Con la proposta di ridurre al 4% il prelievo bocciata in Parlamento, il regime della flat tax al 7% sui redditi esteri resta la sola agevolazione disponibile per i pensionati che rientrano in Italia. Dal 7 aprile 2026 la soglia demografica per i comuni ammessi è salita a 30.000 abitanti (prima era 20.000), ampliando la platea di destinazioni possibili. Per chi soddisfa i requisiti, su una pensione estera di 20.000 euro annui il risparmio rispetto all'IRPEF ordinaria supera i 2.000 euro l'anno.
La proposta al 4% che non ce l'ha fatta
A fine aprile 2026 due senatori di Fratelli d'Italia, Matera e Orsomarso, avevano presentato un emendamento per un'imposta sostitutiva al 4% a favore dei pensionati che sceglievano di rientrare dall'estero. La proposta avrebbe ridotto il carico fiscale rispetto all'attuale 7% ed esteso la platea anche ai pensionati provenienti dall'Unione Europea. Il Parlamento non ha approvato la misura: il quadro normativo rimane quello dell'articolo 24-ter del TUIR, con aliquota al 7% per nove periodi d'imposta.
Il fenomeno dei pensionati che si trasferiscono all'estero non è marginale: nel 2024, secondo i dati INPS, erano stati 3.102 quelli che avevano spostato la residenza fuori dall'Italia. Romania, Ucraina e Filippine sono tra le mete preferite da chi cerca costi di vita ridotti; Portogallo e Tunisia hanno attratto chi puntava a regimi fiscali agevolati, anche se questa seconda destinazione ha perso attrattività. I dati piu recenti segnalano un calo significativo rispetto al picco del 2024, segnale che la tendenza potrebbe già invertirsi.
Il risparmio reale: flat tax 7% su una pensione da 20.000 euro
Il regime si applica esclusivamente ai redditi di fonte estera: la pensione INPS resta soggetta alle aliquote IRPEF ordinarie. Su una pensione estera di 20.000 euro annui, il confronto tra i due regimi mostra un divario netto:
- Con IRPEF ordinaria 2026: aliquota 23% fino a 28.000 euro = 4.600 euro lordi, ridotti a circa 3.400 euro dopo le detrazioni per reddito da pensione (circa 1.200-1.400 euro) e le addizionali regionali e comunali medie nelle regioni del Sud (circa 400 euro): tassazione effettiva intorno al 17%
- Con flat tax al 7%: imposta sostitutiva fissa di 1.400 euro, nessuna addizionale, nessun obbligo di monitoraggio nel quadro RW per i patrimoni esteri
Il risparmio annuo supera i 2.000 euro. Su nove periodi d'imposta di durata del regime: oltre 18.000 euro. A questo si aggiunge l'esonero dall'IVIE sull'immobile estero (0,76% del valore catastale) e dall'IVAFE sui conti e investimenti esteri (0,2%), due imposte che riguardano chiunque rientri in Italia con asset finanziari o immobiliari fuori dai confini.
Chi rientra con competenze maturate all'estero trova un mercato del lavoro in trasformazione: le competenze digitali pesano sempre di più rispetto al titolo di studio, un cambiamento che riguarda anche chi riprende attività professionali dopo la pensione.
Chi può accedere e in quali comuni
Per fruire della flat tax al 7%, il pensionato deve soddisfare quattro condizioni:
- Non essere stato residente fiscalmente in Italia nei cinque periodi d'imposta precedenti al trasferimento
- Percepire redditi da pensione di fonte estera (non INPS)
- Trasferire la residenza anagrafica e fiscale in un comune qualificato
- Mantenere la residenza nel comune scelto per l'intera durata dell'opzione
I comuni ammessi sono quelli con meno di 30.000 abitanti nelle regioni del Mezzogiorno: Sicilia, Calabria, Sardegna, Campania, Basilicata, Abruzzo, Molise e Puglia. Rientrano anche i comuni colpiti dai terremoti del 2009 (L'Aquila) e del 2016 (Centro Italia: Marche, Lazio e Umbria), sempre entro la soglia dei 30.000 abitanti. Per verificare il dato di popolazione, si usa il rilevamento ISTAT al 1 gennaio dell'anno precedente al primo periodo di opzione. La procedura è semplice: l'opzione si esercita compilando il quadro RM nella dichiarazione dei redditi, come illustrato dalla scheda dell'Agenzia delle Entrate sul regime per pensionati esteri. Scadenza: 30 settembre 2026 per chi è già rientrato quest'anno.
Le esperienze passate indicano che i trasferimenti nel Mezzogiorno non hanno sempre retto alla prova pratica: diversi pensionati hanno preferito le regioni del Centro-Nord per la qualità dei servizi sanitari, i trasporti e le infrastrutture. La convenienza fiscale è reale, ma la scelta del comune conta quanto il risparmio fiscale. Il dibattito sull'equità nella distribuzione delle risorse pubbliche riguarda anche queste aree, dove il deficit di servizi rimane un ostacolo concreto.
Per chi ha già deciso di tornare, la finestra per esercitare l'opzione nella dichiarazione 2026 è aperta fino al 30 settembre. Il 7% è meno del 4% che non si è fatto, ma su 20.000 euro di pensione estera vale oltre 2.000 euro di differenza rispetto all'IRPEF ogni anno, per nove anni. Per chi vuole anche valutare opportunità formative o lavorative dopo il rientro, le nuove piattaforme internazionali che investono nell'occupabilità italiana offrono risorse in crescita.
Domande frequenti
Chi può accedere al regime della flat tax al 7% per i pensionati rientrati dall'estero?
Possono accedere i pensionati che non sono stati residenti fiscalmente in Italia nei cinque anni precedenti, percepiscono una pensione di fonte estera, trasferiscono la residenza in un comune ammesso e la mantengono per tutta la durata dell'opzione.
Quali sono i comuni in cui è possibile beneficiare della flat tax al 7%?
Il regime è valido nei comuni con meno di 30.000 abitanti delle regioni del Mezzogiorno (Sicilia, Calabria, Sardegna, Campania, Basilicata, Abruzzo, Molise e Puglia) e nei comuni colpiti dai terremoti del 2009 e del 2016, sempre entro la soglia dei 30.000 abitanti.
Qual è il risparmio fiscale effettivo rispetto all'IRPEF ordinaria?
Su una pensione estera di 20.000 euro annui, la flat tax al 7% comporta un risparmio annuo di oltre 2.000 euro rispetto all’IRPEF ordinaria, grazie all’imposta sostitutiva fissa di 1.400 euro e all’esonero da IVIE e IVAFE.
La flat tax al 7% si applica anche alle pensioni INPS?
No, il regime si applica esclusivamente ai redditi da pensione di fonte estera; le pensioni INPS restano soggette alle aliquote IRPEF ordinarie.
Come si esercita l’opzione per la flat tax al 7% e quali sono le scadenze?
L’opzione si esercita compilando il quadro RM nella dichiarazione dei redditi; per chi è già rientrato nel 2026, la scadenza per presentare la dichiarazione è fissata al 30 settembre dello stesso anno.
La proposta di riduzione della flat tax al 4% è stata approvata?
No, la proposta di ridurre la flat tax al 4% non è stata approvata dal Parlamento e il regime rimane quello previsto dall’articolo 24-ter del TUIR, con aliquota al 7%.