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Manoscritto Lebaudy in asta: 126 miniature e sette secoli di storia
Cultura

Manoscritto Lebaudy in asta: 126 miniature e sette secoli di storia

Disponibile in formato audio

Il codice del Lancelot-Graal va all'asta da Christie's l'8 luglio 2026: 126 miniature, sette secoli in mani private, stima 1,5-2 milioni di sterline.

Indice: In breve | Da Metz a Londra: la provenienza in sei passaggi | Il codice e la sua iconografia | Il ciclo della Vulgata, il romanzo che ha fissato Re Artù | Tre equivoci ricorrenti sul codice | Domande frequenti

In breve

  • L'asta è l'8 luglio 2026 a Londra, Valuable Books and Manuscripts di Christie's.
  • Il codice è stato realizzato a Metz tra il 1290 e il 1310 in pergamena.
  • Contiene 126 miniature illuminate con oro a foglia, attribuite al Maestro dell'Apocalisse di Liegi.
  • La stima ufficiale di Christie's è 1,5-2 milioni di sterline, equivalenti a circa 2-2,6 milioni di dollari.
  • È stato in mani private per sette secoli ed è la prima copia del ciclo Lancelot-Graal in asta pubblica.

Da Metz a Londra: la provenienza in sei passaggi

La scheda di Christie's ricostruisce sette secoli di passaggi tra nobili, collezionisti e industriali. È una catena breve, perché il codice è rimasto sempre in mani private e raramente è transitato in fiere o vendite documentate. Il volume è conosciuto con due nomi: codice Lebaudy, dall'ultimo proprietario privato del Novecento, e Clermont-Tonnerre Grail, dal conte che lo possedette nei secoli precedenti.

  1. L'atelier del Maestro dell'Apocalisse di Liegi produce il codice in pergamena a Metz tra il 1290 e il 1310, su committenza non identificata.
  2. Nel XV secolo il manoscritto è documentato presso Michel de Gronnais, figura militare della stessa città.
  3. Nel XVI secolo passa a Michel de Chaverson, giostratore di Metz e bibliofilo.
  4. Dopo vari passaggi entra nella collezione del conte di Clermont-Tonnerre, da cui prende uno dei suoi nomi attuali.
  5. Nell'Ottocento è di Sir Thomas Phillipps, il bibliofilo britannico che radunò oltre 60.000 manoscritti.
  6. Nel Novecento appartiene a Jean Lebaudy, industriale francese scomparso nel 1969, ed è poi entrato in una collezione privata che lo ha custodito fino alla messa in vendita.

Il codice e la sua iconografia

Il manoscritto Lebaudy trasmette i primi tre rami del ciclo della Vulgata in francese antico: l'Estoire del Saint Graal, il Merlin e la parte iniziale del Lancelot in prosa. Sono i blocchi narrativi che fissano l'origine del Graal, la nascita di Merlino e l'ingresso di Artù nella leggenda cavalleresca europea. Il volume è in pergamena e conserva una legatura in velluto verde del Seicento, che protegge un'illustrazione capillare: 126 miniature a colori, molte delle quali ravvivate dall'oro a foglia brunito.

Le scene illustrate non si limitano agli episodi più celebri. Compaiono Merlino trasformato in cervo, i cavalieri della Tavola Rotonda di ritorno dalla battaglia e Galvano con i suoi uomini. Lo stile, riconoscibile per gli occhi a punto nero e i pomelli rossi sulle guance, è quello del cosiddetto Maestro dell'Apocalisse di Liegi, attivo a Metz tra fine Duecento e inizio Trecento e specializzato in apocalissi figurate. La pista dell'attribuzione è confermata dal confronto con l'Apocalisse di San Giovanni conservata all'Université de Liège, il codice che ha dato il nome a questo anonimo miniatore.

Il ciclo della Vulgata, il romanzo che ha fissato Re Artù

Il ciclo Lancelot-Graal, noto anche come ciclo della Vulgata, è una sequenza di cinque romanzi in prosa francese composta tra il 1215 e il 1240. I cinque rami sono l'Estoire del Saint Graal, il Merlin, il Lancelot Proper, la Queste del Saint Graal e la Mort le roi Artu. Tradizionalmente la stesura è stata attribuita a Walter Map, chierico di Enrico II Plantageneto, ma la critica più recente la riconduce a una redazione collettiva di ambiente cistercense, anonima e probabilmente coordinata.

Sulla digitalizzazione integrale del Lancelot-Graal della BnF è disponibile una copia completa del ciclo, utile come metro di confronto per chi voglia capire cosa contiene il volume di Christie's e cosa invece manca. Il codice Lebaudy si ferma infatti ai primi tre rami: la parte finale del Lancelot, la Queste e la Mort le roi Artu non vi sono trascritte. La fortuna del ciclo nel Medioevo è stata enorme: ha plasmato la letteratura cavalleresca europea fino a Tasso e oltre, e ha fissato lo schema narrativo di gran parte delle riscritture moderne del mito arturiano.

Tre equivoci ricorrenti sul codice

Non è il più antico testimone del ciclo arturiano: copie precedenti sono già note ai filologi, come il manoscritto Royal 19 C XIII conservato alla British Library, datato fra il 1230 e il 1250, o il manoscritto francese 771 della Bibliothèque nationale de France, attribuito al 1240-1250 circa. Il codice Lebaudy è invece il più antico esemplare del ciclo Lancelot-Graal a comparire in un'asta pubblica.

Non contiene tutta la storia di Re Artù: vi figurano i primi tre rami della Vulgata, fino all'inizio del Lancelot in prosa. Per leggere la Queste del Saint Graal e la morte del re bisogna affiancare il codice ad altri manoscritti o all'edizione critica di riferimento. Una distinzione che orienta anche il valore: si paga il primato cronologico in asta e la qualità delle miniature, non la completezza testuale.

La stima non arriva a 4 milioni di dollari: la cifra ufficiale comunicata da Christie's nella scheda di catalogo è 1,5-2 milioni di sterline, equivalenti a circa 2-2,6 milioni di dollari al cambio di fine maggio 2026. Le previsioni in dollari più alte, circolate in alcune ricostruzioni di stampa, non corrispondono alla forbice indicata dalla casa d'aste.

Domande frequenti

Cos'è esattamente il ciclo Lancelot-Graal?

È una saga in prosa francese del Duecento che riunisce in cinque rami la storia del Graal, di Merlino, di Lancillotto, della ricerca del calice sacro e della morte di Re Artù. La sua fortuna ha plasmato gran parte della letteratura cavalleresca europea successiva, dai romanzi castigliani alle riscritture moderne.

Chi è il Maestro dell'Apocalisse di Liegi?

È un miniatore anonimo attivo a Metz a cavallo tra Duecento e Trecento, identificato dagli studiosi per uno stile riconoscibile e per una produzione concentrata su apocalissi figurate, fra cui quella di Liegi che gli ha dato il nome. La sua bottega ha lavorato anche per committenti laici, come il codice Lebaudy testimonia.

Si potrà ancora vedere il codice dopo la vendita?

Dipende dal compratore. Diversi studiosi auspicano l'acquisto da parte di un'istituzione pubblica, che ne garantirebbe digitalizzazione e consultazione. In caso di passaggio a un nuovo collezionista privato, l'accesso resterebbe vincolato a prestiti temporanei o a iniziative editoriali concordate. L'apparizione in asta del codice riapre una questione che gli studi medievali si pongono da decenni: quanti manoscritti arturiani restano fuori dalla portata della filologia perché custoditi in collezioni private. L'esito dell'8 luglio dirà se questo esemplare resterà un riferimento solo bibliografico o se potrà tornare disponibile per la ricerca e per il pubblico.

Pubblicato il: 8 giugno 2026 alle ore 07:05

Tamara Mancini

Articolo creato da

Tamara Mancini

Laureata in Lettere e Filosofia all’Università La Sapienza di Roma, ha conseguito una laurea triennale in Storia e Relazioni Internazionali e una laurea magistrale in Islamistica e Mediazione Interculturale. È autrice, copywriter ed editor. La formazione umanistica ha contribuito a sviluppare il suo interesse per la scrittura, l’analisi dei testi e la divulgazione, competenze che oggi applica nel lavoro giornalistico e nella produzione di contenuti. Il suo percorso di studi si è concentrato sulle dinamiche culturali, sui processi migratori e sul dialogo tra società e religioni, con particolare attenzione alla comunicazione e alla mediazione. Da circa dieci anni lavora nel campo della scrittura professionale e dell’editoria digitale. Scrive su giornali e testate online occupandosi di informazione e approfondimento. Ha collaborato anche con realtà radiofoniche come speaker, occupandosi inoltre della produzione di contenuti per la programmazione. Nel tempo ha realizzato articoli e contenuti divulgativi destinati al web, collaborando con progetti editoriali e diverse realtà. Parallelamente si occupa di editing e revisione testi, affiancando redazioni e autori nella costruzione di contenuti solidi dal punto di vista editoriale. È autrice di un libro e appassionata di editoria, storia e divulgazione. Su EduNews24.it scrive articoli dedicati ad istruzione, formazione, cultura e cambiamenti sociali, con l’obiettivo di offrire strumenti utili per comprendere la realtà contemporanea.

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