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Premio Olivetti, sono giunti al Mic 680 progetti: i risultati a novembre
Cultura

Premio Olivetti, sono giunti al Mic 680 progetti: i risultati a novembre

Chiusa la finestra del Premio Olivetti per l'accessibilità culturale: 680 progetti in gara, 900 mila euro per 9 vincitori. Esiti entro novembre 2026.

Sono 680 le candidature arrivate al Ministero della Cultura per la prima edizione del Premio Olivetti per l'accessibilità culturale. La finestra di partecipazione si è aperta il 15 luglio 2026 e si è chiusa il 15 settembre attraverso il portale servizi.cultura.gov.it. Ora si apre la fase di istruttoria e valutazione, con gli esiti attesi entro novembre.

Come sono ripartiti i 900 mila euro del bando 2026

Il premio finanzia nove progetti nel 2026, tre per ciascuna delle prime tre sezioni: musei, patrimonio culturale e territorio; attività culturali; welfare aziendale e rigenerazione culturale. Ogni vincitore riceve 100 mila euro, per un totale di 900 mila euro. La dotazione complessiva è di 1 milione di euro l'anno per il triennio 2026-2028, pari a 3 milioni nel triennio: la quota residua di 100 mila euro annui copre attività di gestione, comunicazione e monitoraggio. Una quarta sezione è dedicata ai progetti sperimentali degli istituti del MiC, senza assegnazione diretta di risorse: i modelli individuati saranno destinati alla replicabilità nell'intero sistema culturale nazionale.

Chi ha partecipato e i criteri di valutazione

Il bando ufficiale del Premio Olivetti si è rivolto a imprese pubbliche e private, istituzioni culturali, enti del Terzo Settore, organizzazioni della società civile, comunità locali e istituti del Ministero. Sono ammessi musei e parchi archeologici, archivi e biblioteche, festival e rassegne, compagnie teatrali e di danza, istituzioni musicali, editori, librerie, associazioni culturali e imprese che promuovono welfare culturale. La commissione, nominata dal MiC, valuta la coerenza con i valori del modello olivettiano, l'impatto culturale, sociale e territoriale, la durabilità delle ricadute, la replicabilità e trasferibilità delle esperienze, la qualità delle partnership e l'esperienza dei soggetti proponenti.

Il Ministro Alessandro Giuli ha definito le candidature una testimonianza di grande energia progettuale e di volontà diffusa di rendere la cultura sempre più partecipata. Il direttore generale del Piano Olivetti per la Cultura, Stefano Lanna, ha indicato come priorità di valutazione i progetti rivolti alle periferie, alle aree interne e ai contesti segnati da marginalità sociale, culturale ed economica. L'iniziativa, ispirata all'eredità di Adriano Olivetti e ai princìpi della Convenzione di Faro del Consiglio d'Europa, ha come obiettivo dichiarato contrastare la cosiddetta siccità culturale, intesa come carenza strutturale di opportunità di accesso, partecipazione e fruizione.

Il Premio guarda a una nozione ampia di accessibilità: la dimensione fisica, sensoriale, cognitiva, digitale, economica e sociale sono tutte parte dei criteri di selezione. I progetti ammessi devono inoltre coinvolgere direttamente le comunità nella progettazione e nella produzione culturale, non solo nella fruizione. I nomi dei vincitori saranno resi noti entro novembre 2026 e i progetti selezionati riceveranno la dotazione a valere sulla programmazione dell'anno in corso. Le due edizioni successive, previste nel 2027 e nel 2028, dovrebbero mantenere lo stesso schema di ripartizione già attivato quest'anno.

Domande frequenti

Chi può partecipare al Premio Olivetti per l'accessibilità culturale?

Possono partecipare imprese pubbliche e private, istituzioni culturali, enti del Terzo Settore, organizzazioni della società civile, comunità locali e istituti del Ministero della Cultura. Sono ammessi musei, biblioteche, archivi, festival, compagnie teatrali e di danza, editori, librerie, associazioni culturali e imprese che promuovono welfare culturale.

Come vengono ripartiti i fondi del Premio Olivetti 2026?

Nel 2026 verranno finanziati nove progetti, tre per ciascuna delle prime tre sezioni tematiche, con un contributo di 100 mila euro ciascuno per un totale di 900 mila euro. La restante quota annuale di 100 mila euro è destinata a gestione, comunicazione e monitoraggio del premio.

Quali sono i principali criteri di valutazione dei progetti candidati?

La commissione valuta la coerenza con i valori olivettiani, l'impatto culturale, sociale e territoriale, la durabilità e replicabilità delle ricadute, la qualità delle partnership e l'esperienza dei proponenti. Particolare attenzione è data ai progetti rivolti a periferie, aree interne e contesti di marginalità.

Quando saranno comunicati i risultati della selezione dei progetti vincitori?

I nomi dei vincitori saranno resi noti entro novembre 2026, dopo la fase di istruttoria e valutazione delle candidature pervenute.

Qual è l'obiettivo principale del Premio Olivetti per l'accessibilità culturale?

Il premio mira a contrastare la 'siccità culturale', ovvero la carenza di opportunità di accesso, partecipazione e fruizione culturale, promuovendo una nozione ampia di accessibilità che include aspetti fisici, sensoriali, cognitivi, digitali, economici e sociali, e coinvolgendo direttamente le comunità nella progettazione e produzione culturale.

Come funziona la sezione dedicata ai progetti sperimentali degli istituti del MiC?

Questa sezione non prevede l'assegnazione diretta di risorse economiche, ma i modelli individuati saranno destinati alla replicabilità su tutto il sistema culturale nazionale, fungendo da esempio per futuri interventi.

Pubblicato il: 18 settembre 2026 alle ore 15:35

Natale Labia

Articolo creato da

Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

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