influenzati dal clima incerto e dalla minaccia ai finanziamenti pluriennali e alla peer review. L’Europa accelera l’attrazione di questi talenti con programmi specifici come "Choose Europe for Science", mentre gli USA rischiano un depauperamento dei propri migliori scienziati. La comunità scientifica americana e internazionale si mobilita attivamente, usando consultazioni pubbliche, pressioni legislative e percorsi legali per resistere alla regola OMB.