Il G7 ha deciso di simulare attacchi informatici guidati dall'intelligenza artificiale di frontiera contro il settore finanziario. L'annuncio arriva da Bangkok, a margine dell'assemblea del Fondo monetario internazionale, dove il 16 ottobre 2026 i ministri delle Finanze e i governatori delle banche centrali hanno dato il via libera alle esercitazioni tabletop proposte dai viceministri del G7.
Cosa prevede l'esercitazione sull'IA di frontiera
Il ministro delle Finanze giapponese Satsuki Katayama ha confermato che le simulazioni serviranno a testare la risposta coordinata a un attacco cyber potenziato dai modelli IA di nuova generazione. La presidenza francese del G7 ha precisato in una nota che l'impatto dei modelli di frontiera sui rischi del settore finanziario è stato il tema centrale del vertice. Le esercitazioni tabletop permettono di provare procedure, protocolli e manuali di risposta senza bisogno di un attacco reale, e in alcuni scenari potranno coinvolgere anche le banche private.
La scuola è il settore più colpito al mondo
Mentre la finanza prepara i suoi scudi, il settore istruzione resta il più aggredito del pianeta. I dati di Check Point Research per il periodo gennaio-luglio 2026 segnano 4.696 attacchi settimanali per organizzazione scolastica, l'8% in più rispetto allo stesso periodo del 2025 e oltre il doppio della media di tutti i settori, ferma a 2.150. L'Europa ha registrato una crescita del 18% in un anno, con 4.759 attacchi settimanali per istituto, mentre il settore governo, secondo bersaglio della classifica, resta il 70% sotto. L'elenco degli attacchi internazionali alle scuole con 50-74 milioni di bambini coinvolti racconta la stessa dinamica su scala globale.
In Italia la ricerca sulla cybersicurezza è ferma sotto l'1%
Alla difesa serve prima la conoscenza, e qui il Paese parte indietro. Il rapporto ACN-ANVUR del 16 aprile 2026 sulla ricerca cyber in Italia ha mappato oltre 200.000 pubblicazioni della Valutazione della qualità della ricerca 2020-2024: solo 1.154 trattano temi di sicurezza informatica, meno dell'1% della produzione scientifica totale. Il 27% riguarda la gestione delle minacce, il 21% la sicurezza di software e piattaforme, il 19% la protezione dei dati; appena il 10% affronta aspetti di governo. Il presidente ANVUR Antonio Felice Uricchio ha parlato di una comunità scientifica reattiva, ma il volume complessivo resta contenuto in un ambito considerato strategico per la sicurezza nazionale.
Il confronto europeo non aiuta: il ritardo europeo nella formazione sulle tecnologie dei chip mostra che la carenza di competenze tecniche riguarda tutto il continente. In Italia, però, il perimetro di sicurezza nazionale cibernetica introdotto dal DPCM 131/2020 e aggiornato dal DPCM 111 del 1 agosto 2025 continua a lasciare fuori le scuole primarie e secondarie, dove studiano milioni di bambine, bambini e ragazzi.
100 milioni per l'IA in classe, zero per la difesa cyber
Il PNRR ha stanziato 99,9 milioni di euro per gli Snodi formativi sull'intelligenza artificiale in 2.100 istituti, con il 48,4% delle risorse destinate al Mezzogiorno e un tetto di 50.000 euro per singola scuola. I corsi copriranno principi dell'IA, strumenti didattici, privacy e protezione dei dati. Nessuna linea separata, invece, per la cybersicurezza, benché la gran parte degli incidenti nel settore education parta da identità compromesse: una materia che dirigenti e segreterie devono gestire ogni giorno con il personale esistente. Sul fronte strutturale, i 3 miliardi del DPB 2027 per l'edilizia scolastica riguardano i muri degli edifici, non le reti che li attraversano.
La prossima tappa è il G7 Finanze del 2026 sotto presidenza francese, dove le esercitazioni passeranno dalla scrivania ai server e in alcuni scenari agli istituti bancari privati. La scuola italiana, intanto, affronta il quinto rientro consecutivo come settore più bersagliato al mondo, con dirigenti formati sulle opportunità dell'IA generativa ma non sui modi per contenerne i rischi, e senza un piano di difesa pubblico di pari ambizione.
Domande frequenti
Cosa sono le esercitazioni tabletop annunciate dal G7 per la cybersicurezza?
Le esercitazioni tabletop sono simulazioni che permettono di testare la risposta coordinata a un attacco informatico potenziato da intelligenza artificiale senza che avvenga un attacco reale. Queste simulazioni mirano a migliorare le procedure e i protocolli di risposta del settore finanziario.
Perché il settore scolastico è particolarmente vulnerabile agli attacchi cyber?
Secondo i dati, il settore dell'istruzione subisce il maggior numero di attacchi informatici a livello globale, con un aumento costante anno su anno. Le scuole sono spesso escluse dai principali perimetri di sicurezza nazionale e non dispongono di risorse o competenze adeguate per la difesa cyber.
Qual è lo stato della ricerca italiana sulla cybersicurezza?
In Italia, la ricerca sulla cybersicurezza è ancora molto limitata: meno dell'1% della produzione scientifica totale affronta questi temi. Le aree più coperte riguardano la gestione delle minacce, la sicurezza software e la protezione dei dati, ma il volume complessivo resta basso rispetto all'importanza strategica dell'argomento.
Quali investimenti sono stati fatti per l'intelligenza artificiale e la cybersicurezza nelle scuole?
Il PNRR ha destinato quasi 100 milioni di euro per la formazione sull'intelligenza artificiale in 2.100 scuole, ma non esistono linee specifiche di finanziamento per la cybersicurezza. La difesa informatica nelle scuole è quindi trascurata, nonostante la frequenza elevata di attacchi.
Le scuole italiane sono incluse nel perimetro di sicurezza cibernetica nazionale?
No, le scuole primarie e secondarie restano escluse dal perimetro di sicurezza nazionale cibernetica definito dai più recenti DPCM, lasciando milioni di studenti senza adeguate misure di protezione informatica.
Quali sono le principali criticità per la sicurezza informatica delle scuole italiane?
Le criticità principali sono la carenza di investimenti specifici, l'esclusione dal perimetro di sicurezza nazionale e la mancanza di formazione per il personale su come gestire e prevenire attacchi cyber, nonostante la crescente esposizione a rischi digitali.