Domani, 28 maggio 2026, parte a Bari Woman & the city, festival sulla parità di genere nato nel 2024 a Torino. Tre giorni in Piazza del Ferrarese con oltre 40 panel e più di 100 ospiti, prima edizione itinerante del format, accanto alla stagione 2026 dei festival culturali italiani come Alibi a Perugia e Enjoy Barocco nella Sicilia orientale.
L'Università LUM di Casamassima partecipa con il rettore Antonello Garzoni alla cerimonia inaugurale delle 9.30 e con il panel più denso sul fronte economico, 'Disuguaglianze invisibili, soldi, autonomia, conti in sospeso', in programma venerdì 29 maggio alle 16.30, nella sala consiliare della Citta metropolitana di Bari. A guidare il confronto Monica D'Ascenzo de Il Sole 24 Ore, responsabile di Alley-Oop. Con lei Antonella Rago, direttrice generale LUM, Candida Bussoli, ordinaria di Economia degli intermediari finanziari e direttrice del Dipartimento di Management, Finanza e Tecnologia LUM, Giovanna Paladino del Museo del Risparmio di Intesa Sanpaolo e Stella Sanseverino, consigliera di parità della Città metropolitana di Bari. Sul tavolo, la forma di abuso che meno entra nel dibattito pubblico: quella economica.
I numeri ISTAT che inquadrano il panel
L'indagine ISTAT 'Sicurezza delle donne' 2025, pubblicata a novembre e condotta su 17.500 italiane tra 16 e 75 anni, ha fissato la dimensione del fenomeno. Il 6,6% delle donne che hanno o hanno avuto un partner ha subito violenza economica: in termini assoluti 1 milione 248mila vittime. Il dato sale al 10,2% se si guarda solo agli ex partner, mentre per il partner attuale la quota e dell'1,1%, pari a 164.613 donne.
La violenza economica copre comportamenti precisi: impedire alla donna di conoscere il reddito familiare, di avere bancomat o carta di credito, di gestire il proprio denaro o di lavorare, fino al danneggiamento di oggetti personali. ISTAT la rileva insieme alla violenza psicologica, che riguarda il 17,9% delle donne in coppia o ex coppia.
Il dato che spiega il titolo del panel ('soldi, autonomia, conti in sospeso') è un altro: il 13,6% delle donne che convive con un partner ha dichiarato di non considerarsi economicamente indipendente, e tra queste il 42,4% riferisce questa forma di abuso. La dipendenza finanziaria non è una conseguenza dell'abuso: neè spesso il presupposto, e lo rende molto più difficile da spezzare.
Cosa fa la Puglia: il protocollo dell'agosto 2025
A pochi mesi dal festival, la Regione Puglia ha messo nero su bianco una risposta operativa. Il 14 agosto 2025 il Dipartimento Welfare ha approvato un protocollo con Intesa Sanpaolo e Museo del Risparmio per portare alfabetizzazione finanziaria gratuita nei Centri Antiviolenza pugliesi. Il percorso si articola in tre moduli: gestione del budget personale, ruolo della banca e dell'indebitamento, basi dell'investimento. Vengono formati anche gli operatori dei centri, perchè il servizio possa continuare dopo la fine del progetto pilota.
Il legame con il panel LUM e diretto: il Museo del Risparmio è diretto dalla stessa Giovanna Paladino che siederà al tavolo di Bari, e la regia istituzionale e del Dipartimento Welfare guidato da Valentina Romano, che parla esplicitamente di 'educazione finanziaria come presidio strategico nella prevenzione delle dinamiche di dipendenza economica'. Per i Centri Antiviolenza pugliesi, formare le donne accolte sulla gestione del denaro significa rimuovere il primo ostacolo strutturale all'uscita da relazioni violente.
Cosa cambia per la rete locale
Per i Centri Antiviolenza della Puglia, la traiettoria 2025-2026 si sposta da una logica esclusivamente emergenziale a una di lungo periodo: dopo l'accoglienza, ricostruire l'autonomia finanziaria con strumenti bancari di base. Lo stesso schema che il convegno LUM porta in piazza si traduce, a monte, in iniziative educative ampie come la campagna nazionale #ioleggoperche 2025, che lavora sulle biblioteche scolastiche e sulla domanda educativa di base. L'edizione barese di Woman & the city porta la questione fuori dai centri specializzati e nelle strade del centro cittadino, con i numeri ISTAT come traccia. Il prossimo appuntamento istituzionale sul tema in Puglia è la verifica a dodici mesi del protocollo, attesa nell'estate 2026.
Domande frequenti
Che cos'è la violenza economica e quali comportamenti include?
La violenza economica consiste nel limitare l'autonomia finanziaria di una donna, impedendole di conoscere il reddito familiare, di gestire il proprio denaro, di lavorare, o privandola di strumenti come bancomat e carte di credito. Include anche azioni come il danneggiamento di oggetti personali.
Quali sono i principali dati ISTAT 2025 sulla violenza economica contro le donne?
Secondo l'indagine ISTAT 'Sicurezza delle donne' 2025, il 6,6% delle donne che hanno o hanno avuto un partner ha subito violenza economica, pari a 1 milione 248mila donne. La percentuale sale al 10,2% tra le donne con ex partner e si attesta all'1,1% con il partner attuale.
Qual è il ruolo del festival 'Woman & the city' di Bari rispetto al tema della violenza economica?
Il festival porta il tema della violenza economica al centro del dibattito pubblico tramite panel specifici, coinvolgendo esperti, istituzioni e università per sensibilizzare la cittadinanza e offrire strumenti concreti di prevenzione e supporto.
In cosa consiste il protocollo della Regione Puglia firmato nell'agosto 2025?
Il protocollo prevede un percorso di alfabetizzazione finanziaria gratuita nei Centri Antiviolenza, articolato in moduli sulla gestione del budget personale, il ruolo della banca e dell'indebitamento, e le basi dell'investimento. Coinvolge anche la formazione degli operatori dei centri per garantire la continuità del servizio.
Come cambia l'approccio dei Centri Antiviolenza pugliesi rispetto alla violenza economica dal 2025?
L'approccio si evolve da una gestione emergenziale a una strategia di lungo periodo, puntando sulla ricostruzione dell'autonomia finanziaria delle donne tramite strumenti bancari di base e percorsi educativi, fondamentali per spezzare la dipendenza economica.