"Un compagno di strada che oggi ci lascia in ragione di un punto tutto politico, non certamente giuridico e figurarsi se culturale". Con queste parole Pietrangelo Buttafuoco, presidente della Fondazione Biennale, ha commentato il taglio da 2 milioni di euro deciso dall'agenzia europea Eacea dopo la riapertura del padiglione russo. La cifra vale il 2,7% del valore della produzione registrato nel 2024, pari a 73,4 milioni.
Due milioni su 73,4: quanto pesa davvero il taglio
Il grant Creative Europe revocato dall'Agenzia esecutiva europea per l'istruzione e la cultura riguardava un contributo di 2 milioni distribuiti su più anni, con una copertura originariamente prevista fino al 2028. Sul bilancio 2024 della Biennale l'incidenza si ferma al 2,7% del valore della produzione totale, che nell'ultimo anno di Biennale Arte è arrivato a 73,4 milioni contro i 72,7 milioni del 2022, altro anno comparabile.
Il resto del quadro rende evidente perchè la Fondazione parla di "nessun impatto significativo". Al 31 dicembre 2024 la cassa istituzionale era di 36,1 milioni, cui si aggiungevano 29,3 milioni sul conto dedicato ai fondi PNC-PNRR. I costi complessivi hanno raggiunto 63,8 milioni, coperti da un mix di contributo pubblico stabile e ricavi propri in crescita: biglietteria, sponsorizzazioni e privati che hanno versato altri 2,7 milioni per gli allestimenti. Il personale conta 127 dipendenti a tempo indeterminato più 86 stagionali. Tutti i dati arrivano dal Bilancio della Biennale di Venezia al 31/12/2025.
Il paradosso citato da Buttafuoco: sei miliardi in sei mesi a Mosca
Il presidente della Fondazione ha messo in fila due numeri per rovesciare l'accusa politica: "Toglie 2 milioni alla Biennale e da' 6 miliardi in sei mesi a Putin". Il riferimento è alle importazioni europee di gas naturale liquefatto dal terminale russo di Yamal, controllato dalla società Novatek.
Nei primi sei mesi del 2026 i Paesi Ue hanno importato 9,89 milioni di tonnellate di GNL dal terminale russo, il 18% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Secondo le stime della ONG Urgewald basate su dati Kpler, il valore complessivo di quei carichi ha sfiorato i 5,96 miliardi di euro. I principali acquirenti sono stati Francia (3,6 milioni di tonnellate), Belgio (2,9) e Spagna (2,7).
Il rapporto tra le due cifre è di quasi tremila a uno: 6 miliardi versati in sei mesi per l'energia contro 2 milioni tolti in tre anni alla Fondazione. La forza retorica del confronto poggia su un fatto normativo: il divieto pieno di importare GNL russo entrerà in vigore solo il 1° gennaio 2027, come stabilito dal regolamento del Consiglio Ue sul phase-out del gas russo approvato nel gennaio scorso.
Ricorso legale e Mostra del cinema: cosa cambia adesso
La Fondazione ha annunciato ricorso presso le autorità competenti per contestare la decisione dell'Eacea. Il calendario resta invariato: l'83° Mostra internazionale d'arte cinematografica si aprirà a Venezia dal 2 al 12 settembre 2026, come confermato in conferenza stampa. Nessun rinvio, nessun taglio al programma. La Biennale, ricorda Buttafuoco, è un'istituzione con 131 anni di storia e la solidità patrimoniale per assorbire l'urto.
Il precedente peserà però sulle prossime tornate di finanziamento europeo. La procedura di revoca è stata aperta il 10 aprile 2026, formalizzata il 23 aprile con la concessione di 30 giorni per chiarimenti, e chiusa il 21 luglio dopo tre lettere della Commissione Ue e altrettante repliche della Fondazione. La linea del ministro Alessandro Giuli è nota: contrario alla riapertura del padiglione russo, ma l'Italia non ha firmato la lettera di protesta partita dagli altri Stati membri e ha lasciato la Fondazione libera di decidere.
Sul fronte del cinema e degli spettacoli l'attenzione resta alta anche altrove: in queste settimane si è aperto il Giffoni Film Festival 2026, mentre la maggioranza lavora al rilancio di una nuova biennale dello spettacolo a Spoleto.
Il ricorso della Fondazione dovrà ora incamminarsi verso le sedi competenti, con esito atteso nei prossimi mesi. Nel frattempo il MiC ha aperto un bando da 3 milioni a fondo perduto per imprese culturali e creative, segnale che i fondi pubblici alla cultura continuano a scorrere su altri canali.
Domande frequenti
Perché l'Unione Europea ha revocato il finanziamento di 2 milioni alla Biennale di Venezia?
La revoca del finanziamento è stata decisa dall'agenzia europea Eacea in seguito alla riapertura del padiglione russo alla Biennale, una scelta considerata di natura politica piuttosto che giuridica o culturale.
Qual è l'impatto reale della perdita dei 2 milioni sul bilancio della Biennale?
L'incidenza del taglio sul bilancio 2024 della Biennale è minima, pari al 2,7% del valore della produzione, e la Fondazione sottolinea che non avrà alcun impatto significativo sulle attività grazie alla solidità patrimoniale e ai ricavi diversificati.
Come ha reagito la Fondazione Biennale alla decisione dell'Eacea?
La Fondazione Biennale ha annunciato un ricorso presso le autorità competenti per contestare la decisione e ha confermato che il calendario degli eventi, inclusa la Mostra del Cinema, non subirà variazioni.
Ci saranno conseguenze sulla Mostra internazionale d'arte cinematografica o su altri eventi della Biennale?
No, la Mostra internazionale d'arte cinematografica si terrà regolarmente dal 2 al 12 settembre 2026 e non sono previsti tagli o rinvii al programma.
Il precedente della revoca influenzerà i futuri finanziamenti europei alla Biennale?
Sì, il precedente potrebbe avere un impatto sulle prossime richieste di finanziamento europeo, poiché la procedura di revoca resterà un elemento da considerare nelle future valutazioni.
Esistono altre fonti di finanziamento per la cultura in Italia, dopo la revoca del grant europeo?
Sì, il Ministero della Cultura ha recentemente aperto un bando da 3 milioni a fondo perduto per imprese culturali e creative, dimostrando che i fondi pubblici per la cultura continuano ad essere disponibili attraverso altri canali.