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Italia oltre la Grecia per debito mentre la Bce stringe sui tassi
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Italia oltre la Grecia per debito mentre la Bce stringe sui tassi

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Debito Italia al 138,6%, sorpasso sulla Grecia mentre la Bce si avvia all'11 giugno: lo shock di Hormuz spinge verso la trappola della stagflazione.

La crisi energetica innescata dal blocco dello Stretto di Hormuz spinge l'inflazione dell'area euro verso il 6% e mette la Bce davanti a un bivio: stringere i tassi l'11 giugno o lasciar correre i prezzi. Nel mezzo l'Italia entra in una stretta inedita, con il debito sul Pil che sale al 138,6% nel 2026 e supera per la prima volta la Grecia.

La crisi del Golfo e il bivio della Bce a giugno

Nelle Considerazioni finali del 29 maggio in Bankitalia, il Governatore Fabio Panetta ha avvertito che i prezzi possono crescere fino a una media del 6% nei prossimi mesi. Lo Stretto di Hormuz e' chiuso da tre mesi e gli armatori dirottano le navi su Suez, gia' affollato e sotto la minaccia degli Houthi, oppure circumnavigano l'Africa: i tempi di trasporto si allungano e i costi di assicurazione restano alti a lungo.

Panetta ha invitato le Banche centrali a non farsi prendere dall'ansia, ma il mercato sconta un rialzo dei tassi di 25 punti base alla riunione dell'11 giugno. La trappola e' quella della stagflazione: aumentare il costo del denaro frena la crescita gia' debole, mentre lasciare i tassi fermi convalida l'inflazione da costi energetici e comprime il potere d'acquisto delle famiglie.

Il sorpasso Italia-Grecia chiude lo spazio fiscale

Le proiezioni di Bruxelles, confermate dal Fondo monetario internazionale, fotografano un sorpasso storico. Nel 2026 il debito pubblico italiano sale al 138,6% del Pil dal 137,1% del 2025, mentre quello greco scende al 136,8% dal 146,1%. L'Italia diventa cosi' il Paese con il rapporto debito-Pil piu' alto dell'eurozona, posizione occupata da Atene fin dalla crisi del 2010.

Per Roma il dato non e' solo un'etichetta. Significa che i sostegni temporanei a famiglie e imprese diventano piu' costosi da finanziare proprio nel momento in cui servirebbero. La Bce che alza i tassi spinge in alto il costo del nuovo debito da emettere e allarga lo spread con i Bund. Lo spazio fiscale che Panetta considera vitale per affrontare lo shock energetico si chiude proprio mentre serve.

Il contrasto con Atene e' istruttivo: la Grecia ha tagliato dieci punti di debito-Pil in un solo anno grazie a una crescita sopra la media e a una disciplina di bilancio strutturale, mentre Roma e' rimasta sopra il 137%. Anche lo scenario globale aggiunge incertezza, con i grandi patrimoni mondiali che hanno perso 209 miliardi di dollari nei primi giorni della seconda amministrazione Trump. Se la strada non e' quella fiscale e non e' quella monetaria, dove puo' intervenire un Paese che ha appena perso il primato europeo del debito sostenibile?

AccelerateEU: il gap tra promesse e numeri dell'elettrificazione

Il 22 aprile la Commissione europea ha presentato AccelerateEU, il pacchetto contro lo shock energetico. La risposta alla crisi energetica si articola in cinque aree d'azione: acquisti congiunti di gas, riserve strategiche condivise, sostegni temporanei ai prezzi, rafforzamento delle reti e un Electrification Action Plan atteso per l'estate.

Sul fronte dell'elettrificazione la promessa e' ambiziosa: portare la quota di elettricita' sui consumi finali di energia al 32% nel 2030 secondo il Clean Industrial Deal, contro il 23% registrato da Eurostat nel 2024. Lo stesso documento europeo ammette che l'obiettivo del 61% al 2050 richiede di muoversi adesso. Anche le ricadute climatiche, come l'impatto del riscaldamento globale sugli aeroporti del Mediterraneo, confermano che la transizione non e' un'opzione politica ma una necessita' infrastrutturale.

Il limite strutturale resta lo stesso: fisco ed energia sono competenze nazionali e la Commissione coordina senza poter trattare il mercato globale come fa la Cina. Le ricadute umanitarie del Golfo si stanno intrecciando con altre emergenze, dalla solidarieta' internazionale verso gli studenti sudanesi in tempo di crisi alle catene logistiche del Mediterraneo. AccelerateEU resta una mappa razionale, non un'iniezione di liquidita': non chiude il gap di competenze che l'integrazione fiscale dell'eurozona non ha ancora superato.

L'11 giugno la Bce dira' se considera lo shock di Hormuz temporaneo o strutturale, e da quella scelta dipendera' il margine di manovra di Roma per la prossima Legge di bilancio. Con il debito al 138,6% e l'elettrificazione lontana dal target europeo, gli spazi per nuovi bonus energia sono gia' piu' stretti di quanto fossero un anno fa.

Domande frequenti

Perché il debito pubblico italiano ha superato quello della Grecia?

Il debito pubblico italiano ha superato quello della Grecia a causa dell'aumento del rapporto debito/PIL al 138,6% previsto per il 2026, mentre la Grecia ha ridotto il suo rapporto grazie a una crescita economica sostenuta e a una disciplina di bilancio strutturale.

Quali sono le possibili conseguenze di un rialzo dei tassi da parte della BCE per l'Italia?

Un rialzo dei tassi da parte della BCE aumenterebbe il costo del nuovo debito per l'Italia e allargherebbe lo spread, rendendo più difficili e costosi i sostegni a famiglie e imprese proprio quando sarebbero più necessari per affrontare lo shock energetico.

Cosa prevede il piano AccelerateEU per affrontare la crisi energetica?

AccelerateEU prevede cinque aree d'azione tra cui acquisti congiunti di gas, riserve strategiche condivise, sostegni temporanei ai prezzi, rafforzamento delle reti e un Electrification Action Plan, con l'obiettivo di aumentare la quota di elettricità nei consumi energetici al 32% entro il 2030.

Perché la transizione energetica è considerata una necessità infrastrutturale e non solo politica?

La transizione energetica è considerata una necessità infrastrutturale perché le ricadute climatiche e l'impatto del riscaldamento globale stanno già influenzando settori chiave come i trasporti, rendendo urgente il rafforzamento delle infrastrutture energetiche per garantire sostenibilità e sicurezza.

Quali limiti incontra l'Europa nella gestione della crisi energetica?

L'Europa incontra il limite strutturale della suddivisione delle competenze tra fisco ed energia a livello nazionale, rendendo difficile un'azione coordinata e incisiva rispetto ad altri attori globali come la Cina.

Cosa si attende dalla riunione della BCE dell'11 giugno riguardo alla crisi energetica?

Dalla riunione dell'11 giugno si attende che la BCE chiarisca se considera lo shock energetico temporaneo o strutturale, una decisione che influenzerà il margine di manovra dell'Italia nella prossima Legge di bilancio e nella gestione degli aiuti energetici.

Pubblicato il: 3 giugno 2026 alle ore 07:47

Michele Monaco

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Michele Monaco

Redattore Michele Monaco è imprenditore, ricercatore e docente universitario con oltre vent'anni di esperienza nell'innovazione digitale, nella formazione e nella consulenza strategica. Laureato in Scienze Politiche e Internazionali, è CEO di Adventus Consulting Jdoo (Umag, Croazia dove risiede stabilmente) e Presidente Nazionale di ENBAS, ente bilaterale attivo nella formazione professionale e nelle politiche attive per il lavoro. In qualità di Coordinatore Nazionale dei Progetti di Ricerca presso ERSAF, guida iniziative che coniugano intelligenza artificiale e formazione, tra cui FindYourGoal.it, piattaforma di orientamento scuola-lavoro basata sul modello LifeComp, Avatar4University.Org, sistema AI per la creazione di corsi universitari con avatar docente, KeepYouCare.it, piattaforma di telemedicina, telesoccorso e telerefertazione. È inoltre Delegato della Regione Calabria presso il Ministero degli Esteri per la Cooperazione Internazionale ed è membro del tavolo delle regioni, dove coordina un progetto per la creazione di un Hub Formativo in Tunisia. Docente a contratto di Diritto dell'Economia e Diritto Internazionale presso la SSML di Lamezia Terme e presso l'Università Telematica eCampus, è autore di pubblicazioni in ambito pedagogico sulle competenze caratteriali e il framework LifeComp. Ha tenuto interventi al Senato della Repubblica, alla Camera dei Deputati, in Regione Lombardia e a Buenos Aires su temi che spaziano dalla pedagogia speciale, alla telemedicina ed alla cooperazione internazionale. Innovation Manager certificato MISE, unisce visione strategica e competenza tecnologica con una vocazione per il dialogo istituzionale e la ricerca applicata.

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