Circa 220mila visitatori e 1.900 marchi da 49 paesi. Da venerdì 4 a martedì 8 settembre 2026 Berlino ospita IFA, la fiera dell'elettronica di consumo, con robot umanoidi, cyber animali e assistenti AI di compagnia nei padiglioni della Messe Berlin.
I numeri della fiera e cosa c'è nei padiglioni
Gli espositori occupano circa 190mila metri quadrati alla Messe Berlin e il tema dominante è l'intelligenza artificiale applicata alla vita quotidiana: smart home, robotica di servizio, wearable, salute, gaming e content creation. Nell'area IFA Next, dedicata alle tecnologie in fase avanzata di sviluppo, sono presenti oltre 300 espositori tra cui i robot Unitree, Agibot, PrimeBOT, EngineAI e Deep Robotics. La platea dei visitatori è pesantemente professionale: la fiera stima che il 65% siano buyer del retail internazionale e l'80% dei visitatori professionali siano decision maker aziendali. L'edizione 2025 ha chiuso con oltre 220mila visitatori da 140 paesi, un aumento del 50% dei content creator accreditati al Creator Hub (oltre 1.200 partecipanti) e una crescita del 16% delle conferenze stampa registrate sul posto. Numeri che spiegano perché la fiera resti il principale appuntamento b2b europeo dell'elettronica di consumo, con anteprime mondiali di brand come Samsung, LG, Bosch, Siemens, Sony, Panasonic e Miele.
L'Italia porta 12 startup in 108 metri quadrati
L'Italia è presente con un padiglione collettivo organizzato dall'ICE Agenzia per il padiglione italiano a IFA 2026 in uno spazio di 108 metri quadrati, che ospita 12 startup e PMI innovative iscritte al Registro speciale delle Camere di Commercio. La partecipazione è a titolo gratuito e ciascuna azienda dispone di cinque pass espositore. I settori di riferimento definiti dall'ente sono Retail 4.0, soluzioni SaaS, wearable, greentech, sostenibilità e tecnologie immersive VR e XR. La scelta di Berlino non è casuale: la Germania ha un ecosistema startup policentrico con quattro poli principali (Berlino, Baviera, Renania Settentrionale-Vestfalia e Baden-Württemberg) e round di venture capital di dimensione crescente concentrati su intelligenza artificiale, energia, biotech e health tech. Il costo di un ingresso in autonomia in una fiera globale come questa si aggira sulle decine di migliaia di euro tra stand, allestimento e trasferte: il padiglione collettivo ne abbassa in modo netto la barriera, ma resta un canale riservato alle imprese già iscritte al Registro speciale delle Camere di Commercio, che secondo la stessa nota dell'ente porterà a Berlino solo hardware e software innovativi senza limitazioni di verticalità.
Robot, esoscheletri e la settimana dell'innovazione europea
Il volto della fiera racconta cosa dovrebbe entrare nelle case nei prossimi anni. Haier presenta il primo esoscheletro W3, in carbonio e lega di titanio, con sensori che adattano in tempo reale il sostegno ai movimenti, e robot umanoidi che caricano la lavatrice o riordinano il frigorifero. In vetrina anche robot da compagnia, tagliaerba con bracci meccanici e robot di pulizia in grado di riconoscere e classificare la sporcizia. La spinta va verso ecosistemi connessi: elettrodomestici che si parlano tra loro per ridurre gli sprechi energetici e assistenti vocali che anticipano le abitudini di chi vive in casa. Nella stessa settimana in Italia partono altri due appuntamenti che raccontano un altro pezzo di innovazione: la Mostra del cinema, dove il ministro Giuli ha definito il cinema come presidio di libertà a Venezia 83 alla vigilia di una svolta industriale, e l'apertura del bando MIM da 201 milioni per il cinema a scuola 2026: cifre che, messe accanto ai 108 metri quadrati del padiglione italiano a Berlino, dicono in modo brutale la distanza di scala tra investimento culturale e industriale.
La partita dei cinque giorni tedeschi non si chiude con il conto degli espositori. Chi guarda a Berlino sa che l'ordine dei robot in fila, la posizione degli stand cinesi e il numero di brevetti annunciati misurano dove sta andando il capitale tecnologico globale. La delegazione italiana da dodici nomi è un termometro, non un traguardo.
Domande frequenti
Cosa rappresenta la fiera IFA di Berlino per il settore dell'elettronica di consumo?
IFA è il principale appuntamento B2B europeo dell'elettronica di consumo, con una forte presenza internazionale e anteprime mondiali di grandi brand. La fiera è un punto di riferimento per innovazione, networking e lancio di nuove tecnologie.
Qual è il ruolo dell'Italia a IFA 2026 e come vengono selezionate le startup partecipanti?
L'Italia partecipa con un padiglione collettivo di 108 metri quadrati, organizzato dall'ICE, ospitando 12 startup e PMI innovative iscritte al Registro speciale delle Camere di Commercio. La partecipazione è gratuita e riservata alle aziende che propongono soluzioni hardware e software innovativi.
Quali sono i settori principali delle startup italiane presenti all'IFA 2026?
I settori di riferimento sono Retail 4.0, soluzioni SaaS, wearable, greentech, sostenibilità e tecnologie immersive VR e XR. Le startup presentano prodotti e servizi all'avanguardia in questi ambiti.
Quali sono le principali innovazioni presentate nei padiglioni della fiera?
Tra le innovazioni spiccano robot umanoidi, esoscheletri intelligenti, robot da compagnia, dispositivi per smart home e sistemi di assistenza vocale avanzati. L'intelligenza artificiale è il tema dominante, applicata alla vita quotidiana e all'efficienza energetica.
Perché la Germania, e in particolare Berlino, è una meta strategica per le startup tecnologiche?
La Germania offre un ecosistema startup policentrico con importanti poli come Berlino, Baviera, Renania Settentrionale-Vestfalia e Baden-Württemberg, attrattivi per investimenti in AI, energia, biotech e health tech. La presenza di venture capital e la dimensione internazionale della fiera ne fanno una piazza ideale per le startup innovative.
Qual è l’impatto economico e culturale della presenza italiana rispetto ad altri eventi della stessa settimana?
La partecipazione italiana a IFA, pur rappresentando un'opportunità industriale significativa, evidenzia la differenza di scala rispetto agli investimenti culturali, come quelli per il cinema a scuola. La dimensione del padiglione italiano mostra la distanza tra investimenti industriali e culturali nel contesto europeo.