Il 6 ottobre il sottomarino nucleare lanciamissili Le Vigilant ha completato al largo del Finistère il primo tiro operativo in mare del nuovo missile balistico francese M51.3. L'operazione, battezzata SMERTRIOS, ha chiuso la fase di manutenzione del sommergibile e ha avuto come testimone il presidente Emmanuel Macron, a bordo della fregata multimissione Auvergne.
Un tiro di accettazione dopo la revisione del Le Vigilant
Il missile è partito senza testata nucleare e ha seguito una traiettoria verso un'area prestabilita del Nord Atlantico, a diverse centinaia di miglia dalla costa. L'M51.3 utilizza un sistema di espulsione a gas per lasciare il tubo di lancio quando il sottomarino è in immersione, prima che si accendano i motori a propellente solido. Secondo stime indipendenti la gittata supera i 9.500 chilometri, contro i circa 9.000 attribuiti alla versione precedente, con una quota di circa 2.000 chilometri e velocità vicine a Mach 20 in rientro atmosferico.
La terza versione è entrata in servizio operativo il 24 ottobre 2025 con le nuove testate oceaniche TNO-2 e introduce miglioramenti nella precisione e nella capacità di superare le difese antimissile avversarie. Il 28 agosto 2025 la Direction générale de l'armement ha già affidato ad ArianeGroup il contratto di sviluppo del successivo M51.4, destinato anche ai sottomarini di terza generazione in costruzione a Cherbourg.
290 testate e un budget raddoppiato in dieci anni
Il SIPRI Yearbook 2025 attribuisce alla Francia 290 testate nucleari, di cui 280 schierate, e al Regno Unito altre 225. Dopo la Brexit Parigi è l'unica potenza atomica dell'Unione europea e dal 2 marzo 2026 Macron ha annunciato l'aumento dell'arsenale senza più comunicare le cifre complessive. L'accordo bilaterale firmato con Londra nel luglio 2025 introduce un coordinamento operativo tra i due arsenali, che restano però formalmente indipendenti.
Il programma M51.3 si inserisce in un piano di spesa che porterà il bilancio della Difesa francese a 76,3 miliardi di euro nel 2030, quasi il doppio dei 32 miliardi del 2017. L'ultimo aggiornamento della Legge di Programmazione Militare destina alle forze armate altri 36 miliardi tra il 2026 e il 2030, di cui circa 25 vanno a equipaggiamento e 8,5 alla ricostituzione delle scorte di munizioni d'artiglieria, intercettori antimissile e vettori a lungo raggio. La corsa agli armamenti europea procede mentre il continente resta esposto anche sul fronte cyber, come mostra il recente furto all'anagrafe digitale danese che ha compromesso l'80% dei dati CPR.
Italia all'1,46% del PIL e senza componente atomica
Il contrasto con il bilancio italiano è netto. Il Ministero della Difesa dispone per il 2026 di 32,415 miliardi di euro, pari all'1,46% del PIL secondo l'Osservatorio Mil€x. L'Italia non ha testate proprie e non impiega sottomarini balistici strategici: la deterrenza nucleare continentale resta affidata alle 290 ogive francesi e, in misura minore, agli ordigni statunitensi dispiegati in Europa in regime di nuclear sharing.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha fissato come obiettivo il 3,35% del PIL entro il 2028, un salto che implica più che raddoppiare in meno di tre anni la spesa annuale, senza che sia stata finora delineata alcuna partecipazione italiana a programmi strategici condivisi con Parigi. Il quadro politico in cui matura la decisione è quello segnato dalla guerra in Ucraina e dalle tensioni mediorientali, con il presidente Mattarella che proprio il 7 ottobre ha chiesto di fermare la spirale di violenza nel secondo anniversario dell'attacco a Israele e la comunità ucraina in Italia che ha celebrato a Roma il 35° anniversario dell'indipendenza.
Il successo del Le Vigilant chiude la revisione del sommergibile e certifica la terza generazione M51 nella flotta francese. L'M51.4 è già in sviluppo per i quattro sottomarini di nuova generazione attesi a Cherbourg, mentre a Parigi è stato avviato quest'anno anche il filone dei missili ipersonici manovranti destinati alla componente aerea della deterrenza.
Domande frequenti
Qual è il significato del recente test del missile M51.3 da parte della Francia?
Il test del missile M51.3 rappresenta la conclusione della revisione del sottomarino Le Vigilant e certifica l'ingresso operativo della terza generazione di missili balistici nella flotta francese. Questo rafforza la deterrenza nucleare della Francia e mostra i progressi tecnologici nel settore.
In cosa si differenzia il nuovo missile M51.3 rispetto alla versione precedente?
Il missile M51.3 offre una gittata superiore ai 9.500 km rispetto ai circa 9.000 km del modello precedente, una maggiore precisione e una migliore capacità di superare le difese antimissile. Inoltre, utilizza nuove testate oceaniche TNO-2.
Qual è la posizione della Francia nella deterrenza nucleare in Europa dopo la Brexit?
Dopo la Brexit, la Francia è rimasta l'unica potenza nucleare dell'Unione Europea, con un arsenale stimato di 290 testate, di cui 280 schierate. La Francia ha anche rafforzato la cooperazione con il Regno Unito, pur mantenendo arsenali formalmente indipendenti.
Qual è la situazione dell'Italia in termini di difesa nucleare e spesa militare?
L'Italia non possiede testate nucleari proprie né sottomarini balistici strategici e si affida alla deterrenza francese e a quella statunitense in Europa. Il bilancio della difesa italiana per il 2026 è di circa 32 miliardi di euro, pari all'1,46% del PIL, con un obiettivo di aumento al 3,35% entro il 2028.
Quali sono i prossimi sviluppi previsti per la deterrenza nucleare francese?
La Francia ha già avviato lo sviluppo del missile M51.4, destinato ai nuovi sottomarini di terza generazione attualmente in costruzione. Parallelamente, è iniziata la ricerca su missili ipersonici manovranti per la componente aerea della deterrenza.
Come si inserisce il programma M51.3 nel più ampio bilancio della difesa francese?
Il programma M51.3 fa parte di un piano che porterà il bilancio della Difesa francese a 76,3 miliardi di euro nel 2030, quasi il doppio rispetto al 2017. Gli investimenti sono destinati a nuovi equipaggiamenti, ricostituzione delle scorte e sviluppo di tecnologie avanzate.