Al porto di Arguineguín, l'11 giugno 2026, Papa Leone XIV ha lanciato in mare una corona di fiori in memoria dei migranti scomparsi sulla rotta atlantica e ha detto ai presenti che «la dignità umana non ha passaporto, né perde valore quando attraversa una frontiera» (Discorso di Papa Leone XIV al porto di Arguineguín). Nelle stesse settimane il Ministero dell'Interno spagnolo certificava il crollo degli arrivi alle Canarie del 72,1% sui primi cinque mesi del 2026.
I numeri che spiegano il viaggio del Papa
Dal 1° gennaio al 15 maggio 2026 alle Canarie sono sbarcati 3.018 migranti via mare, contro i 10.822 dello stesso periodo del 2025. È un calo del 72,1% certificato nell'informe quincenale del Ministerio del Interior (Informe quincenale del Ministero dell'Interno spagnolo). Sul totale del 2024 gli arrivi all'arcipelago canario erano stati 46.843, già scesi a 17.788 nel 2025. La traiettoria è netta: in due anni gli sbarchi alle Canarie sono crollati di oltre il 90% rispetto al picco.
Il calo non è naturale né dovuto al meteo. Deriva dalla dichiarazione congiunta UE-Mauritania firmata il 7 marzo 2024, con cui Bruxelles ha mobilitato 210 milioni di euro per il partenariato migratorio con Nouakchott. Lo schema è lo stesso usato con Tunisia, Egitto e Libia: pagare il Paese di transito perché blocchi le partenze sulla sponda africana. Leone XIV non lo cita per nome, ma lo evoca quando ai migranti dice che non sono «numeri né fascicoli».
La rotta più letale, anche se gli arrivi calano
I dati ufficiali del Viminale spagnolo nascondono cifre più dure. Secondo l'ong Caminando Fronteras, che monitora la rotta atlantica nome per nome, nel 2025 sono morti o dispersi 1.906 persone solo sulla rotta canaria, su 3.090 vittime complessive della frontiera euro-africana occidentale. È il bilancio più alto mai registrato dall'organizzazione, fondata nel 2007.
Il rapporto tra morti e arrivi del 2025 è impressionante: una persona morta o dispersa ogni nove giunte vive. L'accordo con la Mauritania ha ridotto le partenze dirette, ma gli imbarchi si sono spostati più a sud, in Gambia e Guinea, allungando la traversata oltre i 2.000 chilometri e oltre una settimana di navigazione in oceano aperto. Più chilometri, più giorni in mare, più probabilità di scomparire senza che nessuno se ne accorga.
Il flusso non è scomparso, si è riorientato. Nello stesso periodo del 2026 a Ceuta e Melilla gli ingressi via terra sono saliti del 246,3% (2.265 contro 654 dell'anno prima), sempre secondo il Ministerio del Interior. I governi europei festeggiano i grafici delle Canarie e ignorano quelli dei valichi terrestri nordafricani. Sullo sfondo, anche le pressioni delle nuove politiche commerciali di Washington sull'Unione europea stanno costringendo Bruxelles a rivedere alleanze e priorità, mentre le crisi migratorie restano trattate come variabili indipendenti dal quadro geopolitico.
5.800 minori senza fascicolo e i corridoi della Caritas
Nei centri di accoglienza delle Canarie restano oltre 5.800 minori non accompagnati, un numero stabile da tre anni. Solo 432 hanno un fascicolo amministrativo aperto sui 2.826 residenti nei centri ufficiali del governo regionale: l'84,7% non ha pratica avviata. Senza fascicolo non c'è permesso di soggiorno, non c'è scuola, non c'è lavoro al compimento dei 18 anni. Solo 800 ragazzi su quelli arrivati hanno ottenuto i documenti entro il termine di due mesi previsto dalla legge.
A questi neomaggiorenni la Chiesa risponde con i corridoi dell'ospitalità: le Caritas diocesane selezionano i ragazzi motivati a studiare o lavorare e li accompagnano sulla terraferma spagnola in coordinamento con le Caritas dei Paesi d'origine. José Mazuelos Pérez, vescovo delle Isole Canarie e medico di formazione, ha portato il tema all'Università di Comillas parlando di «bioetica delle frontiere»: l'obbligo etico di assistere i più vulnerabili sul piano sanitario e legale, accanto a quello classico sull'inizio e la fine della vita.
Sono percorsi che non riempiono il vuoto giuridico ma offrono una via di uscita a chi compirebbe 18 anni in strada, esposto a reti di sfruttamento che oggi vanno dalle filiere lavorative irregolari fino alle truffe online con deepfake che hanno colpito risparmiatori in Europa e Canada. Le diocesi canarie stanno suturando ciò che lo Stato spagnolo non riesce a documentare e che l'Unione europea preferisce delegare a Nouakchott.
Mentre Bruxelles allunga il braccio fino in Mauritania, le isole atlantiche restano l'unico tratto di Europa in cui l'accoglienza dei neomaggiorenni regge perché lo regge la rete confessionale. La prossima tappa annunciata del pontificato sulle rotte migratorie è Lampedusa: stesso gesto, altro mare, stessa domanda lasciata in sospeso ai governi del continente.
Domande frequenti
Perché sono diminuiti così drasticamente gli sbarchi di migranti alle Canarie negli ultimi anni?
Il calo degli sbarchi è dovuto principalmente all'accordo tra Unione Europea e Mauritania, che prevede finanziamenti per bloccare le partenze dalla sponda africana, replicando modelli già usati con altri Paesi di transito.
Come mai la rotta atlantica verso le Canarie è considerata sempre più letale, soprattutto per i minori?
Nonostante la diminuzione degli arrivi, la rotta è diventata più pericolosa perché i viaggi si sono allungati, partendo da regioni più a sud come Gambia e Guinea, aumentando la durata e i rischi della traversata in oceano aperto.
Qual è la situazione dei minori non accompagnati nei centri di accoglienza delle Canarie?
Nelle Canarie oltre 5.800 minori non accompagnati sono ospitati nei centri, ma solo una piccola parte ha un fascicolo amministrativo aperto; senza documenti, questi giovani rischiano di restare esclusi da scuola, lavoro e permesso di soggiorno al compimento dei 18 anni.
In che modo la Chiesa e la Caritas intervengono per aiutare i neomaggiorenni migranti alle Canarie?
La Chiesa, tramite le Caritas diocesane, attiva corridoi dell’ospitalità che selezionano e accompagnano i ragazzi motivati a studiare o lavorare sulla terraferma spagnola, offrendo una soluzione concreta a chi rischierebbe di finire in strada o vittima di sfruttamento.
Come si è modificato il flusso migratorio dopo gli accordi tra UE e Paesi africani come la Mauritania?
Il flusso non è scomparso ma si è riorientato, con un aumento significativo degli ingressi via terra a Ceuta e Melilla, mentre gli imbarchi verso le Canarie partono ora da regioni più meridionali, rendendo le traversate più lunghe e rischiose.
Quali sono le principali criticità emerse nella gestione europea dei minori migranti alle Canarie?
Le principali criticità riguardano il vuoto giuridico per migliaia di minori senza documenti e la delega delle responsabilità ai Paesi di transito extraeuropei, lasciando molte vulnerabilità irrisolte sia sul piano legale che su quello sanitario.