Il Documento programmatico di bilancio 2027 vale 23,5 miliardi e mette l'edilizia scolastica tra le priorità citate dal Governo, ma non le assegna una cifra dedicata nella ripartizione per capitoli.
Dove vanno i 23,5 miliardi del DPB
La manovra, approvata dal Consiglio dei ministri il 13 ottobre e inviata alla Commissione europea due giorni dopo, destina circa 5 miliardi a famiglie e welfare, pari allo 0,21% del PIL, cui si aggiungono 2,15 miliardi in misure fiscali per i redditi medio-bassi. Alle imprese vanno 3,3 miliardi, alla sanità 2,39 miliardi, agli enti locali 240 milioni e al fondo sentenze circa 1,9 miliardi. Il capitolo più discusso è quello della difesa, 4,55 miliardi, legato alla richiesta di flessibilità all'Unione europea. La voce infrastrutture pesa oltre 3 miliardi nel 2027, sale a 3,7 miliardi nel 2028 e scende a 1 miliardo nel 2029. Le coperture arrivano per 5 miliardi dal settore finanziario nel 2027, con un contributo complessivo di 10 miliardi nel triennio, e per 4,5 miliardi dai tagli lineari ai ministeri distribuiti su tre anni. Il testo è stato illustrato dal comunicato ufficiale del MEF sul DPB 2027.
Infrastrutture: un capitolo unico per scuole, ospedali e ferrovie
Il DPB fotografa gli edifici scolastici dentro il contenitore «infrastrutture pubbliche» che vale «oltre 3 miliardi» nel 2027, insieme a ferrovie, ospedali, università, impianti sportivi e bacini idroelettrici. Non compare una cifra separata per le scuole, né un calendario pluriennale di spesa dedicato al solo patrimonio edilizio dell'istruzione. Il paragone con il PNRR è ingombrante: cinque misure (nuove scuole, messa in sicurezza, mense, palestre e asili nido) hanno mobilitato 11,65 miliardi di fondi europei e 14,18 miliardi di investimento totale, finanziando 9.526 interventi, con il vincolo di destinare almeno il 40% delle risorse al Mezzogiorno. Quel flusso si chiude a giugno 2026, e la manovra 2027 è il primo bilancio ordinario a dover reggere senza il treno straordinario di Next Generation EU. Il confronto fra i capitoli è esplicito: alla difesa vanno 4,55 miliardi in un solo anno, al calderone infrastrutture oltre 3 miliardi dentro cui le scuole competono con ospedali e reti ferroviarie. L'equilibrio tra spesa militare e investimenti pubblici resta uno dei nodi aperti del bilancio europeo, come mostrano i 32 miliardi italiani stanziati per la difesa. Senza una quota separata, la programmazione sull'edilizia scolastica resta legata ai bandi di volta in volta, non a flussi certi e pluriennali.
Il 57,2% delle scuole senza verifica sismica, Sud a spesa dodici volte inferiore
Il XXVI Rapporto Ecosistema Scuola, pubblicato da Legambiente a settembre 2026, fissa il quadro di partenza. Il 57,2% degli edifici scolastici monitorati non è ancora stato sottoposto a verifica di vulnerabilità sismica, in un Paese dove 17.408 edifici (il 44% del totale) ricadono in area ad alta pericolosità e solo il 17% è stato progettato secondo criteri antisismici. Circa la metà del patrimonio è antecedente al 1976, anno di entrata in vigore delle prime norme antisismiche nazionali. La manutenzione straordinaria ha toccato il 51,7% degli edifici negli ultimi cinque anni, ma uno su tre (31,7%) ha ancora bisogno di lavori urgenti. Qui si apre il divario territoriale che il PNRR aveva provato a ridurre: la quota di scuole che richiedono interventi urgenti è del 24,7% al Nord, del 45,2% al Sud e del 54,2% nelle Isole. La spesa media per edificio sulla manutenzione straordinaria è di 54.709 euro al Nord, 41.024 al Centro, 9.322 nelle Isole e 4.527 al Sud: dove i bisogni sono più alti, l'investimento per singolo cantiere è dodici volte inferiore. I dati per singolo istituto sono consultabili sui dataset dell'Anagrafe nazionale dell'edilizia scolastica, aggiornati sul portale open data del Ministero dell'Istruzione e del Merito.
La legge di bilancio entra in Parlamento entro il 20 ottobre, e sarà lì che le voci oggi aggregate potranno diventare importi separati, con una quota riservata al Mezzogiorno sulla scia del vincolo del 40% che il Piano aveva introdotto per le risorse territorializzabili. Senza quella separazione, il post-PNRR delle scuole parte con un flusso indistinto. Il confronto con i 100 miliardi che Draghi chiede all'Unione europea per l'intelligenza artificiale misura la distanza fra le priorità continentali e le file di scuole in attesa di cantiere.
Domande frequenti
Come sono suddivisi i fondi del DPB 2027 per l'edilizia scolastica?
Nel DPB 2027 i fondi per l'edilizia scolastica non sono assegnati come voce separata, ma inseriti nel più ampio capitolo 'infrastrutture pubbliche', che comprende anche ospedali, ferrovie e altri interventi per un totale di oltre 3 miliardi di euro.
Quali sono le principali criticità dell'edilizia scolastica evidenziate dal Rapporto Ecosistema Scuola?
Il Rapporto Ecosistema Scuola 2026 segnala che il 57,2% degli edifici scolastici non ha ancora effettuato la verifica di vulnerabilità sismica e che circa il 31,7% necessita di lavori urgenti, con forti disparità territoriali tra Nord e Sud.
Come si confrontano gli investimenti del DPB 2027 con quelli del PNRR per le scuole?
Il PNRR aveva destinato 11,65 miliardi di fondi europei e 14,18 miliardi totali a cinque misure per l'edilizia scolastica, mentre il DPB 2027 non prevede una quota specifica per le scuole, ma solo un fondo infrastrutture condiviso con altri settori.
Qual è la situazione delle scuole nel Mezzogiorno rispetto al resto d'Italia?
Nel Sud e nelle Isole le scuole hanno una maggiore urgenza di interventi (fino al 54,2%), ma la spesa media per edificio è molto più bassa rispetto al Nord, con un investimento per cantiere dodici volte inferiore dove i bisogni sono più elevati.
Cosa potrebbe cambiare con l'iter parlamentare della legge di bilancio?
Durante l'iter parlamentare, le voci oggi aggregate potrebbero essere separate e potrebbe essere introdotta una quota riservata all'edilizia scolastica, in particolare per il Mezzogiorno, seguendo il vincolo del 40% già previsto dal PNRR.