Loading...
Inferno in scena in Brianza, mentre il MIM toglie Dante dal quinto anno
Cultura

Inferno in scena in Brianza, mentre il MIM toglie Dante dal quinto anno

Disponibile in formato audio

ISTAT: 28,5% dei ragazzi italiani non legge libri. In Brianza un laboratorio teatrale porta in scena l'Inferno, mentre il MIM lo sposta al quarto anno.

Dante a scuola può ancora arrivare ai ragazzi che leggono poco? Cinquanta minuti di terzine in endecasillabo, accompagnate da violino e pianoforte, recitate da studenti che fino a quel momento il libro lo aprivano poco. Il laboratorio teatrale sull'Inferno andato in scena in una superiore statale della Brianza, raccontato su ilSussidiario, arriva nelle stesse settimane in cui il ministero firma indicazioni che spostano il poeta fuori dall'ultimo anno di liceo.

Cosa è andato in scena in Brianza

Il regista Andrea Carabelli e la docente di filosofia e musicista Simona Ghezzi hanno selezionato passaggi delle tre cantiche e li hanno fatti studiare a fondo a un gruppo che mescolava liceali e studenti dell'istituto tecnico. La scelta esplicita è stata non passare solo dagli studenti eccellenti, ma includere anche quelli con fragilità e intemperanze. Il testo non è stato modernizzato: l'endecasillabo è stato mantenuto, con commentatori in scena che chiarivano i passaggi più ostici e un coro a tenere il quadro. La musica entra quando Dante tace, e tace quando Dante parla.

L'esperienza nasce come prosecuzione di laboratori già attivi negli anni scorsi, ma la scelta del poema è arrivata dai ragazzi stessi. Il risultato finale, allestito nell'auditorium scolastico, è una versione fedele alla cadenza del verso, con scenografia povera e recitazione potente. Gli applausi, raccontano, sono arrivati anche dal pubblico esterno alla scuola.

Lo sfondo: dati ISTAT e nuove Indicazioni

I numeri ISTAT pubblicati a dicembre 2025 spiegano perché un'esperienza così conti più di quanto sembri. Tra gli 11 e i 19 anni il 22,1% dichiara di non aver letto nemmeno un libro nei dodici mesi precedenti, con un divario di genere netto: 28,5% dei maschi contro 15,3% delle femmine. Il 29,2% delle ragazze legge più di sei libri all'anno, quota che tra i ragazzi crolla al 16,1%. Lo scarto cresce proprio nella fascia in cui Dante a scuola entra in programma: il 49,5% dei 14-19enni dichiara di amare la lettura, contro il 55,3% degli 11-13enni. La quota di non lettori sale al 32,3% tra i figli di chi ha al massimo la licenza media.

Su questo sfondo, le nuove Indicazioni nazionali per i licei firmate dal MIM il 22 aprile 2026 spostano la Divina Commedia tra il terzo e il quarto anno, lasciando il quinto alla letteratura post-unitaria e alla contemporaneità. Il documento suggerisce di leggere il poema per passi selezionati nelle tre cantiche, raccontandolo come un romanzo, e di affidare al docente la cura dei collegamenti narrativi. La fase di consultazione con scuole e consulte studentesche è appena partita: le prime novità sono attese a settembre 2028, il quinto anno senza Dante dal 2032.

Cosa dice l'esperimento brianzolo al nuovo impianto

Il laboratorio brianzolo lavora in direzione opposta su tre fronti. Primo: non riduce il poema a una sequenza di passi narrati come un romanzo, ma costringe i ragazzi a ricostruire l'endecasillabo e a maneggiare il testo nella sua cadenza originaria. Secondo: non separa la letteratura dalla musica, le tiene insieme dentro un unico compito di apprendimento, su una linea che era già stata indicata da Luigi Berlinguer e che la scuola superiore italiana, fuori dal liceo musicale, ha smesso di praticare. Terzo: non opera sugli studenti più predisposti, ma proprio sui ragazzi che parlano un gergo minimo e leggono poco, quelli su cui il dato sul non lettore pesa di più.

La rilevazione ISTAT sui giovanissimi nel tempo libero segnala che il 56,8% dei figli di laureati ama la lettura, contro il 47,3% di chi ha genitori con titolo di studio più basso. Lo scarto culturale familiare conta, e il teatro a scuola è uno dei pochi dispositivi che riporta in classe libri che a casa non vengono mai presi in mano. Sulla stessa linea si muovono iniziative come la campagna ioleggoperché 2025 per le biblioteche scolastiche e i percorsi di riscoperta del patrimonio antico, dal nuovo affresco dionisiaco emerso a Pompei alle pagine dantesche, che funzionano solo se trovano in classe chi le rilancia.

Da qui al 2032 restano sei anni per misurare se il problema sia la quantità di Commedia nei programmi o il modo in cui la si propone. Le stesse traiettorie che portano figure come Alba Rohrwacher al palco degli Oscar 2025 dipendono da una scuola che continua a far accadere la grande letteratura. L'esperimento di Brianza, su questo, ha già dato la sua risposta.

Domande frequenti

Qual è stato l'obiettivo principale del laboratorio teatrale sull'Inferno andato in scena in Brianza?

L'obiettivo era coinvolgere studenti di diversi livelli, inclusi quelli meno motivati alla lettura, facendo loro studiare e recitare passi selezionati della Divina Commedia in endecasillabo, accompagnati da musica, per riscoprire il testo nella sua forma originale.

Cosa prevedono le nuove Indicazioni nazionali del MIM riguardo lo studio di Dante nelle scuole superiori?

Le nuove Indicazioni spostano lo studio della Divina Commedia tra il terzo e il quarto anno di liceo, lasciando il quinto anno alla letteratura post-unitaria e contemporanea, e suggeriscono di affrontare l'opera attraverso passi selezionati e con un approccio narrativo.

Qual è la situazione attuale della lettura tra i giovani secondo i dati ISTAT citati nell'articolo?

I dati ISTAT mostrano che tra gli 11 e i 19 anni il 22,1% dei giovani non ha letto nemmeno un libro nell'ultimo anno, con un divario di genere significativo e una maggiore incidenza di non lettori tra i figli di chi ha livelli di istruzione più bassi.

In che modo il laboratorio teatrale brianzolo si distingue rispetto alle nuove direttive ministeriali?

Il laboratorio mantiene la struttura originaria del testo dantesco, integra la musica come parte essenziale dell'apprendimento e coinvolge attivamente anche gli studenti meno appassionati alla lettura, andando oltre la semplice narrazione dei passi selezionati suggerita dal ministero.

Perché il teatro a scuola viene considerato efficace nel promuovere la lettura tra gli studenti?

Il teatro permette agli studenti di avvicinarsi ai testi in modo attivo e collaborativo, anche a chi non legge abitualmente, creando un contesto esperienziale che può compensare la mancanza di abitudine alla lettura in famiglia.

Quando entreranno in vigore le novità previste dalle nuove Indicazioni nazionali sullo studio di Dante?

La fase di consultazione è appena iniziata e le prime novità sono attese da settembre 2028, con l'esclusione di Dante dal quinto anno prevista a partire dal 2032.

Pubblicato il: 4 giugno 2026 alle ore 08:15

Antonello Torchia

Articolo creato da

Antonello Torchia

Direttore Responsabile di EduNews24.it Antonello Torchia è giornalista professionista, politologo e geografo, con un percorso formativo e professionale di ampio respiro che integra competenze in ambito economico, geopolitico, comunicativo e territoriale. Vanta una solida formazione accademica multidisciplinare: ha conseguito la Laurea in Economia e Commercio (quadriennale, Vecchio Ordinamento), la Laurea Magistrale in Relazioni Internazionali (LM-52) con la votazione di 110/110 e lode, e la Laurea Magistrale in Scienze Geografiche (LM-80). Un trittico di competenze che gli consente di leggere i fenomeni contemporanei con una prospettiva che abbraccia le dinamiche economiche, le relazioni tra Stati e le dimensioni spaziali e territoriali della società. Nel corso della sua carriera ha maturato una significativa esperienza nella comunicazione istituzionale e politica, collaborando con emittenti televisive e testate della carta stampata. Questa esperienza sul campo gli ha conferito una padronanza trasversale dei linguaggi mediatici, dalla televisione al digitale. Attualmente ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di EduNews24.it, testata giornalistica online dedicata al mondo dell'istruzione, della formazione e delle politiche educative italiane ed europee, dove cura la linea editoriale e supervisiona la produzione di contenuti rivolti a docenti, studenti, istituzioni e operatori del settore educativo. È inoltre docente di Comunicazione presso la SSML Città di Lamezia Terme, istituto universitario specializzato nella mediazione linguistica, dove mette a disposizione delle nuove generazioni di professionisti della comunicazione il proprio bagaglio di competenze giornalistiche, analitiche e accademiche.

Articoli Correlati