L’anticiclone africano che sale dall’Algeria non lambisce l’Italia come nelle prime due ondate del 2026: la traiettoria è spostata verso Est e la Penisola è ora nel cuore della massa d’aria calda. Lo conferma Lorenzo Giovannini, fisico dell’atmosfera all’Università di Trento, in un’intervista all’ANSA. La prima regione investita è la Sardegna, con picchi previsti a 43°C nelle zone interne del sud-ovest; da metà settimana la stessa configurazione porterà l’ondata di calore sull’intero versante tirrenico. Solo l’arco alpino resterà fuori. Il caldo persisterà fino a fine settimana, quando aria più fresca da Nord-Est comincerà ad abbassare le temperature partendo dalle regioni settentrionali.
La traiettoria che sposta il baricentro
Le prime due ondate del 2026 avevano mantenuto l’anticiclone più a Ovest, concentrando gli effetti sul Centro-Nord e lasciando il Sud in condizioni relativamente meno pesanti. La configurazione attuale è opposta: la massa d’aria si muove dall’Algeria verso Nord-Est, e questo sposta il baricentro dell’alta pressione dentro la Penisola. Il risultato è che a essere investita in pieno è ora tutta l’Italia. Le previsioni indicano temperature elevate fino a fine settimana e non si tratta di un episodio isolato: giugno 2026 è stato il giugno più caldo mai registrato per l’Europa occidentale e il secondo a livello mondiale nella serie Copernicus. La pressione atmosferica prolungata favorisce anche fenomeni collaterali: quando aria più fresca si infiltra sopra strati caldi al suolo, si innescano temporali intensi con maggior probabilità di fulmini e di incendi su vegetazione secca.
Il rischio non è il picco, è la persistenza
Il picco di 43°C atteso lunedì nel sud-ovest sardo attira l’attenzione, ma i dati epidemiologici raccontano un’altra storia: a determinare l’aumento di ricoveri e decessi è la persistenza, non l’apice della temperatura. Le notti tropicali con termometri stabilmente sopra i 27 gradi non permettono all’organismo di recuperare, e sono queste condizioni cumulate nell’arco di più giorni a produrre gli effetti sanitari più gravi, come ha spiegato il virologo Fabrizio Pregliasco nel monitoraggio della prima ondata. Il precedente da tenere presente è l’estate 2023: secondo lo studio dell’Istituto di Salute Globale di Barcellona (ISGlobal) pubblicato su Nature Medicine, in Italia sono morte per caldo 12.743 persone, il numero assoluto più alto in Europa. Seguono la Spagna con 8.352 decessi e la Germania con 6.376. Rapportata alla popolazione, l’Italia si conferma al vertice della classifica UE con 209 vittime per milione di abitanti, un dato che colloca il Paese davanti a tutti nel bilancio europeo. Lo stesso studio ha calcolato 47.690 decessi attribuibili al caldo in 35 paesi europei nella sola estate 2023, cifra che l’estate 2024 ha superato con una stima aggiornata a 62.700 decessi complessivi. Tre estati consecutive (2022-2024) hanno prodotto oltre 181.000 morti in Europa per cause riconducibili al caldo.
Il sistema di sorveglianza e chi rischia di più
Il Ministero della Salute ha attivato il Piano caldo 2026 dal 25 maggio, con bollettini quotidiani dal lunedì al venerdì fino al 20 settembre. La rete opera in 27 città italiane (dalle grandi metropoli come Milano, Roma, Torino e Napoli fino a città medie come Frosinone, Rieti e Latina) e incrocia le previsioni meteo con il Sistema di sorveglianza della mortalità giornaliera (SiSMG) e con il tracciamento degli accessi in pronto soccorso, secondo il protocollo pubblicato dall’Istituto Superiore di Sanità. I soggetti a maggior rischio sono anziani, malati cronici, bambini piccoli, donne in gravidanza e lavoratori esposti al sole. Nell’ondata di fine giugno 2026, 18 città su 27 erano contemporaneamente in bollino rosso e Milano registrava temperature notturne oltre i 27 gradi. Con l’attuale spostamento della traiettoria, i bollini rossi si accenderanno anche sul versante tirrenico e in Sardegna.
Nel fine settimana l’aria fresca da Nord-Est farà scendere le temperature prima sulle regioni settentrionali, poi a scalare verso il Sud. Fino a quel momento la raccomandazione operativa è consultare ogni giorno il bollettino cittadino e rispettare le finestre di esposizione, tenendo conto che una quarta ondata è già attesa entro metà agosto.
Domande frequenti
Perché l’anticiclone africano sta colpendo l’Italia più intensamente rispetto alle precedenti ondate del 2026?
A differenza delle precedenti ondate, la traiettoria dell’anticiclone si è spostata verso Est, posizionando il baricentro dell’alta pressione direttamente sulla Penisola e investendo l’Italia in pieno con aria calda proveniente dall’Algeria.
Quali sono le regioni italiane più colpite dall’attuale ondata di caldo?
La Sardegna, in particolare le zone interne del sud-ovest, è la prima regione investita, seguita dal versante tirrenico. Solo l’arco alpino resta parzialmente escluso dagli effetti più severi.
Quali sono i principali rischi sanitari legati a questa ondata di caldo?
Il rischio maggiore deriva dalla persistenza delle alte temperature, soprattutto le notti tropicali sopra i 27°C, che impediscono all’organismo di recuperare e aumentano ricoveri e decessi, in particolare tra anziani, malati cronici, bambini piccoli, donne in gravidanza e lavoratori esposti.
Come funziona il sistema di sorveglianza attivato per il caldo?
Il Ministero della Salute ha attivato il Piano caldo 2026 che prevede bollettini quotidiani in 27 città, integrando previsioni meteo, dati sulla mortalità giornaliera e accessi in pronto soccorso secondo il protocollo dell’Istituto Superiore di Sanità.
Quando è previsto un sollievo dal caldo e cosa si raccomanda alla popolazione?
L’arrivo di aria più fresca da Nord-Est è previsto per il fine settimana, con un graduale abbassamento delle temperature a partire dalle regioni settentrionali. Fino ad allora si raccomanda di consultare i bollettini cittadini quotidiani e rispettare le finestre di esposizione al caldo.
Qual è l’impatto delle recenti ondate di caldo in termini di mortalità in Italia e in Europa?
L’estate 2023 ha visto in Italia 12.743 decessi legati al caldo, il numero più alto in Europa; le stime per il 2024 parlano di oltre 62.700 decessi complessivi nel continente. L’Italia detiene anche il primato europeo di vittime rapportate alla popolazione.