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Rapporto Istat 2025 sulla povertà in Italia: il ruolo della scuola e dell'istruzione come argine al disagio sociale
Editoriali

Rapporto Istat 2025 sulla povertà in Italia: il ruolo della scuola e dell'istruzione come argine al disagio sociale

Istat 2025: le famiglie con capofamiglia almeno diplomato sono in povertà assoluta nel 4,4% dei casi, chi ha la sola licenza media quasi al triplo (11,9%).

Il titolo di studio della persona di riferimento in famiglia resta la principale linea di faglia tra chi scivola sotto la soglia di sussistenza e chi no. Secondo il comunicato Istat del 15 ottobre, nel 2025 l'incidenza della povertà assoluta è al 4,4% nelle famiglie con un capofamiglia almeno diplomato e sale all'11,9% quando il titolo di studio si ferma alla licenza media, fino al 12,3% nei nuclei in cui la persona di riferimento ha al massimo la licenza elementare.

Il diploma come argine: 4,4% contro 11,9%

Il dato è il più netto del rapporto. Chi vive in una famiglia il cui capofamiglia ha ottenuto almeno il diploma di scuola secondaria superiore ha una probabilità di trovarsi sotto la soglia assoluta inferiore alla metà di chi vive in un nucleo con capofamiglia fermo alla scuola dell'obbligo. L'incidenza raddoppia con la sola licenza media (11,9%) e sale ancora al 12,3% con la licenza elementare, un gruppo che Istat segnala in miglioramento rispetto al 14,4% del 2024 e in cui si concentrano soprattutto famiglie di anziani.

L'istruzione agisce in combinato disposto con la condizione lavorativa: tra le famiglie in cui la persona di riferimento è occupata l'incidenza è dell'8,5% se si tratta di lavoratore dipendente e arriva al 14,3% per gli operai e assimilati, mentre tra i nuclei con capofamiglia in cerca di occupazione la quota raggiunge il 20,7%. Il risultato è una scala in cui scuola e lavoro si sommano come fattori di protezione.

Oltre 1,1 milioni di minori sotto la soglia assoluta

La fotografia sui più giovani è il secondo nodo. In Italia nel 2025 risultano sotto la soglia assoluta oltre 1 milione 136mila minori, il 12,5% della popolazione residente di quell'età. L'incidenza passa dal 10,7% del Centro al 15,2% del Mezzogiorno, con un segnale di miglioramento per la fascia 7-13 anni, che scende al 12,1% dal 14,9% dell'anno precedente.

Il rischio cresce con il numero di figli: nelle coppie con un figlio minore l'incidenza è del 7,8%, sale al 10% con due figli e arriva al 17,7% con almeno tre minori. Tra le famiglie monogenitore con minori il valore è dell'11,6%, mentre nei nuclei in cui convivono più famiglie l'incidenza tocca il 19,4%. L'intensità, cioè quanto la spesa delle famiglie povere con minori resta al di sotto della linea, è del 21,6%, più alta del 18,5% rilevato sul totale dei nuclei.

Il quadro nazionale: 5,4 milioni di individui coinvolti

Il quadro complessivo è sostanzialmente stabile. Istat stima oltre 2,1 milioni di famiglie sotto la soglia assoluta, pari all'8,0% delle residenti, per un totale di 5,4 milioni di individui (9,3%). La povertà relativa coinvolge 2,8 milioni di famiglie e quasi 8,7 milioni di persone (14,8%). La geografia conferma il divario territoriale: il Mezzogiorno guida con il 9,6% delle famiglie residenti, seguito dal Nord-ovest (7,7%), dal Nord-est (7,4%) e dal Centro (6,3%).

La fonte primaria del dato è il rapporto integrale pubblicato il 15 ottobre: Rapporto Istat sulle famiglie sotto la soglia assoluta 2025. L'intensità del fenomeno si attesta al 18,5% a livello nazionale, con un lieve incremento al 19,0% nel Mezzogiorno trainato dalle Isole, dove si passa dal 17,0% al 19,0%. Resta elevato il peso della cittadinanza: l'incidenza è del 5,9% nelle famiglie di soli italiani, del 26,7% in quelle con almeno uno straniero e del 29,4% nei nuclei composti unicamente da stranieri.

Il legame tra scuola e condizione economica misurato da Istat offre un parametro operativo per le politiche di contrasto a chi vive sotto la linea di spesa minima: ridurre l'abbandono della scuola secondaria e portare più studenti al diploma produce, nei dati, un dimezzamento del rischio nella generazione successiva. Con oltre un milione di minori coinvolti nel 2025, il nesso tra uscita precoce dall'istruzione e trasmissione intergenerazionale del disagio economico torna al centro delle valutazioni di spesa sociale.

Domande frequenti

Qual è il ruolo del titolo di studio del capofamiglia nella povertà assoluta in Italia?

Il titolo di studio del capofamiglia rappresenta la principale linea di separazione tra chi cade sotto la soglia di povertà e chi no. Le famiglie con un capofamiglia almeno diplomato hanno un'incidenza di povertà assoluta del 4,4%, rispetto all'11,9% con licenza media e al 12,3% con licenza elementare.

Come si combina la condizione lavorativa con il livello di istruzione nell'incidenza della povertà?

La condizione lavorativa e il livello di istruzione agiscono insieme come fattori di protezione. Per esempio, nelle famiglie con capofamiglia occupato l'incidenza di povertà varia dall'8,5% (lavoratore dipendente) al 14,3% (operai e assimilati), mentre sale al 20,7% tra chi è in cerca di occupazione.

Quanti minori sono coinvolti dalla povertà assoluta e quali sono le fasce più a rischio?

Nel 2025 oltre 1,1 milioni di minori, pari al 12,5% della popolazione in età, vivono sotto la soglia di povertà assoluta. Il rischio cresce con il numero di figli e nelle famiglie monogenitore o con più nuclei familiari conviventi.

Quali sono le differenze territoriali nell'incidenza della povertà in Italia?

Il Mezzogiorno registra l'incidenza più alta di famiglie in povertà assoluta (9,6%), seguito da Nord-ovest (7,7%), Nord-est (7,4%) e Centro (6,3%). Le Isole contribuiscono a un'intensità superiore nel Mezzogiorno, che arriva al 19%.

In che modo l'istruzione può contrastare la trasmissione intergenerazionale della povertà?

Aumentare il numero di studenti che conseguono almeno il diploma riduce sensibilmente il rischio di povertà nella generazione successiva. Il rapporto Istat evidenzia che il diploma dimezza il rischio, sottolineando l'importanza di contrastare l'abbandono scolastico.

Qual è la situazione delle famiglie straniere rispetto alla povertà assoluta?

Le famiglie composte solo da stranieri registrano un'incidenza di povertà assoluta del 29,4%, mentre quelle con almeno uno straniero si attestano al 26,7%, contro il 5,9% delle famiglie composte da soli italiani.

Pubblicato il: 15 ottobre 2026 alle ore 10:35

Natale Labia

Articolo creato da

Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

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