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Riforma 4+2: i diplomati ITS trovano lavoro più dei neo-laureati
Formazione

Riforma 4+2: i diplomati ITS trovano lavoro più dei neo-laureati

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I diplomati ITS Academy trovano lavoro all'84% a un anno dal diploma, contro il 77,3% dei neo-laureati ISTAT 2024. I dati completi sulla riforma 4+2.

Quarantamila iscritti, obiettivo PNRR quasi raddoppiato e l'ambizioso traguardo dei centomila entro cinque anni. Il ministro Valditara ha presentato ieri alla Camera una riforma in forte espansione. Ma il dato che dice di più sul valore reale del percorso è uno: l'84% dei diplomati ITS Academy trova lavoro entro un anno dal diploma, contro il 77,3% dei neo-laureati italiani rilevato dall'ISTAT nel 2024.

La crescita: da 11mila a 40mila iscritti in sei anni

Nel 2020 gli iscritti ai corsi ITS erano circa 11.000. Oggi sono 40.854, quasi il doppio del target PNRR fissato a 22.000. Il trend degli iscritti al primo anno conferma una crescita costante: 17.135 nel 2023/24, 20.484 nel 2024/25, 21.326 nel 2025/26. Su queste basi, Valditara prevede di raggiungere 100.000 iscritti complessivi entro un quinquennio.

Il PNRR ha contribuito con 1.422 percorsi formativi attivati, 18.491 attività di orientamento che hanno coinvolto oltre 126.000 studenti, 4.700 borse di studio e 1.662 laboratori. Per i campus - reti integrate tra ITS, imprese e istituti tecnici - sono stati stanziati ulteriori 35 milioni di euro. Nelle ultime settimane Calabria e Campania hanno registrato un boom di iscrizioni. Oltre il 72% dei docenti proviene direttamente dal mondo delle imprese, riducendo il tradizionale disallineamento tra formazione e mercato del lavoro.

L'84% trova lavoro: il confronto con i neo-laureati

Il Rapporto nazionale INDIRE 2025 sull'occupazione post-diploma certifica che l'84% dei diplomati trova occupazione a 12 mesi dal diploma. Il dato supera il 77,3% registrato dall'ISTAT per i neo-laureati italiani tra i 20 e i 34 anni nel 2024, misurato a 1-3 anni dal conseguimento della laurea.

Il Comunicato ISTAT sui ritorni occupazionali anno 2024 mostra che i diplomati tradizionali della secondaria nello stesso intervallo di età si fermano al 60,6%. Gli ITS Academy si collocano a quasi 24 punti sopra i diplomati secondari e circa 7 punti sopra i neo-laureati.

Il 93% degli occupati lavora in un settore coerente con il percorso svolto, una percentuale senza equivalenti nelle statistiche universitarie tradizionali. Questo livello di coerenza significa meno riqualificazioni post-diploma e un inserimento professionale più diretto. Il percorso dura due anni: si entra nel mercato del lavoro due-tre anni prima rispetto a una laurea triennale, con tassi di occupazione superiori.

Cosa cambia per chi sceglie la filiera 4+2 nel 2026

A partire da settembre 2026, le prime classi degli istituti tecnici e professionali potranno seguire un percorso di quattro anni, integrato con due anni di ITS Academy, con diploma di valore legale identico al percorso quinquennale. Chi si iscrive al primo anno del 4+2 nel 2026 accede agli ITS a 18 anni, con la possibilità concreta di entrare nel mercato del lavoro a 20-21 anni.

La tendenza rispecchia un cambiamento più ampio nell'istruzione globale: la Lumina Foundation ha fissato per gli USA l'obiettivo del 75% di lavoratori con credenziali post-secondarie entro il 2040, conferma che l'istruzione tecnica superiore è considerata strategica anche nei sistemi con forte tradizione universitaria.

Per i tecnici specializzati con ambizioni internazionali, vale la pena seguire anche l'evoluzione dei requisiti d'accesso ai mercati esteri: le recenti modifiche ai test linguistici nel sistema britannico sono un esempio di come i criteri di ingresso nel lavoro europeo stiano cambiando in parallelo con i percorsi formativi.

Perché le proiezioni di Valditara si traducano in risultati concreti per ogni studente, serve che il 4+2 sia davvero accessibile a tutti. L'integrazione tra i diversi attori del sistema formativo, compresa la componente per la disabilità è condizione necessaria perché nessuno resti fuori da un percorso con tassi di occupazione così alti.

Il prossimo banco di prova sarà settembre 2026, quando le prime classi 4+2 partiranno in centinaia di istituti in tutta Italia. Se i tassi di occupazione resteranno stabili sopra l'80%, quella sarà la risposta più concreta a chi ancora distingue tra percorso nobile e percorso professionalizzante.

Domande frequenti

Che cos'è la riforma 4+2 e come funziona il nuovo percorso?

La riforma 4+2 prevede un percorso di quattro anni presso istituti tecnici o professionali, seguito da due anni di ITS Academy. Al termine si ottiene un diploma con valore legale identico a quello quinquennale, permettendo l'accesso al mercato del lavoro già a 20-21 anni.

Quali sono i tassi di occupazione dei diplomati ITS rispetto ai neo-laureati?

L'84% dei diplomati ITS Academy trova lavoro entro un anno dal diploma, superando il 77,3% dei neo-laureati italiani registrato dall'ISTAT tra i 20 e i 34 anni. Inoltre, il 93% degli occupati lavora in settori coerenti con il proprio percorso di studi.

Qual è stato l'impatto del PNRR sulla crescita degli ITS Academy?

Il PNRR ha contribuito in modo significativo, attivando 1.422 percorsi formativi, oltre 18.000 attività di orientamento e stanziando risorse per borse di studio e laboratori. Questo ha permesso di superare gli obiettivi di iscrizione, raggiungendo oltre 40.000 studenti iscritti.

In che modo gli ITS Academy favoriscono l'inserimento lavorativo?

Oltre il 72% dei docenti ITS proviene dal mondo delle imprese, garantendo un forte collegamento tra formazione e mercato del lavoro. Questo riduce il disallineamento tra competenze richieste e formazione ricevuta, facilitando l’inserimento professionale diretto.

Cosa cambia per l’accessibilità e l’inclusione nel nuovo percorso 4+2?

Affinché il percorso 4+2 sia veramente efficace, è fondamentale garantire l’accessibilità a tutti, inclusi gli studenti con disabilità. L’integrazione tra i diversi attori del sistema formativo è una condizione essenziale per non escludere nessuno da un percorso con tassi di occupazione così elevati.

Quali sono le prospettive future per i diplomati ITS nel contesto internazionale?

L’istruzione tecnica superiore è sempre più strategica anche a livello globale, come dimostra l’obiettivo della Lumina Foundation negli USA. Inoltre, è importante seguire l’evoluzione dei requisiti d’accesso ai mercati esteri, dato che le regole stanno cambiando anche in Europa.

Pubblicato il: 7 maggio 2026 alle ore 07:59

Antonello Torchia

Articolo creato da

Antonello Torchia

Direttore Responsabile di EduNews24.it Antonello Torchia è giornalista professionista, politologo e geografo, con un percorso formativo e professionale di ampio respiro che integra competenze in ambito economico, geopolitico, comunicativo e territoriale. Vanta una solida formazione accademica multidisciplinare: ha conseguito la Laurea in Economia e Commercio (quadriennale, Vecchio Ordinamento), la Laurea Magistrale in Relazioni Internazionali (LM-52) con la votazione di 110/110 e lode, e la Laurea Magistrale in Scienze Geografiche (LM-80). Un trittico di competenze che gli consente di leggere i fenomeni contemporanei con una prospettiva che abbraccia le dinamiche economiche, le relazioni tra Stati e le dimensioni spaziali e territoriali della società. Nel corso della sua carriera ha maturato una significativa esperienza nella comunicazione istituzionale e politica, collaborando con emittenti televisive e testate della carta stampata. Questa esperienza sul campo gli ha conferito una padronanza trasversale dei linguaggi mediatici, dalla televisione al digitale. Attualmente ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di EduNews24.it, testata giornalistica online dedicata al mondo dell'istruzione, della formazione e delle politiche educative italiane ed europee, dove cura la linea editoriale e supervisiona la produzione di contenuti rivolti a docenti, studenti, istituzioni e operatori del settore educativo. È inoltre docente di Comunicazione presso la SSML Città di Lamezia Terme, istituto universitario specializzato nella mediazione linguistica, dove mette a disposizione delle nuove generazioni di professionisti della comunicazione il proprio bagaglio di competenze giornalistiche, analitiche e accademiche.

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