Nelle Isole quasi un adulto su due non riesce a comprendere un testo semplice, nel Nord-Est la quota si ferma a un quinto: il 37% italiano che l'OCSE cita nella Giornata internazionale dell'alfabetizzazione dell'8 settembre nasconde due Paesi separati da trentotto punti PIAAC, come mostra il Rapporto ISTAT SDGs 2025, capitolo istruzione di qualità.
Il divario che il dato nazionale comprime
Il rapporto OCSE Education at a Glance 2025, scheda Paese Italia colloca il nostro Paese dieci punti sopra la media dei Paesi industrializzati (37% contro il 27%) per la quota di adulti tra 25 e 64 anni con competenze alfabetiche di livello 1 o inferiore, cioè in grado al massimo di comprendere testi brevi con informazioni evidenti.
Il quadro cambia radicalmente se si legge il dato per macroaree. L'indagine PIAAC 2023, rielaborata dall'Istat nel Rapporto SDGs 2025, assegna alla popolazione 16-65 anni del Nord-Est un punteggio medio di literacy pari a 262, in linea con la media OCSE (260) e sopra Germania e Svizzera (entrambe a 266 nazionale). Nord-Ovest e Centro restano tra 253 e 255. Il Sud si ferma a 225 e le Isole a 223: gli stessi valori di Cile (218) e Portogallo (235).
Trentotto punti tra la macroarea migliore e la peggiore in una scala che finisce a 500. È come se il Sud e le Isole condividessero il sistema formativo di un Paese diverso da quello del Nord-Est. E il confronto con il primo ciclo PIAAC (2012) non consola: la media italiana non è cambiata in undici anni, ma le regioni meridionali hanno registrato un deterioramento significativo.
Un divario che comincia in seconda elementare
Guardando ai bambini di oggi, il divario territoriale si ripropone identico. Le prove INVALSI 2023/2024 mostrano che nella seconda primaria non raggiunge la soglia base di italiano il 32,8% degli alunni a livello nazionale, con un picco del 37,2% nelle Isole e valori tra il 30% e il 34% nelle altre ripartizioni. Nella V primaria la quota nazionale scende al 24,6%, tornando ai livelli prepandemia, ma il recupero resta concentrato nel Centro-Nord.
Il gap si divarica al termine delle superiori: il 54,7% degli studenti del Sud e il 48,9% delle Isole non raggiungono la competenza base in italiano in V superiore, contro il 33,8% di Nord-Ovest e Nord-Est. Sette anni prima, nel 2018/19, il divario esisteva ma era più contenuto: il dato nazionale era al 36%, oggi al 43,5%. Sette punti e mezzo persi in cinque anni scolastici, concentrati soprattutto nel Mezzogiorno.
Cosa la scuola può fare oltre l'ora di lettura
Le competenze alfabetiche degli adulti dipendono dal titolo di studio in misura brutale: il 61% di chi non ha il diploma resta a livello 1, quota che scende al 30% tra i diplomati e al 13% tra i laureati. E la formazione continua non compensa: solo il 14% degli adulti a bassa alfabetizzazione partecipa a corsi, contro il 62% di quelli con competenze alte. Chi parte indietro resta indietro, e con l'automazione crescente il costo di quel ritardo si moltiplica.
La leva che il sistema scolastico ha in mano è quindi ridurre l'abbandono prima del diploma. L'uscita precoce dal sistema di istruzione è scesa al 9,8% nel 2024 (era al 14,3% nel 2018), avvicinandosi al target UE del 9% per il 2030: ma nelle Isole resta al 15%, quasi il doppio del Nord-Est (8,7%). Nella stessa settimana della Giornata UNESCO sono partite anche le iniziative del MIM per la scuola italiana all'estero con la sottosegretaria Frassinetti a Bogotà, a ricordare che la sfida è anche internazionale.
L'8 settembre 2026 cade in un'apertura di anno scolastico in cui il divario tra un adulto su cinque e uno su due non compare nel dato nazionale, ma lo fa il codice postale. Finché non si chiude ai banchi della primaria, resterà scritto nei prossimi PIAAC.
Domande frequenti
Qual è il divario di alfabetizzazione tra Nord e Sud Italia secondo i dati PIAAC?
Il divario di alfabetizzazione tra Nord-Est e Isole è di trentotto punti PIAAC, con il Nord-Est che raggiunge un punteggio medio di 262, mentre le Isole si fermano a 223.
Come si distribuisce la competenza alfabetica tra gli adulti italiani rispetto alla media OCSE?
Il 37% degli adulti italiani tra 25 e 64 anni ha competenze alfabetiche di livello 1 o inferiore, dieci punti sopra la media OCSE (27%). Tuttavia, il dato nazionale nasconde forti differenze tra le macroaree del Paese.
Da quando emerge il divario territoriale nelle competenze di lettura?
Il divario emerge già nella scuola primaria: secondo le prove INVALSI 2023/2024, il 32,8% degli alunni di seconda primaria non raggiunge la soglia base di italiano, con valori più alti nelle Isole.
Quanto influisce il titolo di studio sulle competenze alfabetiche degli adulti?
Il titolo di studio incide fortemente: il 61% di chi non ha il diploma resta a livello 1 di alfabetizzazione, contro il 30% dei diplomati e il 13% dei laureati.
Quali sono le principali strategie per ridurre il divario di alfabetizzazione in Italia?
La principale strategia è ridurre l'abbandono scolastico prima del diploma, che resta particolarmente alto nelle Isole rispetto al Nord-Est. L'obiettivo UE è scendere sotto il 9% di abbandono entro il 2030.
La formazione continua compensa le basse competenze alfabetiche negli adulti?
No, solo il 14% degli adulti con bassa alfabetizzazione partecipa a corsi di formazione continua, contro il 62% di quelli con competenze alfabetiche elevate.