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Nell'anno scolastico appena concluso, il 99% degli Istituti ha organizzato gite o viaggi di istruzione
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Nell'anno scolastico appena concluso, il 99% degli Istituti ha organizzato gite o viaggi di istruzione

Nel 2025-2026 il 99% degli istituti ha fatto uscite, ma per l'88% dei docenti i costi restano il freno. Napoli scavalca Roma tra le mete più richieste.

Nel 2025-2026 il 99% degli istituti italiani ha organizzato almeno un'uscita didattica o un viaggio d'istruzione, e il 75% ha proposto entrambe le tipologie. Lo rileva l'indagine sulle scelte dei docenti per il turismo scolastico e la didattica, promossa da Didatour con La Fabbrica, agenzia di comunicazione educativa del gruppo Spaggiari. Per la prima volta la ricerca ha incluso anche la scuola dell'infanzia, che si sta imponendo come player rilevante del comparto. Il dato conferma la centralità dell'esperienza extra-aula, ma segnala una selezione crescente delle proposte in base a qualità educativa, inclusione, sostenibilità e sicurezza organizzativa.

Nella valutazione delle proposte assumono peso crescente laboratori, percorsi interdisciplinari e attività che si integrano con la programmazione di classe. Nella scuola dell'infanzia e nella primaria prevalgono le uscite in giornata e le iniziative facilmente accessibili. Nelle secondarie di secondo grado acquistano rilievo visite aziendali e percorsi di orientamento, sempre più collegati al triennio e al mondo del lavoro. Docenti e dirigenti valutano anche la disponibilità di proposte adattabili agli studenti BES o con disabilità, insieme all'accessibilità sensoriale, linguistica e alimentare.

«Il viaggio d'istruzione è sempre più considerato parte integrante del percorso formativo e viene scelto in funzione della sua capacità di favorire apprendimento, partecipazione e inclusione, senza perdere di vista la sostenibilità economica per le famiglie», commenta Angela Mencarelli, amministratrice delegata de La Fabbrica Società Benefit di Spaggiari.

Costi e adempimenti, i freni principali

L'88% dei docenti indica l'aumento dei costi come il principale ostacolo all'organizzazione dei viaggi. Per i soggiorni di più giorni il 56,3% degli istituti mantiene un budget entro i 300 euro per studente, mentre solo una quota minoritaria supera i 500 euro. Nelle attività in giornata quasi un insegnante su due segnala una spesa media di circa 20 euro per alunno, trasporti esclusi. Pesano anche gli adempimenti burocratici e la difficoltà di reperire accompagnatori: cresce la domanda di proposte chiare, affidabili e semplici da gestire, senza rinunciare alla qualità dell'esperienza.

Napoli davanti a Roma, cresce l'interesse per mete alternative

Cambia anche la geografia del turismo scolastico. Napoli si conferma la destinazione italiana più richiesta, seguita da Roma; Milano occupa il terzo posto e Torino entra tra le città con maggiore interesse. All'estero le scuole secondarie di secondo grado privilegiano Spagna, Francia e Germania, con una selezione più stretta rispetto alle mete nazionali. Circa un docente su quattro dichiara di aver scelto itinerari meno tradizionali, premiando proposte laboratoriali coerenti con gli obiettivi formativi e facilmente raggiungibili.

Il 16% degli istituti definisce uscite e viaggi già nei mesi estivi, mentre oltre due terzi concentra le scelte tra settembre e ottobre. Per il prossimo anno scolastico la selezione delle proposte ruoterà attorno all'equilibrio tra valore formativo, sostenibilità economica per le famiglie e accessibilità per l'intero gruppo classe, con un'attenzione crescente ai criteri didattici oltre alla scelta della destinazione.

Domande frequenti

Quali sono i principali criteri con cui vengono selezionate le gite scolastiche?

Le proposte vengono valutate sempre più in base a qualità educativa, inclusione, sostenibilità e sicurezza organizzativa. I docenti considerano anche laboratori, percorsi interdisciplinari e l'integrazione con la programmazione di classe.

Quali sono gli ostacoli principali all'organizzazione di viaggi d'istruzione?

L'aumento dei costi è il principale ostacolo, indicato dall'88% dei docenti. Pesano anche gli adempimenti burocratici e la difficoltà nel reperire accompagnatori.

Come variano le tipologie di uscite tra i diversi ordini di scuola?

Nella scuola dell'infanzia e primaria prevalgono le uscite in giornata e le attività facilmente accessibili. Nelle secondarie di secondo grado sono più frequenti le visite aziendali e i percorsi di orientamento collegati al mondo del lavoro.

Quali sono le destinazioni più richieste per le gite scolastiche in Italia e all'estero?

In Italia, Napoli è la meta più richiesta, seguita da Roma, Milano e Torino. All'estero, le scuole secondarie di secondo grado prediligono Spagna, Francia e Germania.

Qual è il periodo dell'anno in cui vengono pianificati i viaggi d'istruzione?

Il 16% degli istituti definisce uscite e viaggi già nei mesi estivi, mentre oltre due terzi prende decisioni tra settembre e ottobre.

Come viene gestita la sostenibilità economica delle gite per le famiglie?

Per i soggiorni di più giorni, il 56,3% degli istituti mantiene il budget entro i 300 euro per studente, mentre per le attività in giornata la spesa media è di circa 20 euro per alunno, trasporti esclusi.

Pubblicato il: 28 luglio 2026 alle ore 10:47

Natale Labia

Articolo creato da

Natale Labia

Giornalista Professionista Giornalista con oltre 30 anni di esperienza, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali all’Università La Sapienza di Roma, collaboro a contratto con L’Edicola e Il Mattino di Puglia e Basilicata dove mi occupo di politica e di economia. Per Edunews24 curo l’informazione politica relativa ai temi dell’Istruzione. In particolare, scrivendo delle attività istituzionali con un focus sia sulle iniziative e sui programmi dei Ministeri dell’Istruzione e del Merito, dell’Università e della Ricerca e della Cultura che su quelle delle commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Inoltre, sono amministratore unico di Italialab srl con cui curo uffici stampa pubblici e privati e sviluppo programmi di valorizzazione culturale e di promozione territoriale. In passato ho collaborato con testate nazionali e regionali, in particolare pugliesi, e ho scritto i volumi Il sindaco di Tutti, edito da Il Castello editore e Dal Rosso al Nero. Ho partecipato al volume collettivo edito dalla Fondazione Tatarella e da Giubilei Regnani editore sui trent’anni dalla fondazione di Alleanza nazionale. Per tre legislature sono stato collaboratore parlamentare occupandomi di legge di bilancio e di politiche agroalimentari con particolare riferimento all’export del Made in Italy e al contrasto dell’Italian sounding, collaborando con le Camera di commercio italiane all’estero. Appassionato di storia, di sociologia e di costume, spesso racconto all’interno delle collaborazioni giornalistiche i cambiamenti della società italiana e internazionale attraverso gli usi, le abitudini e i protagonisti che hanno accompagnato negli anni lo sviluppo e la crescita sociale e culturale. Pugliese di nascita, vivo a Roma o in un ipotetico altrove.

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