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Nel 2024, secondo Istat, legge il 57,1% degli italiani, con almeno un libro all'anno, ma sul reddito il gap è 3 a 1
Cultura

Nel 2024, secondo Istat, legge il 57,1% degli italiani, con almeno un libro all'anno, ma sul reddito il gap è 3 a 1

Istat 2024: legge libri il 57,1% degli italiani. Il gap Nord-Sud vale 13 punti, quello per reddito arriva al triplo tra alti e bassi redditi.

Nel 2024 il 57,1% degli italiani di sei anni e più ha letto almeno un libro nel tempo libero, per motivi professionali o di studio, per un totale di circa 32 milioni di persone. Lo rileva l'Istat nel report 'Libri e biblioteche: abitudini di lettura e frequentazione', diffuso il 9 luglio 2026 insieme ai dati dell'indagine 'I cittadini e il tempo libero'.

Il dato è in progressiva flessione: la quota di lettori era del 60,0% nel 2000 e del 59,4% nel 2015. Il calo interessa entrambi i sessi, dal 54,9% al 51,2% tra gli uomini e dal 64,9% al 62,6% tra le donne. Restano invece stabili i frequentatori delle biblioteche: nel 2025 vi si è recato almeno una volta il 14,9% della popolazione di sei anni e più, contro il 15,1% di dieci anni fa. Rispetto al 2015 la quota totale dei lettori è scesa di 2,3 punti percentuali, con la contrazione più marcata fra chi legge nel tempo libero, passato dal 42,6% al 40,5%.

Il divario territoriale vale 13 punti

La lettura di libri mostra forti disuguaglianze territoriali: nel Centro-Nord legge oltre il 60% della popolazione, nel Mezzogiorno il 47%, con una distanza di 13 punti percentuali. Il divario di genere è più contenuto ma diffuso in tutte le età: donne al 62,6%, uomini al 51,2%, con lo scarto massimo nella fascia 45-54 anni (17,4 punti in più a favore delle donne). Tra i più giovani la lettura resta l'abitudine più diffusa: il 78,9% dei ragazzi di 11-14 anni ha letto almeno un libro negli ultimi 12 mesi, quota che scende progressivamente fino al 37,5% degli over 75.

Reddito e istruzione: rapporto 3 a 1

Il gap socio-economico è però il più marcato. Nelle famiglie del quinto di reddito più basso legge il 43,9% delle persone, in quelle del quinto più alto il 72,5%: quasi 29 punti di distanza. Ancora più netto lo scarto sul titolo di studio: chi possiede un'istruzione elevata legge tre volte più di chi si è fermato ai livelli bassi. Fra chi legge nel tempo libero la frequenza resta contenuta: solo il 17,4% apre un libro tutti i giorni, il 37,4% lo fa settimanalmente, mentre il 42,4% ha una cadenza mensile o più sporadica. Nel dettaglio, il 27,4% degli italiani legge esclusivamente nel tempo libero, il 13,1% alterna svago e motivi di studio o lavoro, il 5% legge solo per esigenze professionali.

Tra i bambini di 3-5 anni, il 90,0% legge, colora o sfoglia libri e albi illustrati almeno una volta a settimana fuori dall'orario scolastico e il 59,8% lo fa ogni giorno: l'esposizione precoce alla lettura resta uno dei predittori più forti dell'abitudine in età adulta. Il quadro complessivo che emerge dal Report Istat Libri e biblioteche 2024-2025 indica una progressiva erosione dei lettori, mentre restano stabili le biblioteche, unico indicatore che non ha risentito del calo.

Domande frequenti

Qual è la percentuale di italiani che ha letto almeno un libro nel 2024?

Nel 2024 il 57,1% degli italiani di sei anni e più ha letto almeno un libro nell'anno, secondo il report Istat.

Come sono cambiate le abitudini di lettura in Italia negli ultimi anni?

La quota di lettori è in calo: dal 60,0% nel 2000 al 57,1% nel 2024, con una contrazione più marcata tra chi legge per svago.

Quali sono le principali disuguaglianze nella lettura di libri in Italia?

Esistono forti differenze territoriali e socio-economiche: nel Centro-Nord legge oltre il 60% della popolazione, contro il 47% del Mezzogiorno, e tra le famiglie con reddito più alto legge il 72,5% rispetto al 43,9% di quelle con reddito più basso.

C'è una differenza significativa tra i generi nella lettura di libri?

Sì, le donne leggono di più degli uomini: il 62,6% contro il 51,2%, con la differenza più marcata nella fascia 45-54 anni.

Qual è la situazione riguardo la frequenza di lettura tra gli italiani?

Solo il 17,4% degli italiani legge tutti i giorni, il 37,4% settimanalmente e il 42,4% con cadenza mensile o più sporadica.

Qual è il ruolo dell'esposizione precoce alla lettura nei bambini?

L'esposizione precoce è molto alta: il 90% dei bambini di 3-5 anni legge, colora o sfoglia libri almeno una volta a settimana, e questa abitudine è uno dei principali predittori della lettura in età adulta.

Pubblicato il: 9 luglio 2026 alle ore 13:07

Natale Labia

Articolo creato da

Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

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