Il nuovo University Report dell'Osservatorio JobPricing colloca Ingegneria chimica e dei materiali al primo posto nel 2025 tra le lauree per rendimento economico, con una retribuzione annua lorda media di 37.693 euro nella fascia 25-34 anni. Seguono Ingegneria meccanica, navale, aeronautica e aerospaziale a 37.334 euro (+8,4%) e Ingegneria gestionale a 36.935 euro (+7,2%), tutte sopra la media dei laureati coetanei ferma a 34.445 euro. Ai margini della classifica restano invece le aree umanistiche, linguistiche, pedagogiche, psicologiche e politico-sociali, ancora sotto la media dei laureati della stessa fascia.
Il premio della laurea vale in media 11 mila euro l'anno
Il rapporto fotografa una Ral media 2025 di 42.378 euro per chi ha un titolo universitario e di 30.999 euro per chi non l'ha: la differenza è di circa il 37%. Il vantaggio cresce con l'età: nella fascia 25-34 anni il gap si ferma al 21%, sale al 49% tra i 45 e i 54 anni e raggiunge il 68% dopo i 55. Il rendimento del titolo, quindi, non è uguale in tutte le stagioni della carriera: si consolida nel tempo, con il passaggio a ruoli di responsabilità più remunerati.
Le aree STEM, economiche e statistiche restano quelle che spuntano le retribuzioni più alte, sia in ingresso sia a metà carriera. Come ha spiegato Matteo Gallina, responsabile dell'Osservatorio JobPricing, il titolo universitario resta un abilitatore importante di occupazione, carriera e retribuzione, ma non produce un ritorno automatico: pesano la coerenza tra studi e ruolo ricoperto e la capacità del mercato di valorizzare le competenze acquisite. Sullo stesso terreno si muove lo University Payback Index elaborato dall'Osservatorio, che misura il tempo medio necessario a recuperare l'investimento sostenuto per gli studi.
Italia ancora sotto la media europea per quota di laureati
Il contesto in cui questi stipendi maturano resta più ristretto rispetto agli altri Paesi. In Italia il 31,6% dei 25-34enni possiede un titolo di istruzione terziaria, contro una media OCSE del 48,7% e una quota UE al 45% nel 2025 - Eurostat. La spesa pubblica in istruzione si ferma al 4% del Pil, sotto il 4,8% medio dell'Unione europea, un divario che pesa sulle risorse a disposizione degli atenei e sulla capacità di formare un numero adeguato di laureati nelle aree più richieste.
Il consultant JobPricing Andrea Anselmi collega il nodo al mismatch di competenze legato a intelligenza artificiale, transizione green e trasformazione digitale, e indica come priorità il rafforzamento del legame tra atenei, imprese e territori, condizione per trasformare la formazione in lavoro qualificato e retribuzioni adeguate.
Il rendimento economico della laurea dipende dunque dalla combinazione tra facoltà scelta, coerenza con il ruolo ricoperto e capacità del mercato di valorizzare le competenze. Il divario retributivo tra chi ha un titolo terziario e chi no si allarga con l'anzianità, ma il bacino italiano di giovani laureati resta contenuto rispetto ai principali Paesi europei di riferimento, un elemento che le imprese e gli atenei si trovano a dover affrontare per non lasciare scoperte le aree tecnico-scientifiche.
Domande frequenti
Quali sono le lauree con gli stipendi più alti in Italia nel 2025?
Secondo il University Report dell'Osservatorio JobPricing, le lauree con gli stipendi più alti sono Ingegneria chimica e dei materiali, seguite da Ingegneria meccanica, navale, aeronautica e aerospaziale, e Ingegneria gestionale.
Quanto guadagna mediamente un laureato rispetto a chi non ha un titolo universitario?
Nel 2025 la Ral media per chi possiede una laurea è di 42.378 euro, contro i 30.999 euro di chi non ne ha una, con una differenza di circa il 37% che aumenta con l'età e l'esperienza.
Come incide la scelta della facoltà sul rendimento economico della laurea?
Il rendimento economico dipende fortemente dalla facoltà scelta: le aree STEM, economiche e statistiche offrono retribuzioni più alte sia a inizio carriera sia a metà percorso, mentre le aree umanistiche restano sotto la media.
Perché il numero di laureati in Italia è inferiore rispetto alla media europea?
In Italia solo il 31,6% dei 25-34enni possiede un titolo universitario, a fronte di una media OCSE del 48,7% e UE del 45%, a causa di una spesa pubblica in istruzione inferiore rispetto alla media europea e risorse limitate per gli atenei.
Il titolo universitario garantisce automaticamente uno stipendio elevato?
No, il titolo universitario non garantisce un ritorno economico automatico; contano molto la coerenza tra studi e ruolo lavorativo e la capacità del mercato di valorizzare le competenze acquisite.
Quali sono le prospettive per migliorare l'occupazione e le retribuzioni dei laureati in Italia?
Rafforzare il legame tra università, imprese e territori è considerato prioritario per trasformare la formazione in lavoro qualificato e retribuzioni adeguate, specialmente nelle aree tecnico-scientifiche.