Autostrade per l'Italia riceve l'Italian Welfare Excellence al Global Welfare Summit 2026 di Villa Miani a Roma, insieme a Leonardo e Reale Mutua. Il premio arriva mentre l'ultima indagine Nomisma per l'Osservatorio Sanità UniSalute certifica che solo il 42% delle imprese italiane offre welfare a tutti i dipendenti, mentre il 36% non prevede alcun piano.
Il premio ASPI e il metodo del Global Welfare Model
Il riconoscimento è assegnato dall'Osservatorio Italiano Welfare sulla base del Global Welfare Model, una metodologia che misura dieci pilastri: previdenza, salute e assistenza, conciliazione vita-lavoro, inclusione, sicurezza, sviluppo del capitale umano, welfare di comunità. Antonio Cavallera, direttore human capital & organization di ASPI, lega la premiazione a un modello costruito con dipendenti e sindacati, con congedi estesi per i caregiver, lavoro agile, formazione e previdenza complementare. La sfida esplicita del summit è ridurre il welfare gap verso le PMI e le filiere produttive, dove la copertura resta parziale.
Il divario di accesso: un'impresa su tre senza piani, Nord-Ovest in testa
L'indagine Nomisma, condotta a ottobre 2025 su 1.200 italiani tra 18 e 70 anni, racconta un paese a due velocità: il 42% delle imprese estende il welfare a tutti i dipendenti, il 22% lo riserva solo ad alcune categorie di inquadramento, mentre il 36% non lo prevede. L'87% dei dipendenti che oggi ne è escluso vorrebbe accedervi. Il dato territoriale è netto: nel Nord-Ovest il 59% dei lavoratori dichiara di avere strumenti di welfare, nel Centro si scende al 55% e nel resto del paese la quota crolla sotto la media. Lo stesso quadro emerge dal Rapporto Welfare Index PMI 2026 di Generali Italia, presentato il 1° luglio: il 76,5% delle piccole e medie imprese ha superato il livello medio di welfare e la quota a livello alto o molto alto è passata dal 10,3% del 2016 al 33,9% del 2026. Resta però un 18,2% di PMI ferme al solo adempimento del contratto collettivo, contro il 42,7% di dieci anni fa.
I numeri si incrociano con un altro divario, già raccontato dai dati OCSE sul lavoro dignitoso: Italia ultima nei 27 per lavoro dignitoso. Dove il welfare manca, il peso ricade sul reddito.
Che cosa cambia per i lavoratori nel 2026
Il welfare entra sempre di più nei contratti di secondo livello. Al 15 settembre 2026, secondo il report del Ministero del Lavoro sui contratti di produttività, su 17.936 contratti di produttività attivi 11.940 prevedono misure di welfare aziendale (66,6% del totale, in crescita del 5,7% sull'anno). I beneficiari sono 4,8 milioni di dipendenti privati. Dal 1° gennaio la Legge di Bilancio 2026 ha portato l'aliquota sostitutiva sui premi di produttività all'1% fino a 5.000 euro lordi, un incentivo diretto a chi integra il welfare nel contratto. L'applicazione concreta resta però sbilanciata: il 46% dei contratti attivi riguarda imprese con meno di 50 dipendenti, dove la gestione del welfare è spesso delegata ai pacchetti di flexible benefit senza una strategia dedicata.
Chi oggi non ha welfare chiede soprattutto sanità integrativa (64% degli intervistati senza benefit), fringe benefit come buoni spesa (29%) e previdenza complementare (27%). Sono le stesse voci al centro del dibattito pubblico sulle pensioni, come mostra la discussione sulla proposta Landini su pensioni e welfare. Per i giovani in ingresso nel mercato del lavoro la posta è ancora più alta, in un momento in cui il pipeline dei junior italiani si sta spezzando e il welfare resta uno degli strumenti di attrazione più efficaci per le imprese.
La prossima verifica sarà il perimetro del premio: Osservatorio Italiano Welfare ha annunciato di voler allargare l'Italian Welfare Excellence alle filiere delle grandi imprese premiate. Se succederà davvero, il modello ASPI potrebbe scendere dove oggi resta un'eccezione.
Domande frequenti
Perché Autostrade per l'Italia ha ricevuto il premio Italian Welfare Excellence?
Autostrade per l'Italia è stata premiata per il suo modello di welfare aziendale sviluppato insieme a dipendenti e sindacati, che include congedi estesi per caregiver, lavoro agile, formazione e previdenza complementare.
Qual è la situazione attuale del welfare aziendale nelle imprese italiane?
Solo il 42% delle imprese italiane offre welfare a tutti i dipendenti, mentre il 36% non prevede alcun piano. Esistono forti differenze territoriali, con una maggiore diffusione nel Nord-Ovest rispetto al resto del Paese.
Quali sono le principali richieste dei lavoratori che non hanno accesso al welfare aziendale?
I lavoratori esclusi dal welfare aziendale chiedono principalmente sanità integrativa (64%), fringe benefit come buoni spesa (29%) e previdenza complementare (27%).
Come sta cambiando il welfare aziendale nel 2026?
Nel 2026 il welfare è sempre più presente nei contratti di secondo livello e nei contratti di produttività, anche grazie a incentivi fiscali come l'aliquota sostitutiva all'1% fino a 5.000 euro lordi. Tuttavia, nelle piccole imprese il welfare è spesso ancora gestito tramite pacchetti standardizzati senza una strategia dedicata.
Cosa prevede il Global Welfare Model utilizzato per l'assegnazione del premio?
Il Global Welfare Model misura dieci pilastri fondamentali, tra cui previdenza, salute, conciliazione vita-lavoro, inclusione, sicurezza, sviluppo del capitale umano e welfare di comunità, per valutare la qualità delle politiche di welfare aziendale.
Quali sviluppi futuri sono previsti per il premio Italian Welfare Excellence?
L'Osservatorio Italiano Welfare ha annunciato l'intenzione di estendere il premio alle filiere delle grandi imprese premiate, con l'obiettivo di portare modelli virtuosi come quello di ASPI anche alle realtà dove il welfare aziendale è ancora poco diffuso.