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Decreto Lavoro: il bonus assunzioni vale anche per le conversioni
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Decreto Lavoro: il bonus assunzioni vale anche per le conversioni

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Il Decreto Lavoro del 1° maggio proroga il bonus assunzioni: 934 milioni per under 35, donne e ZES. Retroattivo dal 1° gennaio, vale anche le conversioni.

Il Decreto Lavoro del 1° maggio ha prorogato il bonus assunzioni fino al 31 dicembre 2026 con un dettaglio che molte aziende ancora non conoscono: la misura è retroattiva dal 1° gennaio. Chi ha assunto un under 35, una donna o un lavoratore nelle aree ZES Unica Sud nei mesi scorsi ha ancora la possibilità di richiedere l'esonero contributivo e recuperare i contributi non richiesti. Il budget complessivo stanziato è di 934 milioni di euro, come indicato nel comunicato del Ministero del Lavoro sul Decreto Lavoro.

Cosa prevede l'esonero contributivo prorogato

Il beneficio copre i contributi a carico del datore di lavoro al 100%, escluso il premio INAIL, per un massimo di 24 mesi. Si applica alle assunzioni a tempo indeterminato di tre categorie: giovani under 35 che non abbiano mai avuto un contratto a tempo indeterminato, donne disoccupate di lungo periodo (almeno 24 mesi senza impiego), e lavoratori con oltre 35 anni con almeno 24 mesi di disoccupazione residenti nelle Zone Economiche Speciali. In tutti i casi l'esonero riguarda solo i contributi a carico del datore, non la quota trattenuta al lavoratore.

Il decreto introduce anche la decontribuzione totale per le conversioni di contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato. Il beneficio decorre dalla data della trasformazione, non dall'inizio del rapporto di lavoro. Per un'azienda con dipendenti a termine da stabilizzare, questo crea una finestra concreta di risparmio contributivo attiva fino al 31 dicembre 2026: la stabilizzazione diventa conveniente non solo per il lavoratore, ma anche per il bilancio aziendale.

Il divario ZES: 150€ al mese in più per le aziende del Sud

Il valore massimo dell'esonero cambia in base alla sede legale dell'impresa. Per le aziende fuori dalla ZES Unica Sud, i tetti mensili sono 500€ per gli under 35 e 650€ per le donne. Per le imprese con sede legale nelle regioni ZES, i limiti salgono a 650€ per gli under 35 e 800€ per le donne.

La differenza è di 150€ al mese a favore delle aziende meridionali. Sull'intera durata del beneficio (24 mesi), il risparmio contributivo aggiuntivo è di 3.600€ per ogni assunzione rispetto alle imprese fuori ZES. Un valore che poche PMI del Mezzogiorno hanno ancora tradotto in un calcolo concreto.

  • Regioni ZES Unica Sud: Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria, Sardegna

Per le imprese di queste aree che assumono donne, il tetto di 800€ mensili offre la copertura contributiva più alta prevista dal decreto. Questo strumento si affianca ad altre misure per l'occupazione femminile: il valore del bonus nido per il lavoro femminile secondo Gnecchi illustra come incentivi diversi agiscano in modo complementare per ridurre il divario di genere nel mercato del lavoro.

I requisiti da rispettare e come presentare la domanda

Per accedere al bonus assunzioni, il datore di lavoro deve dimostrare il netto occupazionale: le nuove assunzioni devono aumentare il numero medio annuo di dipendenti rispetto al periodo precedente. Non è sufficiente sostituire un lavoratore uscito. Per le assunzioni part-time, il conteggio è proporzionale alle ore contrattualizzate.

  • Nessun licenziamento individuale nei 6 mesi precedenti l'assunzione agevolata
  • Se il lavoratore viene licenziato dopo aver beneficiato dell'esonero, l'INPS recupera le somme (in tutto o in parte)
  • Il beneficio non si cumula con altri sgravi contributivi, salvo la maggiorazione del costo del personale
  • La retribuzione deve rispettare il CCNL di settore per la determinazione del salario

La domanda si presenta tramite il Portale delle Agevolazioni INPS (ex DiResCo). L'incentivo si applica a tutti i settori produttivi: dalla manifattura alla filiera del legno, su cui si confronta il presidente di Assolegno sul legno come risorsa strategica. Sono esclusi apprendistato e lavoro domestico. Le assunzioni avvenute dal 1° gennaio 2026 rientrano già nel perimetro retroattivo: il datore può richiedere l'esonero anche per i mesi già trascorsi.

Tra i lavoratori che possono rientrare nelle categorie agevolate ci sono anche quelli che percepiscono l'assegno di invalidità 2025, compatibile con il lavoro dipendente: se under 35 o donne, il loro datore di lavoro può richiedere il bonus. Vale la pena verificare la posizione di ogni lavoratore nella fascia di età o genere agevolati.

Chi ha effettuato assunzioni agevolabili tra gennaio e aprile 2026 senza presentare istanza sta accumulando mesi di esonero non recuperati. La scadenza per le nuove assunzioni è il 31 dicembre 2026: affidarsi a un consulente del lavoro per una verifica della posizione aziendale è il modo più diretto per non perdere il beneficio già maturato.

Domande frequenti

Chi può beneficiare del bonus assunzioni previsto dal Decreto Lavoro?

Possono beneficiare dell'esonero contributivo i datori di lavoro che assumono a tempo indeterminato giovani under 35 senza precedenti contratti stabili, donne disoccupate da almeno 24 mesi e lavoratori over 35 disoccupati da almeno 24 mesi residenti nelle regioni ZES Unica Sud.

Il bonus assunzioni si applica anche alle conversioni di contratti a tempo determinato?

Sì, il decreto estende il beneficio anche alle conversioni da tempo determinato a tempo indeterminato, con l’esonero contributivo che decorre dalla data di trasformazione del contratto.

Quali sono i massimali mensili dell’esonero contributivo e come variano tra le aziende?

Per le aziende fuori ZES Unica Sud i massimali sono 500€ al mese per under 35 e 650€ per donne; nelle regioni ZES i limiti salgono a 650€ per under 35 e 800€ per donne, offrendo un vantaggio economico maggiore alle imprese del Sud.

Come si presenta la domanda per ottenere il bonus assunzioni?

La domanda va presentata tramite il Portale delle Agevolazioni INPS (ex DiResCo), allegando la documentazione necessaria e rispettando i requisiti previsti, come il netto incremento occupazionale.

Cosa succede se il lavoratore viene licenziato dopo aver usufruito dell’esonero?

Se il lavoratore beneficiario dell'esonero viene licenziato, l'INPS può recuperare le somme concesse, totalmente o parzialmente, in base alla normativa.

È possibile recuperare i contributi non richiesti per assunzioni già effettuate?

Sì, grazie alla retroattività della misura dal 1° gennaio, le aziende che hanno effettuato assunzioni agevolabili nei mesi precedenti possono ancora richiedere l’esonero e recuperare i contributi non richiesti.

Pubblicato il: 7 maggio 2026 alle ore 09:41

Michele Monaco

Articolo creato da

Michele Monaco

Redattore Michele Monaco è imprenditore, ricercatore e docente universitario con oltre vent'anni di esperienza nell'innovazione digitale, nella formazione e nella consulenza strategica. Laureato in Scienze Politiche e Internazionali, è CEO di Adventus Consulting Jdoo (Umag, Croazia dove risiede stabilmente) e Presidente Nazionale di ENBAS, ente bilaterale attivo nella formazione professionale e nelle politiche attive per il lavoro. In qualità di Coordinatore Nazionale dei Progetti di Ricerca presso ERSAF, guida iniziative che coniugano intelligenza artificiale e formazione, tra cui FindYourGoal.it, piattaforma di orientamento scuola-lavoro basata sul modello LifeComp, Avatar4University.Org, sistema AI per la creazione di corsi universitari con avatar docente, KeepYouCare.it, piattaforma di telemedicina, telesoccorso e telerefertazione. È inoltre Delegato della Regione Calabria presso il Ministero degli Esteri per la Cooperazione Internazionale ed è membro del tavolo delle regioni, dove coordina un progetto per la creazione di un Hub Formativo in Tunisia. Docente a contratto di Diritto dell'Economia e Diritto Internazionale presso la SSML di Lamezia Terme e presso l'Università Telematica eCampus, è autore di pubblicazioni in ambito pedagogico sulle competenze caratteriali e il framework LifeComp. Ha tenuto interventi al Senato della Repubblica, alla Camera dei Deputati, in Regione Lombardia e a Buenos Aires su temi che spaziano dalla pedagogia speciale, alla telemedicina ed alla cooperazione internazionale. Innovation Manager certificato MISE, unisce visione strategica e competenza tecnologica con una vocazione per il dialogo istituzionale e la ricerca applicata.

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