Alla Festa del cinema di Roma il Nuovo Imaie ha riunito artisti, parlamentari e Autorità per discutere la tutela di voce e immagine nell'era dell'intelligenza artificiale generativa. Durante l'incontro, Federico Mollicone, presidente della commissione Cultura della Camera, ha annunciato l'avvio di un ciclo di audizioni sulla proposta di legge 3114, depositata il 18 settembre 2026.
Il dibattito è nato dagli artisti ma il fenomeno investe soprattutto i minori: nel solo monitoraggio di settembre 2026 l'associazione Meter ha censito 592 vittime di immagini deepnude generate con l'IA, contro le 125 dello stesso periodo del 2025. Un aumento di 4,7 volte in dodici mesi.
Cosa prevede la proposta di legge 3114
Il testo depositato da Mollicone si muove su tre direttrici. La prima è il divieto di manipolazione e clonazione non autorizzata del volto e dei tratti identitari tramite IA. La seconda è la tutela della voce e della prestazione degli artisti da riproduzioni o sintesi vocali non consensuali. La terza è l'obbligo di riconoscibilità dei contenuti generati o modificati con watermarking.
La proposta introduce anche l'autorizzazione preventiva ed esplicita per l'uso di dati biometrici nei dataset di addestramento, una remunerazione separata dal contratto di produzione e il diritto di revocare il consenso attraverso l'unlearning algoritmico, cioè la rimozione dei dati già assorbiti dai modelli. Mollicone ha confermato che le audizioni coinvolgeranno Nuovo Imaie, APA, Anica, Agcom e le categorie professionali.
Il nodo che gli artisti hanno portato in Parlamento
Luca Ward è stato il primo attore italiano a depositare la propria voce come marchio sonoro all'ufficio europeo per la proprietà intellettuale: domanda EUIPO numero 019316357 presentata il 12 febbraio 2026, con la frase "Mi chiamo Luca Ward" ripetuta. A inizio ottobre 2026 anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha depositato il proprio marchio sonoro, seguendo lo stesso schema.
Ward, durante l'incontro, ha spostato il tema fuori dal perimetro dello spettacolo: "La discussione sui deepfake non riguarda solo artisti, attori, cantanti e personaggi pubblici come i politici, ma anche le persone comuni. Tutti possiamo cadere in un tranello, giovani e anziani, c'è un danno economico e psicologico". Gianmarco Tognazzi, portavoce del settore audiovisivo del Nuovo Imaie, ha aggiunto che "l'IA è un servizio tecnico che non deve sostituire o usurpare".
Perché la tutela riguarda prima di tutto le scuole
I dati del monitoraggio Meter raccontano che molte delle immagini usate per generare deepnude provengono dalla vita scolastica quotidiana: fotografie scattate in classe, nei bagni o nelle palestre, oppure immagini pubblicate su profili social pubblici. La vittima non deve aver prodotto nulla di intimo: basta una foto ordinaria.
Il quadro giuridico italiano in parte già copre questa casistica. La delibera del Garante Privacy sui deepfake ha chiarito i rischi di frodi, diffamazione e furto di identità per chi usa servizi di generazione multimediale, e nel 2025 la stessa Autorità ha disposto la limitazione provvisoria del trattamento verso l'app Clothoff, che consentiva anche a utenti minorenni di generare immagini di minori. L'articolo 612-quater del codice penale punisce da uno a cinque anni la diffusione senza consenso di immagini, video o voci falsificati con IA che causino un danno ingiusto.
Cosa succede ora
La pdl 3114 è assegnata alla commissione Cultura della Camera: le audizioni annunciate da Mollicone dovranno coordinarsi con l'AI Act europeo, già entrato in vigore, e con la legge italiana sull'IA approvata nel 2025. Per le scuole, la questione pratica è una sola: nessuna norma della proposta vincola oggi le piattaforme a bloccare l'upload di immagini di minori per generare deepnude. L'audizione del Garante Privacy sarà decisiva su questo punto.
Chi lavora in aula, nelle redazioni scolastiche o nei progetti di educazione civica digitale può usare questi mesi per rivedere le liberatorie fotografiche e le regole sui dispositivi personali: la foto di una gita o di una recita diventa oggi, con pochi click, materiale per deepfake. Erasmusdays 2026 e la difesa dei programmi europei di formazione e il dialogo AMACI sulle geografie dell'arte al consolato di Parigi mostrano che il perimetro culturale italiano si gioca anche sulla sovranità digitale delle immagini e delle voci che produciamo. La pdl 3114 è un primo passo: resterà da verificare quanto, nelle audizioni, verrà esteso ai soggetti più esposti.
Domande frequenti
Che cosa prevede la proposta di legge 3114 in materia di deepfake e tutela degli artisti?
La proposta di legge 3114 introduce il divieto di manipolazione e clonazione non autorizzata di volto e voce tramite IA, tutela la prestazione degli artisti da riproduzioni vocali non consensuali e impone l'obbligo di riconoscibilità dei contenuti generati con watermarking.
Qual è l'impatto del fenomeno deepfake sui minori nelle scuole?
Il fenomeno deepfake coinvolge sempre più i minori, con un forte aumento delle vittime di immagini deepnude generate da IA, spesso a partire da foto ordinarie scattate in ambito scolastico o pubblicate sui social.
In che modo la legislazione italiana attuale protegge i minori dalla diffusione di deepfake?
La legislazione italiana punisce la diffusione senza consenso di immagini, video o voci falsificati con IA che causino danni, e il Garante Privacy ha già disposto limitazioni verso app che permettevano la generazione di immagini di minori.
Quali misure pratiche possono adottare le scuole per prevenire l'uso improprio delle immagini degli studenti?
Le scuole possono rivedere le liberatorie fotografiche e aggiornare le regole sull'uso di dispositivi personali, sensibilizzando sull'importanza della protezione delle immagini anche durante attività come gite o recite scolastiche.
Cosa succederà dopo l'avvio delle audizioni sulla pdl 3114?
Le audizioni coinvolgeranno associazioni, autorità e categorie professionali per coordinare la proposta di legge con l'AI Act europeo e la normativa italiana sull'IA; sarà centrale il parere del Garante Privacy, specialmente per la tutela dei minori.