Il Comitato europeo delle Regioni ha approvato all'unanimità, il 7 maggio 2026, il parere sul futuro programma Erasmus+ per il periodo 2028-2034. La dotazione finanziaria prevista dalla proposta della Commissione europea è di 40,82 miliardi di euro, un aumento di oltre il 50% rispetto ai 26,2 miliardi stanziati per la programmazione 2021-2027.
I numeri del nuovo Erasmus+
La proposta presentata dalla Commissione europea il 16 luglio 2025 prevede una riorganizzazione strutturale del programma: il nuovo Erasmus+ assorbirà anche il Corpo Europeo di Solidarietà, che attualmente opera come strumento separato. Il risultato è un unico punto di accesso ai finanziamenti europei per giovani e organizzazioni giovanili, con risorse sensibilmente superiori rispetto al ciclo in corso.
Il documento adottato a Bruxelles chiede garanzie di accesso universale agli studenti dell'Unione europea, la creazione di un settore specifico dedicato allo sport e il coinvolgimento strutturale delle autorità locali e regionali nella pianificazione e nella gestione del programma. Vengono richiesti partenariati territoriali rafforzati e strumenti di accompagnamento tecnico per facilitare la partecipazione delle comunità più vulnerabili e delle aree interne e periferiche. Proposta Commissione UE su Erasmus+ 2028-2034 - Agenzia Italiana per la Gioventù
Il paradosso italiano: prima per partecipanti, seconda per Neet
Tra gli obiettivi espliciti del nuovo Erasmus+ figura il contrasto al fenomeno dei Neet: i giovani tra 15 e 29 anni che non studiano, non lavorano e non partecipano ad alcun percorso formativo. Su questo fronte l'Italia presenta uno dei profili più critici in Europa.
Nel 2024, il tasso di Neet in Italia si attesta al 15,2% nella fascia 15-29 anni, oltre 4 punti sopra la media europea dell'11%. Peggio dell'Italia fa solo la Romania. L'obiettivo UE è scendere sotto il 9% entro il 2030: per raggiungerlo, l'Italia deve ancora colmare oltre 6 punti percentuali. Dati ISTAT su Neet e istruzione 2024
Il divario interno è ancora più netto. Nel Mezzogiorno il tasso Neet raggiunge il 23,3%, più del doppio rispetto al Centro-nord, dove si ferma al 10,7%. Il fenomeno colpisce in misura maggiore le giovani donne (16,6%) rispetto agli uomini (13,8%). Un giovane su quattro nel Sud non studia e non lavora.
Il paradosso è che l'Italia è anche il primo paese in Europa per numero di partecipanti alle attività di mobilità Erasmus+ in uscita: nel 2021 erano quasi 74.000. Il programma funziona per chi riesce ad accedervi, ma i giovani Neet, per definizione, sono i più distanti da queste opportunità.
La sfida del "last mile": raggiungere chi è più lontano
Il nodo che il Comitato delle Regioni mette al centro del suo parere è come far arrivare Erasmus+ nelle aree periferiche, nelle scuole con meno risorse, alle famiglie con meno strumenti per orientarsi tra le opportunità europee. Non è solo una questione di budget: fondi distribuiti attraverso le stesse reti esistenti raggiungeranno gli stessi destinatari. La vera sfida del nuovo ciclo è la capacità di penetrare dove il precedente non è arrivato.
La sfida pratica per le scuole italiane, in particolare quelle del Mezzogiorno, riguarda la capacità di costruire candidature competitive, gestire la rendicontazione e sostenere i costi di mobilità che restano una barriera concreta per molti studenti. Il nuovo ciclo prevede semplificazioni procedurali, ma i dettagli attuativi dipenderanno dal regolamento definitivo, ancora in fase di negoziazione tra Commissione, Parlamento europeo e Consiglio UE.
Il confronto con la situazione britannica chiarisce la posta in gioco: il governo del Regno Unito ha escluso la partecipazione a un programma strutturato di mobilità giovanile con l'UE, lasciando i giovani britannici fuori da questa rete continentale. Per i paesi che ne fanno parte, il nuovo Erasmus+ è uno strumento con potenziale reale: la vera domanda è se riuscirà a raggiungere anche chi oggi è fuori dal sistema.
Domande frequenti
Quali sono le principali novità del programma Erasmus+ 2028-2034?
Il nuovo Erasmus+ prevede una dotazione finanziaria di oltre 40 miliardi di euro, un aumento del 50% rispetto al ciclo precedente, e integra il Corpo Europeo di Solidarietà, offrendo un unico punto di accesso per giovani e organizzazioni giovanili.
Quali misure sono previste per favorire l'accesso universale al programma Erasmus+?
Il Comitato europeo delle Regioni richiede garanzie di accesso universale per tutti gli studenti dell'UE, la creazione di un settore sportivo dedicato e il coinvolgimento delle autorità locali, con particolare attenzione alle comunità vulnerabili e alle aree interne e periferiche.
Perché l'Italia è considerata un caso paradossale riguardo Erasmus+ e Neet?
L'Italia è il primo paese europeo per partecipanti Erasmus+ in uscita, ma allo stesso tempo è seconda solo alla Romania per tasso di Neet, con una percentuale del 15,2% contro l'11% della media UE.
Quali sono le sfide principali per le scuole italiane, in particolare nel Mezzogiorno, nel partecipare a Erasmus+?
Le scuole devono superare ostacoli come la costruzione di candidature competitive, la gestione della rendicontazione e i costi di mobilità, che rappresentano ancora barriere per molti studenti, soprattutto nelle aree meno servite.
Come si propone di raggiungere i giovani Neet il nuovo Erasmus+?
Il programma punta a rafforzare i partenariati territoriali e a fornire strumenti di accompagnamento tecnico per coinvolgere le comunità più vulnerabili e ridurre il divario di partecipazione, con l'obiettivo di abbassare il tasso di Neet sotto il 9% entro il 2030.
Qual è il rischio se le modalità di distribuzione dei fondi rimangono invariate?
Se i fondi continueranno ad essere distribuiti attraverso le reti esistenti, si rischia di raggiungere solo i destinatari abituali, senza coinvolgere chi attualmente resta escluso dalle opportunità offerte dal programma Erasmus+.