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Quadro del 1350 confuso con un 1850: l'Italia perde un dipinto da 500.000 euro
Cultura

Quadro del 1350 confuso con un 1850: l'Italia perde un dipinto da 500.000 euro

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Il ministero della Cultura ha autorizzato l'esportazione di una Madonna del Trecento scambiata per ottocentesca. Christie's la stima oltre 500mila euro.

Indice: In breve | Il dipinto, l'iscrizione, l'errore | La cronologia del caso | La sentenza del Consiglio di Stato e il termine dei 12 mesi | Cosa non ha funzionato nella valutazione | Domande frequenti

In breve

  • Una Madonna col Bambino attribuita al Maestro del 1302 è stata esportata nel 2020 come opera ottocentesca dichiarata 38.000 euro.
  • Il restauro all'estero nell'ottobre 2022 ha rivelato che la cifra sul retro era 1350, non 1850.
  • Christie's ha inserito l'opera nell'asta Old Masters Evening Sale con stima fra 400.000 e 500.000 sterline.
  • Il ministero della Cultura ha tentato l'annullamento in autotutela nel marzo 2023, oltre il termine di 12 mesi fissato dalla Corte Costituzionale.
  • Il Consiglio di Stato ha confermato la sentenza del TAR Lazio a favore della società acquirente, ora con sede a Lugano.

Il dipinto, l'iscrizione, l'errore

Il Consiglio di Stato ha confermato la decisione con cui il TAR del Lazio aveva dato torto al ministero della Cultura nella vicenda di una Madonna del Trecento esportata in Svizzera nel 2020. L'opera è oggi attribuita al Maestro del 1302, pittore anonimo attivo in Emilia nella prima metà del XIV secolo e autore di affreschi nel Battistero di Parma; al momento dell'esportazione era stata invece classificata come «Scuola italiana - Stile bizantino del XIX secolo».

Il punto di rottura è un'iscrizione sul retro della tavola. La Commissione dell'Ufficio esportazione l'aveva letta come «Dipinta da Alfonso Martorelli Fiori Bologna anno 1850». Il restauro eseguito all'estero nell'ottobre 2022 ha chiarito che la cifra interpretata come «8» era in realtà un «3»: la datazione corretta è 1350. Sulla base della nuova attribuzione Christie's ha inserito l'opera nell'asta Old Masters Evening Sale, con stima fra 400.000 e 500.000 sterline, oltre dieci volte il valore dichiarato all'atto dell'esportazione, fissato a 38.000 euro.

La cronologia del caso

  • Marzo 2020: una società svizzera presenta all'Ufficio esportazione la richiesta di attestato di libera circolazione per una Madonna col Bambino dichiarata «Scuola italiana - Stile bizantino del XIX secolo», valore 38.000 euro.
  • 3 luglio 2020: la Commissione dell'Ufficio esportazione esamina l'opera e propone il rilascio dell'attestato.
  • 10 agosto 2020: la Direzione generale del ministero della Cultura, allora guidato da Dario Franceschini, conferma il parere e rilascia l'attestato. L'opera lascia l'Italia.
  • Ottobre 2022: il restauro all'estero rivela che l'iscrizione sul retro reca la data 1350. L'attribuzione viene rivista a favore del Maestro del 1302.
  • 16 marzo 2023: il ministero della Cultura, oltre due anni e mezzo dopo il rilascio, annulla in autotutela l'attestato per «false e non veritiere indicazioni». La società acquirente, con sede a Lugano, impugna l'atto.
  • TAR del Lazio: dà ragione alla società svizzera, ritenendo tardiva l'autotutela. Il ministero ricorre al Consiglio di Stato.
  • Giugno 2026: il Consiglio di Stato conferma la sentenza del TAR. L'attestato resta valido e l'opera resta nel circuito internazionale, dove sarà battuta da Christie's.

La sentenza del Consiglio di Stato e il termine dei 12 mesi

La decisione si fonda su un orientamento giurisprudenziale ormai consolidato. Con la Sentenza Corte Costituzionale n. 88/2025 la Consulta ha dichiarato legittimo il termine di 12 mesi entro cui il ministero della Cultura può annullare in autotutela un attestato di libera circolazione, in applicazione dell'articolo 21-nonies della legge 241 del 1990. Oltre quel termine il provvedimento si consolida, salvo che sia stato ottenuto sulla base di dichiarazioni mendaci dell'istante.

Nel caso della Madonna col Bambino il ministero è intervenuto a marzo 2023 a fronte di un attestato rilasciato nell'agosto 2020: il ritardo è superiore al doppio del limite indicato dalla Corte. Per i giudici amministrativi questo profilo è dirimente, a prescindere dalla fondatezza tecnica della nuova attribuzione. La società acquirente, secondo TAR e Consiglio di Stato, aveva trasmesso i dati visibili sul retro e non poteva essere ritenuta responsabile di una lettura sbagliata da parte della Commissione.

Cosa non ha funzionato nella valutazione

La lettura dell'iscrizione: il punto di partenza è una cifra ambigua sul retro della tavola. La Commissione ha trascritto «1850» senza incroci con la scrittura, la cornice o il supporto pittorico, elementi che avrebbero potuto orientare verso una datazione più antica.

L'attribuzione stilistica: dichiarare il dipinto come «Scuola italiana - Stile bizantino del XIX secolo» significa accettare che un'opera del 1850 sia eseguita con stilemi tre-trecenteschi senza attivare un controllo specialistico. La revisione successiva ha collocato l'opera in area emiliana, vicino al Maestro del Battistero di Parma.

Il valore dichiarato: 38.000 euro era una cifra inferiore alla soglia che attiva controlli rafforzati. Un'eventuale corretta datazione al Trecento avrebbe portato l'opera in una fascia di tutela ben più rigorosa, con probabile diniego dell'attestato.

Il tempo di reazione: la nuova attribuzione è emersa dopo il restauro dell'ottobre 2022, ma il ministero ha impiegato altri cinque mesi a formalizzare l'autotutela. Quando l'atto è arrivato, il termine di 12 mesi sul rilascio originario era ampiamente scaduto.

Domande frequenti

Chi è il Maestro del 1302?

Si tratta di un pittore anonimo attivo in Emilia nella prima metà del XIV secolo. La critica lo chiama anche Maestro del Battistero di Parma per via degli affreschi votivi conservati nel battistero della città, tra cui una Madonna col Bambino in trono attribuita alla sua mano.

Perché l'attestato non può più essere annullato?

La Corte Costituzionale ha confermato che il ministero della Cultura dispone di un termine massimo di 12 mesi dal rilascio per esercitare l'autotutela. Nel caso del dipinto del Maestro del 1302 il ministero è intervenuto oltre due anni dopo, quindi fuori termine.

A quanto sarà venduto il dipinto?

Christie's lo ha inserito nell'asta Old Masters Evening Sale, con stima compresa fra 400.000 e 500.000 sterline. Il prezzo finale sarà determinato dalle offerte ricevute in sede d'asta.

E se la dichiarazione fosse stata mendace?

L'articolo 21-nonies della legge 241 del 1990 prevede un'eccezione al termine di 12 mesi quando l'atto è stato ottenuto su dichiarazioni false. Il ministero aveva invocato questo profilo, ma TAR e Consiglio di Stato hanno escluso che la società svizzera avesse fornito indicazioni mendaci: il dipinto era stato presentato con i dati visibili sul retro.

Ci sono altri casi simili?

La sentenza n. 88/2025 della Corte Costituzionale nasce da una vicenda analoga: un attestato del 2015 era stato annullato nel 2021 dopo una nuova attribuzione emersa all'estero. Anche in quel caso il giudice ha posto al centro il tempo trascorso fra rilascio e revoca. Il dispositivo del Consiglio di Stato chiude la partita amministrativa, ma lascia aperto un problema operativo. La Commissione esportazione lavora su molte pratiche con tempi stretti, spesso sulla base di fotografie e schede sintetiche; un secondo livello di lettura sull'iscrizione del retro, o un controllo di coerenza fra datazione dichiarata e stilemi pittorici, sposterebbe risorse ma ridurrebbe il rischio di perdite patrimoniali come quella ricostruita in questa vicenda.

Pubblicato il: 11 giugno 2026 alle ore 07:10

Matteo Cicarelli

Articolo creato da

Matteo Cicarelli

Giornalista Pubblicista Matteo Cicarelli è un giornalista laureato in Lettere Moderne e specializzato in Editoria e Scrittura. Durante il suo percorso accademico ha approfondito lo studio della linguistica, della letteratura e della comunicazione, sviluppando un forte interesse per il mondo del giornalismo. Infatti, ha dedicato le sue tesi a due ambiti distinti ma complementari: da un lato l’analisi della lingua e della cultura indoeuropea, dall’altro lo studio della narrazione giornalistica, con un particolare approfondimento sul giornalismo enogastronomico. Da sempre affascinato dal mondo della comunicazione e del racconto, nel corso della sua carriera ha lavorato anche come addetto stampa e ha collaborato con diverse testate online che si occupano di cultura, cronaca, società, sport ed enogastronomia. Su EduNews24.it scrive articoli e realizza contenuti video dedicati ai temi della scuola, della formazione, della cultura e dei cambiamenti sociali, cercando di mantenere uno stile chiaro, divulgativo, accessibile e attento alla veridicità. Tra le sue passioni ci sono lo sport, la cucina, la lettura e la stand up comedy: un interesse che lo porta anche a cimentarsi nella scrittura di testi comici.

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