L'emendamento a firma di Marcello Pera vorrebbe introdurre un ballottaggio nel Rosatellum per contenere la crescita di Futuro Nazionale, ma la storia dell'ingegneria elettorale italiana suggerisce che le leggi scritte contro un avversario finiscono spesso per favorirlo.
Il pantano del Rosatellum
Fratelli d'Italia e Forza Italia guardano al doppio turno come strumento per recuperare al secondo turno i voti persi al primo, in particolare quelli confluiti sulla lista del generale Roberto Vannacci. La Lega resta contraria. I termini per presentare l'emendamento in Commissione al Senato sono scaduti: la proposta potrà arrivare solo in Aula, non prima della fine di settembre, con il rientro dalle vacanze parlamentari che riporta al centro la legge elettorale e la Rai.
Le opzioni sul tavolo sono due. La prima è un doppio turno secco tra le due liste più votate. La seconda scatta solo se le due maggiori superano il 40% ma restano sotto il 42%. Entrambe cambierebbero il funzionamento del premio di maggioranza attualmente previsto dalla legge n. 165/2017, il Rosatellum, in vigore dal novembre 2017.
Il precedente del 2006: 24.755 voti
L'ultimo esperimento italiano di legge disegnata su misura di una maggioranza si chiama Porcellum. La legge n. 270/2005, portata in Aula da Roberto Calderoli, fu approvata a dicembre 2005 dalla coalizione allora al governo con l'obiettivo dichiarato di consegnare il premio al centrodestra e forzare l'elettorato verso una scelta bipolare secca. L'impianto era tarato sui sondaggi che davano la Casa delle Libertà in netto vantaggio e prevedeva liste bloccate senza preferenze e un premio di maggioranza automatico alla lista o coalizione più votata alla Camera, senza alcuna soglia minima di consensi.
Il risultato è nei numeri dell'Archivio storico del Ministero dell'Interno. Alle elezioni del 9 aprile 2006 la Casa delle Libertà di Silvio Berlusconi raccolse alla Camera il 49,74% dei voti, pari a 18.977.843 preferenze, contro il 49,81% dell'Unione di Romano Prodi con 19.002.598 preferenze. Uno scarto di 24.755 voti su 39,3 milioni di votanti bastò per assegnare al centrosinistra il premio da 340 seggi, contro i 277 del centrodestra.
Otto anni dopo la sentenza 1/2014 della Corte Costituzionale dichiarò incostituzionale proprio quel premio, perché attribuito senza alcuna soglia minima di voti. Il congegno pensato per blindare una maggioranza si rivelò lo strumento della sua sconfitta, con lo scarto più stretto della storia repubblicana. Il Porcellum restò in vigore per tre legislature e produsse governi di segno opposto a quello per cui era stato pensato: prima Prodi nel 2006, poi la scomposizione delle coalizioni con il tramonto del bipolarismo che la legge avrebbe dovuto imporre.
Sondaggi che raddoppiano in tre mesi
L'analogia con oggi non è forzata. La riforma Pera si baserebbe sui sondaggi di settembre 2026, ma il calendario è ostile: tra lo scioglimento delle Camere e le elezioni devono trascorrere almeno 60 giorni per la presentazione delle liste e la campagna. Nel frattempo le forze in campo si riposizionano.
Un dato dà la misura del rischio. A fine maggio Futuro Nazionale si fermava al 4% nelle rilevazioni, poco più della metà del consenso attuale. Applicare uno schema pensato per contenere una lista a doppia cifra su un partito ancora in crescita significa consegnare il secondo turno al margine di errore statistico che i sondaggisti stimano intorno al 2%. Sotto quella soglia qualunque previsione diventa aleatoria: chi arriva al secondo turno e chi resta escluso è materia da moviola. Nel frattempo la stessa maggioranza si avvia a diventare il governo più longevo della storia repubblicana, un traguardo politico che si scontra con l'ingegneria istituzionale in corso.
C'è poi la variabile astensione: gli elettori Vannacci, mobilitati dalla figura del generale più che dalla logica del voto utile, potrebbero disertare il ballottaggio, esattamente come già accade nelle amministrative dove il centrodestra sta lavorando per ridurre il ricorso al doppio turno. Nel 2006 bastarono 24.755 voti su quasi 40 milioni per ribaltare il calcolo di Calderoli.
Domande frequenti
Cosa prevede l'emendamento Pera sul ballottaggio nel Rosatellum?
L'emendamento propone di introdurre un ballottaggio tra le due liste più votate o, in alternativa, solo se entrambe superano il 40% ma restano sotto il 42%. Queste modifiche cambierebbero il funzionamento del premio di maggioranza previsto dal Rosatellum.
Qual è lo scopo dell'introduzione del doppio turno secondo i promotori?
Fratelli d'Italia e Forza Italia vedono il doppio turno come uno strumento per recuperare al secondo turno i voti persi al primo, in particolare quelli confluiti su liste concorrenti come Futuro Nazionale. L'obiettivo è contenere la crescita di nuove formazioni politiche e rafforzare le maggiori.
Quali sono i rischi storici legati alle leggi elettorali pensate contro un avversario?
La storia italiana mostra che le leggi elettorali scritte contro un avversario spesso finiscono per favorirlo, come accadde con il Porcellum nel 2006. In quel caso, la legge fu pensata per favorire il centrodestra ma finì per assegnare la maggioranza al centrosinistra per un margine minimo di voti.
Come potrebbe influire l'astensione sul risultato del ballottaggio?
L'astensione potrebbe avere un impatto significativo, soprattutto tra gli elettori mobilitati da singole figure piuttosto che da logiche di voto utile. Questo fenomeno è già stato osservato nelle elezioni amministrative, dove il centrodestra cerca di ridurre il ricorso al doppio turno per evitare la dispersione dei consensi.
Perché la variabilità dei sondaggi rappresenta un rischio per la nuova legge elettorale?
I sondaggi possono cambiare rapidamente, come dimostra la crescita di Futuro Nazionale in pochi mesi. Applicare una legge pensata per contenere una lista in crescita espone il risultato del ballottaggio al margine di errore statistico, rendendo incerta la previsione su chi accederà al secondo turno.