A Roma Settecamini i quartieri industriali toccano i 57,2°C in superficie. A Firenze una zona con edifici compatti arriva a 44,6°C, mentre un bosco urbano poco distante resta a 35,9°C. La differenza tra abitare in una città che respira e una che soffoca ormai si misura in gradi.
Il modello Mirificus: fino a -4°C con alberi e depaving
Il progetto Mirificus, coordinato dal Cnr-Ibe con Ispra e Agenzia Spaziale Italiana, ha analizzato dieci anni di dati satellitari (2013-2023) sui quartieri più caldi di Roma e Firenze, simulando cosa accadrebbe inserendo pavimentazioni che non trattengono calore, nuovi spazi verdi e alberi. Il risultato: tra le 9 e le 15 la temperatura scende di oltre 4°C rispetto allo scenario attuale, con una riduzione media giornaliera stabile intorno a 2-2,2°C. Non è un calcolo teorico ma un confronto satellitare su aree reali come Settecamini a Roma e la zona Mercafir/Piazza Artom a Firenze. Comunicato Cnr sul progetto Mirificus.
Le proposte del professor Paolo Pileri, ordinario di Pianificazione territoriale al Politecnico di Milano, si innestano su questi numeri: tetti verdi dove strutturalmente possibile, un 'materasso' di suolo rigenerato spesso almeno 30 centimetri per garantire drenaggio e raffrescamento, riduzione delle auto in circolazione (che sotto il sole restituiscono 2-3°C in più rispetto all'asfalto). Un prato al sole, ricorda Pileri, ha una temperatura mediamente inferiore di 5-8°C rispetto all'asfalto in ombra. Bastano differenze così, ripetute su intere strade e piazze, per cambiare il microclima di un intero quartiere.
Il paradosso: 2,7 m² al secondo di suolo consumato
Mentre gli scienziati mostrano come raffreddare i quartieri, l'Italia va nella direzione opposta. Il rapporto Ispra 2025 fotografa 83,7 km² di nuovo suolo consumato tra il 2023 e il 2024, con una velocità di 2,7 m² al secondo: il dato peggiore degli ultimi dodici anni. Il territorio nazionale ricoperto da cemento e asfalto tocca il 7,17%, contro una media europea del 4,4%: quasi il doppio. A crescere sono soprattutto cantieri, infrastrutture logistiche e impianti fotovoltaici a terra, con 1.702 ettari occupati nel 2024 (l'80% sottratti ad aree agricole). Dati Ispra sul consumo di suolo.
Il divario regionale è netto: la Lombardia ha il 12,22% del suolo impermeabilizzato, il Veneto l'11,86%, la Campania il 10,61%. Nel solo biennio 2023-2024 l'Emilia-Romagna ha aggiunto oltre 1.013 ettari, seguita da Lombardia (+834), Puglia (+818), Sicilia (+799) e Lazio (+785). Quasi tutte le grandi città registrano temperature superficiali estive sopra i 40°C: Milano 43,1°C, Torino 43°C, Napoli e Bologna 42,7°C.
Cosa fanno le città: la scommessa di Milano
Milano è il caso più avanzato di depaving in Italia. Dal 2022 a oggi il Comune ha de-impermeabilizzato oltre 50.000 metri quadri, di cui più di 20.000 mq restituiti a verde e oltre 30.000 mq riconvertiti in pavimentazioni drenanti. A giugno 2026 l'amministrazione ha individuato altre 27 aree su cui intervenire, scelte incrociando la mappa satellitare del rischio caldo (Land Surface Temperature) con la vulnerabilità sociodemografica: priorità a scuole, strutture sociosanitarie e quartieri con più anziani e bambini. Tra le zone individuate compaiono via Verga, via Beroldo, largo Gelsomini e piazzale del Cimitero Monumentale.
Il Profilo climatico locale del Comune stima al 2100 un aumento del 50% dei giorni con temperatura sopra i 35°C e un triplicarsi delle notti tropicali (minime sopra i 20°C) rispetto al periodo 1984-2014. Numeri che spiegano perché Pileri insiste sulla fine del consumo di suolo e sulla demolizione di ciò che non serve più: capannoni vuoti, parcheggi sovradimensionati, strade inutilmente larghe. Le porosità nel tessuto urbano servono a far tornare l'aria a circolare tra i palazzi.
Le prossime estati diranno quali amministrazioni hanno anticipato il cambiamento e quali continueranno a rispondere con altri condizionatori, che scaricano fuori il calore che tolgono dentro. La differenza tra un quartiere a 44°C e uno a 36°C non è più una questione estetica: è salute pubblica.
Domande frequenti
Quali benefici portano alberi e depaving nelle città in termini di riduzione della temperatura?
Secondo il progetto Mirificus, l'inserimento di alberi e pavimentazioni drenanti può ridurre la temperatura superficiale urbana fino a 4°C nelle ore più calde, con una diminuzione media giornaliera stabile di circa 2-2,2°C.
Cosa si intende per depaving e come viene applicato nelle città italiane?
Il depaving consiste nella rimozione di superfici impermeabili come asfalto e cemento per restituire spazio al verde o applicare pavimentazioni drenanti. Milano è la città italiana più avanzata in questa pratica, avendo già de-impermeabilizzato oltre 50.000 mq dal 2022.
Quali sono le principali cause dell'aumento del consumo di suolo in Italia?
Le principali cause sono la crescita di cantieri, infrastrutture logistiche e impianti fotovoltaici a terra, che sottraggono spazio ad aree agricole e naturali. Nel 2024, 1.702 ettari sono stati occupati principalmente da queste attività.
Perché la riduzione del consumo di suolo è importante per il microclima urbano?
Ridurre il consumo di suolo e aumentare le superfici verdi favorisce la circolazione dell'aria e il raffrescamento, abbassando le temperature urbane e migliorando la salute pubblica. La presenza di vegetazione e suolo permeabile contrasta l'effetto isola di calore.
Quali sono le previsioni climatiche per le città come Milano entro il 2100?
Il Profilo climatico locale di Milano prevede un aumento del 50% dei giorni sopra i 35°C e un triplicarsi delle notti tropicali rispetto al periodo 1984-2014, rendendo urgente l'adozione di strategie urbane di raffrescamento.