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Mattarella: IA valorizzi la persona, nelle scuole solo 20% docenti formato
Editoriali

Mattarella: IA valorizzi la persona, nelle scuole solo 20% docenti formato

Il 12 ottobre il Capo dello Stato chiede un'IA al servizio della dignità. Ma solo il 20% dei docenti italiani è stato formato dal sistema pubblico.

«L'onda prorompente delle nuove tecnologie digitali, dell'intelligenza artificiale, della robotica» va posta «a servizio non esclusivamente di maggiori profitti e di migliore efficienza ma anche di una crescita qualitativa e di una organizzazione produttiva e sociale che valorizzi la persona, che tuteli sempre la sua dignità, che rafforzi la coesione sociale». Lo ha detto il presidente Sergio Mattarella il 12 ottobre all'Auditorium della Conciliazione, nel discorso per gli 80 anni della CIDA.

Il messaggio del Quirinale ai dirigenti

Mattarella ha parlato di un «mondo nuovo che si sta plasmando tra rapidissime trasformazioni» e ha chiesto ai dirigenti pubblici e privati di governarle senza smarrire l'«alleanza del lavoro» scritta nella Costituzione. L'indicazione è esplicita: le tecnologie emergenti vanno orientate alla persona, non solo all'efficienza. Un richiamo che riprende il filo di altri interventi recenti del Capo dello Stato sul rapporto fra tecnica, etica e comunità, come l'appello pronunciato ad Assisi contro l'uso del nome di Dio per uccidere.

La CIDA, che rappresenta i dirigenti e le alte professionalità italiane, era riunita per gli 80 anni dalla fondazione. Il Presidente ha chiuso l'intervento ricordando che l'alleanza del lavoro «deve saper guardare al futuro e quindi ai giovani»: il perno è la scuola, l'ingresso delle nuove generazioni nei processi produttivi, la responsabilità di chi forma oggi i cittadini di domani.

Nelle classi italiane il gap è già enorme

Il contrasto con la realtà quotidiana delle scuole è netto. L'indagine presentata a settembre 2026 in Senato da Gruppo Spaggiari, La Fabbrica e ANP, condotta su 1.294 docenti, mostra che il 72% degli insegnanti usa l'intelligenza artificiale almeno una volta a settimana: il 22% ogni giorno, il 36% più volte a settimana, il 14% una volta a settimana. Solo il 6% dichiara di non averla mai utilizzata.

Il problema è come questi docenti hanno imparato a usarla. Il 67% è autodidatta, mentre solo il 20% ha ricevuto una formazione istituzionale. Gli usi prevalenti restano quelli del lavoro di preparazione fuori dall'aula: ricerca di informazioni (23%), costruzione di attività didattiche (16%), preparazione di verifiche (16%), stesura di relazioni e mail (15%). In classe, con gli studenti, un docente su tre non la usa affatto, e quando entra serve soprattutto a stimolare la creatività (22%) e a personalizzare l'inclusione (22%).

AI Act operativo e DM 166, cosa manca davvero

Il quadro normativo è formalmente completo. Il Regolamento UE 2024/1689, l'AI Act, è entrato in vigore il 1° agosto 2024 e dal 2 agosto 2026 si applica alla generalità dei sistemi di intelligenza artificiale, con obblighi di trasparenza, alfabetizzazione del personale e controllo sui sistemi ad alto rischio che toccano anche gli istituti scolastici. In Italia il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha firmato il DM 166 del 9 agosto 2025, con le prime linee guida per l'introduzione dell'IA nelle istituzioni scolastiche, fondate su centralità della persona, equità, trasparenza e responsabilità.

Il nodo politico è un altro: a oltre un anno dalla pubblicazione delle linee guida e con l'AI Act già operativo, non esiste un piano formativo nazionale strutturato per i docenti. La scelta ricade sui singoli dirigenti scolastici, che devono decidere quali sistemi adottare, come formare il personale e come gestire i dati degli studenti. È lo stesso tema su cui si sta muovendo il Parlamento: tre dossier scuola sono in votazione a ottobre nella VII Commissione Cultura, e il decreto scuola è passato per cinque sedute di audizioni al Senato senza una voce specifica sulla formazione IA del personale.

La richiesta che emerge dall'indagine è concreta: esempi, laboratori, indicazioni applicabili in classe, regole chiare su dati e uso responsabile. Il discorso di Mattarella sposta il piano dalla tecnica all'etica, ma per tradurre quel messaggio in didattica quotidiana servono tempi, fondi e un piano di formazione che oggi, nelle 40.000 scuole italiane, è ancora in gran parte da scrivere.

Domande frequenti

Qual è la posizione del Presidente Mattarella sull'uso dell'intelligenza artificiale nelle scuole?

Mattarella sottolinea che l'intelligenza artificiale deve essere posta a servizio della persona, valorizzandone la dignità e rafforzando la coesione sociale, non solo perseguendo efficienza e profitti.

Qual è il livello di formazione dei docenti italiani sull'intelligenza artificiale?

Solo il 20% dei docenti ha ricevuto una formazione istituzionale sull'IA, mentre il 67% è autodidatta. Attualmente manca un piano formativo nazionale strutturato per i docenti.

In che modo i docenti utilizzano l'intelligenza artificiale nella didattica?

La maggior parte degli insegnanti utilizza l'IA per attività di preparazione fuori dall'aula, come ricerca di informazioni e preparazione di verifiche. In classe, l'IA viene usata soprattutto per stimolare la creatività e personalizzare l'inclusione, ma un docente su tre non la utilizza affatto con gli studenti.

Quali sono le principali normative che regolano l'intelligenza artificiale nelle scuole italiane?

Il Regolamento UE 2024/1689 (AI Act) e il DM 166 del 2025 stabiliscono obblighi di trasparenza, alfabetizzazione del personale e linee guida per l'uso responsabile dell'IA nelle scuole, ponendo al centro la persona e l'equità.

Quali sono le principali sfide per l'introduzione dell'IA nella scuola italiana?

Le principali sfide riguardano la mancanza di un piano formativo nazionale, la responsabilità lasciata ai singoli dirigenti scolastici e la necessità di esempi pratici, laboratori e regole chiare per l'utilizzo responsabile dei dati e dell'IA in classe.

Cosa chiedono i docenti per un uso efficace dell'intelligenza artificiale in classe?

I docenti richiedono esempi concreti, laboratori pratici, indicazioni applicabili alla didattica quotidiana e regole chiare sulla gestione dei dati e l'uso responsabile dell'IA.

Pubblicato il: 13 ottobre 2026 alle ore 14:58

Sara Giorgione

Articolo creato da

Sara Giorgione

Sara Giorgione è laureanda in Lettere Moderne presso l'Università degli Studi di Foggia. Ha maturato esperienza nel settore editoriale, occupandosi di attività legate alla redazione e alla valorizzazione dei contenuti, e svolge attività di moderatrice in eventi letterari, curando il dialogo con autori e pubblico e la conduzione di incontri culturali. Grazie al proprio percorso formativo e professionale ha sviluppato solide competenze nella comunicazione, nella scrittura e nell'organizzazione di iniziative culturali. Su Edunews24 si occupa della cura di contenuti e approfondimenti dedicati al mondo della cultura, dell'attualità e della formazione. È ideatrice e curatrice della rassegna letteraria “Storie da Tè”, progetto nato con l'obiettivo di promuovere la lettura e favorire il confronto tra autori, opere e pubblico attraverso incontri e dialoghi dedicati alla letteratura contemporanea.

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