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Faggin a Padova: manca il fuoco, ma manca anche il sistema
Editoriali

Faggin a Padova: manca il fuoco, ma manca anche il sistema

Faggin a Padova: i giovani non hanno più 'fuoco'. I dati ISTAT dicono che l'Italia investe metà dell'OCSE in R&S e perde 78mila laureati in 5 anni.

Federico Faggin ha detto a Padova che oggi è più difficile avere 18 anni che nel '68 e che ai giovani manca il 'fuoco dentro' che animava la sua generazione. La frase, pronunciata durante il Festival della Consapevolezza in un palazzo della Regione sold out, ha fatto il giro dei giornali. I dati raccontano però che quel fuoco fatica ad accendersi anche per motivi che non dipendono dai ragazzi.

Cosa ha detto Faggin al Festival della Consapevolezza

L'inventore del microprocessore Intel 4004 e del primo touchscreen è tornato a vivere a Padova, dove si è laureato in Fisica oltre sessant'anni fa. Sabato 20 settembre 2026 ha dialogato con l'organizzatore Andrea Salvetti nell'ambito del festival dedicato al tema 'Il potere del fare, ogni gesto crea evoluzione'.

Nato a Vicenza più di ottant'anni fa, Faggin ha spiegato: 'Alla maggioranza dei giovani che incontro manca quella sorta di fuoco dentro che invece ci animava. Ma si può ancora sperare che molti di loro riportino l'Italia al posto che si merita nel mondo'. Poi l'annuncio operativo: insieme ad altri imprenditori ha appena avviato a Padova una società che sosterrà startup innovative.

R&S all'1,37% del PIL, meno della metà della media OCSE

Il fuoco invocato da Faggin trova poca legna sul lato delle risorse. Nel 2023 l'Italia ha speso 29,4 miliardi di euro in ricerca e sviluppo intra-muros, pari all'1,37% del PIL, dato in linea con il 2022 e in calo rispetto all'1,41% del 2021 secondo i dati ISTAT su ricerca e sviluppo 2023-2025.

La media OCSE è al 2,7% del PIL, quella UE al 2,29%: l'Italia occupa il 18° posto in Europa, dietro Germania (oltre il 3%), Francia (2% circa) e Spagna. La componente pubblica pesa lo 0,5% del PIL e il governo prevede di portarla allo 0,6% nell'arco di cinque anni.

Il gap non è teorico: significa che un laureato in Fisica come Faggin nel '68 trova oggi in Italia meno laboratori, meno finanziamenti, meno posizioni post-doc. A ricaduta gli assegni di ricerca sono diventati un asset raro, mentre la pressione macroeconomica descritta nell'analisi sui 25 punti base di Lagarde che pesano più sui BTP che sui mutui variabili restringe ulteriormente lo spazio per la spesa pubblica in innovazione.

78mila laureati fuori in cinque anni, il Sud ne perde 150mila

Il secondo dato spiega dove finisce il 'fuoco' quando non trova ossigeno. Tra il 2019 e il 2024 poco più di 78mila giovani italiani laureati fra 25 e 34 anni hanno lasciato il Paese, al netto dei rientri. Solo nel 2025 gli espatri complessivi di italiani sono stati 109mila, in calo dai 141mila del 2024.

Il Mezzogiorno paga il prezzo più alto: tra 2019 e 2025 ha perso 150mila giovani laureati italiani, 122mila trasferiti al Centro-Nord e 28mila all'estero. Regno Unito e Germania da soli hanno accolto oltre 38mila laureati italiani dal 2019, secondo il report ISTAT sulle migrazioni interne e internazionali.

La tenuta politica del governo Meloni verso il record di longevità non è ancora bastata a invertire il flusso. E il quadro descritto nell'intervento di Giorgetti al G20 sul PIL al 138,6% conferma che lo spazio fiscale per trattenere talenti è più stretto che in Francia o in Germania.

12.170 startup innovative, solo il 15,6% guidato da under 35

Anche l'ecosistema che dovrebbe accendere il fuoco imprenditoriale mostra numeri prudenti. Al 1° aprile 2025 le startup innovative iscritte al Registro delle Imprese erano 12.170, in aumento di appena 47 unità rispetto al trimestre precedente secondo il report trimestrale del MIMIT sulle startup innovative.

Rappresentano il 3,13% delle circa 388mila società di capitali attive nel Paese. Le startup con una compagine sociale a prevalenza giovanile (in maggioranza under 35) sono 1.900, cioè il 15,61% del totale, dato in flessione di 251 unità rispetto al trimestre precedente. La capitalizzazione media supera di poco gli 83mila euro per azienda.

Il 'fuoco dentro' che Faggin non vede negli occhi dei ventenni è probabilmente lo stesso che il sistema-Paese non riesce a produrre. La sua scelta di rientrare a Padova per fondare un veicolo che finanzi startup dice più di mille appelli generazionali: chi ha ancora energie, in Italia oggi, tocca metterle in campo di persona.

Domande frequenti

Cosa intende Faggin quando parla di 'fuoco dentro' nei giovani?

Faggin si riferisce alla passione, alla determinazione e all'entusiasmo che animavano la sua generazione, qualità che oggi ritiene meno diffuse tra i giovani.

Quali sono le principali difficoltà che incontrano oggi i giovani italiani rispetto al passato?

Oggi i giovani italiani trovano meno opportunità in ricerca, meno finanziamenti e un sistema che investe meno in innovazione rispetto ad altri paesi europei, rendendo più difficile coltivare il proprio talento.

Perché così tanti giovani laureati italiani lasciano il Paese?

Molti giovani lasciano l'Italia per cercare migliori opportunità lavorative e condizioni di crescita professionale che qui trovano più difficilmente, soprattutto a causa della scarsità di risorse e investimenti.

Qual è la situazione delle startup innovative in Italia?

Al 2025 si contano 12.170 startup innovative registrate, ma solo il 15,6% è guidato da under 35 e la capitalizzazione media resta modesta, segno di un ecosistema imprenditoriale ancora poco dinamico tra i giovani.

Cosa sta facendo Faggin per sostenere i giovani imprenditori italiani?

Faggin ha avviato a Padova una società insieme ad altri imprenditori per sostenere startup innovative, con l'obiettivo di stimolare l'iniziativa imprenditoriale e trattenere i talenti in Italia.

Come si colloca l'Italia rispetto agli altri paesi europei negli investimenti in ricerca e sviluppo?

L'Italia investe l'1,37% del PIL in ricerca e sviluppo, meno della metà della media OCSE e inferiore anche alla media UE, posizionandosi al 18° posto in Europa.

Pubblicato il: 21 settembre 2026 alle ore 12:26

Sara Giorgione

Articolo creato da

Sara Giorgione

Sara Giorgione è laureanda in Lettere Moderne presso l'Università degli Studi di Foggia. Ha maturato esperienza nel settore editoriale, occupandosi di attività legate alla redazione e alla valorizzazione dei contenuti, e svolge attività di moderatrice in eventi letterari, curando il dialogo con autori e pubblico e la conduzione di incontri culturali. Grazie al proprio percorso formativo e professionale ha sviluppato solide competenze nella comunicazione, nella scrittura e nell'organizzazione di iniziative culturali. Su Edunews24 si occupa della cura di contenuti e approfondimenti dedicati al mondo della cultura, dell'attualità e della formazione. È ideatrice e curatrice della rassegna letteraria “Storie da Tè”, progetto nato con l'obiettivo di promuovere la lettura e favorire il confronto tra autori, opere e pubblico attraverso incontri e dialoghi dedicati alla letteratura contemporanea.

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