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Da Assisi, per la festa di San Francesco, il presidente Mattarella richiama la pace: 'Non si uccida in nome di Dio'
Editoriali

Da Assisi, per la festa di San Francesco, il presidente Mattarella richiama la pace: 'Non si uccida in nome di Dio'

Ad Assisi per gli 800 anni di San Francesco, Mattarella condanna le guerre benedette da simboli religiosi e cita l'incontro del 1219 col sultano.

Da Assisi, nell'ottocentesimo anniversario della morte di San Francesco, Sergio Mattarella ha legato la figura del santo a un richiamo diretto contro i conflitti armati condotti sotto insegne religiose. Nel discorso del 4 ottobre il presidente della Repubblica ha definito «colpa maggiore» quella di «uccidere altri uomini in nome di Dio» e ha ricordato che oggi «terribili conflitti insanguinano tante parti del mondo» e che «in alcune parti si torna a benedire le armi e a porre gli eserciti sotto insegne religiose». A questo scenario ha opposto la via «della pace, della speranza, della serena, fraterna convivenza».

L'incontro con il sultano, pietra di paragone

Mattarella ha richiamato il viaggio di Francesco in Egitto nel 1219, durante la quinta crociata, e l'incontro con il sultano al-Malik al-Kamil. In quel gesto «rischioso, temerario si potrebbe dire», ha osservato il presidente, Francesco riconobbe nell'interlocutore «prima che un nemico, prima che un infedele, un uomo. Un figlio di Dio e, dunque, un fratello». Il capo dello Stato lo ha descritto come «atteggiamento di dialogo e di rispetto straordinariamente nuovo e originale nel contesto del tempo»: non cancellava la violenza, non fermava il conflitto, ma apriva un metodo. Il presidente ha letto quel gesto come il modello di un atteggiamento che resta valido anche oggi, quando le religioni rischiano di essere piegate a funzione di legittimazione della guerra. Nella stessa giornata, la premier Giorgia Meloni ha dedicato un messaggio al patrono d'Italia, definendolo «il più amabile, il più poetico e il più italiano de' nostri santi».

La rivoluzione interiore e il rispetto per il Creato

Il presidente ha descritto San Francesco come «precursore dei Santi sociali» e ha definito la sua scelta una «rivoluzione» interiore: ricco chi si fosse spogliato di ogni bene, coraggioso chi aveva deposto la spada, nobile chi aveva fatto dell'amore ai poveri e agli ammalati la sua missione. Mattarella ha parlato di «una figura mite, ma tutt'altro che accomodante, un animo lieto, fiducioso in Dio, e insieme sofferente per via della cupidigia, della malvagità, della brama di potere, della violenza, della stoltezza nella vita praticata dagli uomini». Un messaggio, ha ricordato il presidente, che allora fu «incompreso, spesso deriso» e a tratti «manipolato e strumentalizzato». Sul rapporto con la natura, il capo dello Stato ha ricordato che per il santo «ogni essere vivente è stato creato da Dio e va rispettato e amato», distinguendo quel contesto, in cui la natura era «incontaminata», dalle «enormi, decisive questioni dell'inquinamento» di oggi.

La commemorazione cade nel giorno in cui si celebra il santo come patrono d'Italia. Nel discorso di Assisi la rievocazione storica non è restata separata dall'attualità: il presidente ha fissato nell'esempio del 1219 un criterio di giudizio sul presente, dove la religione viene invocata per legittimare l'uso della forza.

Domande frequenti

Qual è stato il messaggio principale del presidente Mattarella durante la festa di San Francesco ad Assisi?

Il presidente Mattarella ha richiamato alla necessità della pace, condannando i conflitti armati condotti sotto insegne religiose e definendo 'colpa maggiore' uccidere in nome di Dio.

Perché Mattarella ha ricordato l'incontro di San Francesco con il sultano al-Malik al-Kamil?

Mattarella ha citato questo episodio per sottolineare l'importanza del dialogo e del rispetto reciproco, anche in tempi di conflitto, indicando il gesto di Francesco come modello attuale contro la strumentalizzazione della religione nella guerra.

Come viene descritta la rivoluzione interiore di San Francesco nel discorso del presidente?

San Francesco viene descritto come precursore dei Santi sociali, capace di una rivoluzione interiore attraverso la rinuncia ai beni materiali, il coraggio della non violenza e la dedizione agli ultimi e ai malati.

Qual è il significato del rispetto per il Creato secondo San Francesco e come viene attualizzato da Mattarella?

San Francesco vedeva ogni essere vivente come creatura di Dio da rispettare e amare; Mattarella distingue questo rispetto in un contesto di natura incontaminata rispetto alle odierne sfide ambientali come l'inquinamento.

In che modo il discorso di Mattarella collega la figura di San Francesco all'attualità?

Il presidente collega l'esempio di San Francesco e il suo gesto del 1219 alle situazioni attuali, dove la religione viene spesso invocata per legittimare la violenza, proponendo invece il dialogo e la pace come criteri di giudizio e azione.

Pubblicato il: 4 ottobre 2026 alle ore 11:46

Natale Labia

Articolo creato da

Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

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