Decine di migliaia di studenti sono scesi in piazza giovedì in almeno sette capoluoghi italiani per protestare contro il decreto Valditara, i tagli all'istruzione e l'aumento della spesa militare. A Roma e Torino i cortei si sono trasformati in scontri con le forze dell'ordine, con bombe carta lanciate contro il Ministero dell'Istruzione e cariche di alleggerimento in piazza Castello. I collettivi hanno già convocato un'assemblea per il 23 ottobre e aderito allo sciopero generale del 30.
I cortei città per città
A Roma il concentramento al Colosseo ha radunato oltre 5.000 ragazzi secondo la stima delle forze dell'ordine. Il corteo è sfilato lungo viale Trastevere fino alla sede del Ministero dell'Istruzione e del Merito, poi si è sciolto senza incidenti alla Città dell'Altra Economia di Testaccio. A Torino circa 2.000 studenti hanno sfilato per quattro ore da Porta Susa fino a Palazzo Nuovo, bloccando il traffico del centro. Firenze ha visto oltre 2.000 ragazzi partire da piazza San Marco e chiudere in piazza del Carmine. A Cagliari circa 600 studenti si sono radunati in piazza Garibaldi diretti al palazzo del Consiglio regionale, mentre a Bologna i principali licei della città (Minghetti, Galvani, Copernico, Laura Bassi, Sabin, Fermi, Aldini) sono stati sbarrati nelle prime ore del mattino prima di confluire sulla marcia per il clima. Milano è partita da Largo Cairoli con lo striscione Nessun3 è stranier3.
Scontri a Torino e tensioni a Roma
A Torino la mattinata ha visto lanci di uova davanti all'Ufficio scolastico regionale, poi lanci di pietre, bottiglie, bastoni e petardi davanti alla Prefettura in piazza Castello. La polizia ha risposto prima con gli idranti e in un secondo momento con lacrimogeni e cariche di alleggerimento, spingendo parte dei manifestanti verso l'imbocco di via Po. In testa al corteo è stato dato alle fiamme un modellino di carro armato in cartone, gesto rivendicato come simbolo contro le spese militari. A Roma, come comunicato dalla Questura, un gruppo ristretto ha azionato estintori contro gli agenti e lanciato bottiglie di vetro e bombe carta davanti al Ministero. La giornata è coincisa con le celebrazioni per la deportazione degli ebrei romani e con un vertice internazionale dei Presidenti dei Parlamenti europei. L'intera documentazione video è stata trasmessa alla Digos per identificare i responsabili.
Le reazioni istituzionali
Il ministro Giuseppe Valditara ha definito gli scontri aggressione alle istituzioni e teppismo politico, escludendo che si tratti di dissenso democratico o difesa della scuola. La sottosegretaria Paola Frassinetti ha espresso piena solidarietà alla premier Giorgia Meloni, al ministro e alle forze dell'ordine, aggiungendo che il diritto di manifestare non può diventare un alibi per minacciare o devastare. Il sindaco di Torino Stefano Lo Russo, in un video rivolto ai manifestanti, ha chiesto di isolare chi entra negli istituti a volto coperto per danneggiare aule e computer. In più punti della giornata, dalla sede del MIM a piazza Castello e davanti alla Città metropolitana di Torino, gruppi di docenti si sono frapposti tra studenti e polizia per contenere la tensione.
Dall'assemblea del 23 ottobre allo sciopero del 30
Al centro della protesta, oltre al taglio delle risorse e alle condizioni degli edifici scolastici, c'è il tetto agli alunni stranieri nelle classi previsto dal decreto Valditara. I collettivi romani (OSA, Les Blocages, Coordinamento studentesco autonomo) hanno convocato per venerdì 23 ottobre un'assemblea pubblica per decidere i prossimi passi, mentre a Torino i rappresentanti studenteschi hanno annunciato il passaggio da circa trenta a cento scuole occupate nella settimana successiva. Il 30 ottobre il movimento confluirà nello sciopero generale indetto contro il carovita e la manovra.
L'esito del lavoro della Digos sulle immagini dei lanci al Ministero determinerà l'ampiezza delle contestazioni penali, mentre il peso effettivo della mobilitazione si misurerà sui numeri della piazza del 30 ottobre.
Domande frequenti
Quali sono stati i motivi principali della protesta studentesca?
Gli studenti hanno protestato contro il decreto Valditara, i tagli all'istruzione, l'aumento della spesa militare e il tetto agli alunni stranieri nelle classi previsto dallo stesso decreto.
In quali città italiane si sono svolte le manifestazioni e quali sono stati i principali episodi di tensione?
Le manifestazioni si sono svolte in almeno sette capoluoghi, tra cui Roma, Torino, Firenze, Cagliari, Bologna e Milano. Gli episodi più gravi di tensione si sono registrati a Roma e Torino, con scontri tra studenti e forze dell'ordine e lanci di bombe carta, pietre e bottiglie.
Come hanno reagito le istituzioni agli scontri durante la protesta?
Il Ministro Valditara ha condannato gli scontri definendoli 'teppismo politico' e non dissenso democratico, mentre la sottosegretaria Frassinetti ha ribadito che il diritto di manifestare non può giustificare atti di violenza. Il sindaco di Torino ha invitato a isolare chi compie atti vandalici.
Quali sono le prossime iniziative previste dagli studenti dopo la protesta?
I collettivi studenteschi hanno convocato un'assemblea pubblica per il 23 ottobre per decidere i prossimi passi e hanno aderito allo sciopero generale del 30 ottobre contro il carovita e la manovra.
Cosa succederà in seguito agli scontri davanti al Ministero dell'Istruzione?
La Digos sta analizzando le immagini video degli scontri per identificare i responsabili e valutare eventuali contestazioni penali nei confronti di chi ha partecipato agli episodi violenti.