Il deputato di Fratelli d'Italia Federico Mollicone, presidente della commissione cultura alla Camera dei deputati, è intervenuto il 29 luglio 2026 a RaiNews24 sulla risoluzione di maggioranza per la proroga delle missioni internazionali nel 2026, provvedimento all'esame della Camera che autorizza l'impiego massimo di 11.642 militari e l'avvio di tre nuovi teatri operativi tra Medio Oriente, Corno d'Africa e Tunisia, e su altre questioni centrali dell’agenda politica. Nell'intervento Mollicone ha attaccato le forze di opposizione, definite «un'aggregazione fondata solo sull'essere contro Giorgia Meloni e contro l'Italia», e ha rivendicato la scelta del governo di dare continuità agli impegni internazionali del Paese sul terreno della sicurezza e della cooperazione.
La risoluzione e i tre nuovi teatri
Il documento conferma la partecipazione italiana alle missioni già in corso e apre tre nuovi impieghi. In Iraq è previsto un contingente di 196 militari con cinque velivoli, a sostegno delle forze di sicurezza locali dopo la riconfigurazione della coalizione internazionale contro Daesh. In Somalia opereranno 45 militari, per attività di cooperazione e assistenza strategica nel Corno d'Africa. In Tunisia sarà avviata una missione bilaterale della Guardia di Finanza, dedicata all'addestramento della Guardia Nazionale Marittima. Il costo complessivo delle operazioni e degli interventi di cooperazione allo sviluppo per il 2026 è stimato in circa 1,8 miliardi di euro, in lieve calo rispetto al 2025. Il quadro comprende operazioni terrestri, aeree e navali distribuite tra Europa orientale, Mediterraneo allargato e fascia africana, oltre alla presenza italiana negli assetti Nato e alla partecipazione a missioni civili dell'Unione europea. A queste unità si aggiungono 82 operatori della Polizia di Stato, 69 finanzieri e un magistrato impegnato nelle missioni civili europee.
Le cinque mozioni dell'opposizione e il capitolo Safe
Sul provvedimento la Camera registra la presentazione di cinque mozioni distinte da parte delle forze di minoranza, dato che Mollicone legge come conferma dell'assenza di una linea comune. «Mentre il governo Meloni garantisce la sicurezza nazionale attraverso una risoluzione solida che autorizza la proroga delle missioni per il 2026», ha dichiarato il deputato, «l'opposizione si spacca clamorosamente alla Camera presentandosi con ben cinque mozioni diverse». Nel mirino la posizione di Giuseppe Conte e dei suoi alleati, giudicata dal parlamentare di FdI «totalmente inadeguata» in materia di politica estera. Sul capitolo Safe (Security Action for Europe), lo strumento europeo per il finanziamento della difesa comune, Mollicone rivendica la linea della maggioranza: «Sui temi della sicurezza europea e sulla difesa c'è una dialettica politica, ma qui c'è una precisa strategia di prospettiva: superare la condizione di un eterno dopoguerra europeo per costruire finalmente un solido pilastro europeo all'interno della Nato».
La risoluzione prosegue il proprio iter parlamentare, con il voto finale d'Aula atteso nelle prossime sedute. L'esito determinerà il perimetro operativo delle Forze armate e delle unità della Guardia di Finanza impegnate all'estero fino al 31 dicembre 2026, oltre alla partecipazione italiana alle missioni civili e agli interventi di cooperazione allo sviluppo previsti dal provvedimento. Il testo passerà poi al Senato per il via libera definitivo, dopo il quale il governo potrà procedere agli impieghi effettivi dei contingenti nelle aree autorizzate.
Domande frequenti
Quali sono i nuovi teatri operativi previsti dalla risoluzione per il 2026?
La risoluzione apre tre nuovi teatri operativi: in Iraq, con 196 militari e cinque velivoli; in Somalia, con 45 militari per attività di cooperazione; e in Tunisia, con una missione bilaterale della Guardia di Finanza per l'addestramento della Guardia Nazionale Marittima.
Quanti militari italiani saranno coinvolti nelle missioni internazionali nel 2026?
Il provvedimento autorizza l'impiego massimo di 11.642 militari italiani, oltre a 82 operatori della Polizia di Stato, 69 finanzieri e un magistrato impegnati nelle missioni civili europee.
Qual è il costo stimato per le missioni e la cooperazione allo sviluppo nel 2026?
Il costo complessivo delle operazioni e degli interventi di cooperazione allo sviluppo per il 2026 è stimato in circa 1,8 miliardi di euro, in leggero calo rispetto al 2025.
Come si è comportata l'opposizione parlamentare rispetto alla risoluzione sulle missioni?
Le forze di opposizione hanno presentato cinque mozioni distinte, evidenziando l'assenza di una linea comune e una divisione interna rispetto al provvedimento.
Cosa prevede il capitolo Safe (Security Action for Europe) menzionato nell'articolo?
Il capitolo Safe riguarda lo strumento europeo per il finanziamento della difesa comune; secondo Mollicone, la maggioranza punta a rafforzare il pilastro europeo all'interno della Nato e a superare la condizione di dopoguerra in Europa.
Quali sono i prossimi passaggi della risoluzione in Parlamento?
La risoluzione proseguirà l'iter parlamentare con il voto finale alla Camera, per poi passare al Senato per il via libera definitivo. Dopo l'approvazione, il governo potrà procedere con l'impiego dei contingenti nelle aree autorizzate fino al 31 dicembre 2026.