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Record in orbita: come la missione Shenzhou punta a cambiare la storia spaziale della Cina
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Record in orbita: come la missione Shenzhou punta a cambiare la storia spaziale della Cina

La missione cinese Shenzhou-23 punta a 365 giorni in orbita. I dati su muscoli, ossa, vista e telomeri spiegano cosa attende l'astronauta di Pechino.

Indice: In breve | La spedizione cinese in sintesi | I tre voli ultra-lunghi a confronto | Cosa documenta la scienza sugli effetti del volo prolungato | Gli esperimenti scientifici a bordo | Errori comuni nella lettura dei dati | Domande frequenti

In breve

  • Lancio della Shenzhou-23 il 24 maggio 2026 dal Centro di Jiuquan, nel deserto del Gobi
  • Equipaggio composto dal comandante Zhu Yangzhu, dall'ingegnere Zhang Zhiyuan e da Lai Ka-ying, prima astronauta di Hong Kong
  • Durata prevista per uno dei tre astronauti: circa 365 giorni, contro i 204 del record cinese precedente
  • Oltre 100 esperimenti scientifici, tra cui embrioni di pesce zebra, di topo e strutture embrionali da cellule staminali
  • Avvio del primo programma cinese dedicato alla ricerca sul corpo umano in microgravità

La spedizione cinese in sintesi

La navicella è decollata il 24 maggio 2026 dal Centro di Lancio Satellitare di Jiuquan, nel deserto del Gobi, e ha raggiunto la stazione Tiangong nelle ore successive. A bordo viaggiano tre astronauti: il comandante Zhu Yangzhu, già veterano della missione Shenzhou-16, l'ingegnere di volo Zhang Zhiyuan e Lai Ka-ying, prima cittadina di Hong Kong a partecipare a un volo orbitale cinese.

La missione è l'undicesima con equipaggio diretta a Tiangong dal completamento della stazione. Il dato che la distingue dalle precedenti è la durata pianificata: uno dei membri dell'equipaggio resterà a bordo per circa un anno, mentre gli altri due seguiranno la rotazione standard di sei mesi. Pechino sposta così il proprio limite operativo dai 204 giorni della Shenzhou-21 a una soglia prossima ai 365.

I tre voli ultra-lunghi a confronto

La permanenza prolungata in orbita conta oggi su una serie storica ristretta. I tre riferimenti principali per il singolo volo continuativo restano:

  1. Valeri Polyakov sulla stazione Mir tra il 1994 e il 1995: 437 giorni e 18 ore, il volo più lungo mai registrato da una singola persona
  2. Scott Kelly sulla Stazione Spaziale Internazionale tra il 2015 e il 2016: 340 giorni accanto al cosmonauta Mikhail Kornienko, base dello studio NASA sui gemelli
  3. Shenzhou-23 in corso: circa 365 giorni programmati per uno dei tre astronauti, prima volta per il programma spaziale cinese

Il confronto chiarisce dove si colloca la nuova spedizione: oltre il precedente primato cinese, sopra Kelly, ancora sotto Polyakov. Il margine di 72 giorni rispetto al record mondiale resta lo spazio in cui si gioca la prossima generazione di voli umani di lunga durata.

Cosa documenta la scienza sugli effetti del volo prolungato

Sui voli di sei mesi i dati raccolti dalle agenzie spaziali sono coerenti. La massa muscolare può diminuire fino al 20% e la forza fino al 40%; la densità ossea scende dell'1-1,5% al mese, soprattutto nel femore e nelle vertebre lombari; circa la metà degli astronauti di lunga durata mostra la sindrome neuro-oculare nota come SANS, con appiattimento del bulbo, edema del nervo ottico e ipermetropia transitoria.

Lo studio della NASA sui gemelli Kelly, condotto sui 340 giorni di volo di Scott Kelly, ha aggiunto un piano molecolare: i suoi telomeri si sono allungati durante la missione per accorciarsi rapidamente al rientro, e circa il 91% delle variazioni nell'espressione genica è tornato ai valori di partenza entro sei mesi. Una frazione minore di alterazioni è invece persistita, segnalando un effetto residuo ancora seguito dai gruppi di ricerca. NASA Twins Study, esiti pubblicati

Su una missione di un anno questi effetti si sommano in modo non lineare. La perdita ossea può superare il 10% in distretti specifici e richiede mesi di riabilitazione a terra. Il primo programma cinese di ricerca sul corpo umano nasce per misurare proprio questa progressione su un campione che finora Pechino non aveva.

Gli esperimenti scientifici a bordo

Oltre alla raccolta dati sull'equipaggio, la spedizione porta in orbita più di cento progetti. Tra i più discussi figurano gli embrioni artificiali: strutture embrionali ottenute da cellule staminali, affiancate da embrioni di pesce zebra e di topo, esposte all'ambiente esterno della stazione per circa cinque mesi. L'obiettivo è verificare se la combinazione di microgravità e radiazioni cosmiche compromette le fasi iniziali dello sviluppo.

Gli altri ambiti coperti includono scienze dei materiali, fluidodinamica in microgravità, medicina aerospaziale e nuove tecnologie di volo. Il pacchetto serve a Pechino per consolidare la base scientifica necessaria alle missioni con equipaggio sulla Luna, programmate per il 2030.

Errori comuni nella lettura dei dati

Confondere durata cumulativa e volo singolo: il primato di Polyakov si riferisce a una sola missione continuativa di 437 giorni. Lo stesso cosmonauta ha sommato in due voli un totale di 678 giorni, ma è il record sul singolo viaggio a contare per la fisiologia, perché misura quanto un corpo resiste senza tornare a terra.

Considerare gli effetti come permanenti: gran parte delle variazioni osservate è reversibile. Massa muscolare, densità ossea e indicatori cardiocircolatori risalgono entro sei mesi dal rientro, con riabilitazione assistita. Restano alterazioni più sottili, legate all'espressione genica e ai telomeri, su cui la comunità scientifica continua a indagare.

Sottovalutare la variabilità individuale: non tutti gli astronauti reagiscono allo stesso modo. La SANS, ad esempio, colpisce circa la metà degli equipaggi di lunga durata, mentre la perdita ossea varia in funzione di età, nutrizione e protocollo di esercizio in orbita. Il dato medio è utile, ma il singolo caso può discostarsi anche in modo significativo.

Domande frequenti

Quanto durerà esattamente la missione Shenzhou-23?

Per due dei tre astronauti la permanenza segue la rotazione standard di circa sei mesi. Uno dei membri resterà invece a bordo per circa un anno, stabilendo il nuovo record cinese di permanenza in orbita per una singola spedizione.

Chi è la prima astronauta di Hong Kong a partire con questa missione?

Si tratta di Lai Ka-ying, prima cittadina di Hong Kong selezionata per un volo orbitale del programma cinese. La sua presenza viene letta a Pechino come segnale di apertura del corpo astronauti oltre la sola Cina continentale.

Perché si parla di embrioni artificiali a bordo?

Gli embrioni artificiali sono strutture ottenute da cellule staminali che riproducono fasi precoci dello sviluppo. Posizionarli all'esterno della stazione per cinque mesi serve a osservare come radiazioni e microgravità influenzano la formazione dei tessuti, un dato utile per pianificare future missioni interplanetarie.

Quanto si perde davvero di muscoli e ossa in un anno in orbita?

Su missioni semestrali le perdite documentate sono già marcate: fino al 20% di massa muscolare e all'1-1,5% di densità ossea al mese. Su una missione di dodici mesi senza esercizio adeguato il calo osseo può superare il 10% in distretti come femore e bacino, motivo per cui l'allenamento quotidiano è obbligatorio. L'anno di volo dell'equipaggio cinese non chiude la corsa alla Luna, la prepara: ogni dato fisiologico raccolto a bordo della Tiangong diventa misura del margine operativo di Pechino per spedizioni più lunghe e ambiziose. Il prossimo confronto non sarà più sui giorni, ma su come il corpo umano si comporta lontano dall'orbita terrestre.

Pubblicato il: 28 maggio 2026 alle ore 08:45

Simona Alba

Articolo creato da

Simona Alba

Giornalista Pubblicista Simona Alba è una professionista dell’editoria, giornalista ed esperta in comunicazione con una solida specializzazione nella gestione di processi culturali e innovazione digitale. Laureata in Progettazione e gestione di eventi e imprese culturali a Firenze, ha proseguito il suo percorso accademico a Roma, presso l’Università La Sapienza, dove ha conseguito la laurea magistrale in Editoria e Giornalismo, focalizzandosi sull'analisi del panorama informativo contemporaneo e sul giornalismo d’inchiesta. Attualmente redattrice presso Edunews24, dove sviluppa contenuti focalizzati su istruzione, formazione, ricerca e nuove tecnologie. Nella sua attività professionale, coniuga il rigore dell'approfondimento giornalistico con le più avanzate strategie di analisi SEO e dinamiche del web, con l'obiettivo di rendere la divulgazione scientifica e culturale uno strumento accessibile per lo sviluppo dello spirito critico. Nel corso della sua carriera ha maturato esperienza all'interno di redazioni giornalistiche, distinguendosi per la capacità di interpretare la cultura come motore di cambiamento sociale e organizzativo.

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